Capitolo 11: Terrore

“Cosa sappiamo di questa Torre Nera a parte le parole confuse di quel troll?”

Lily porse quella domanda a nessuno in particolare. Sperava solo che qualcuno le rispondesse. Aveva lasciato il dominio della Regina Yeonlang insieme a Kentel. La Regina dei Kaldorei non poteva affidare loro soldati elfici, ma cedette uno dei suoi prigionieri per fornire aiuto. Il prigioniero in questione cavalcava dietro di lei. Una ragazza elfa del sangue dai capelli rossi come i suoi, costretti però in una lunga treccia. Lily guardò fugacemente indietro per guardala. In quel momento Greta, stava osservando un corvo che procedeva a volare sopra le loro teste. Aveva una camicetta bianca e dei pantaloni neri, piuttosto attillati.

‘Di che aiuto ci potrà mai essere un pirata sulla terraferma?’

“Potremmo chiedere al nostro Capitano, qui” propose Kentel. Lo sciamano aveva tentato diverse volte di animare quella che sembrava una lenta marcia verso l’ignoto provando a fare conversazione. Ma Lily non riusciva a pensare ad altro alla posa che Kharonte fosse ancora vivo. Quel pensiero la tormentava.

‘Io l’ho visto morire… Non può essere ancora vivo…’

Il draenei non attese che qualcuno accogliesse la sua proposta. “Capitano, nei vostri viaggi avete mai sentito parlare di questa Torre?”

“Di solito evitavo di avvicinarmi agli Oscuri, lord sciamano.” Lily trovava la voce di Greta inspiegabilmente allegra.

‘Che c’è di allegro ormai su Azeroth?’

“Di questa Torre Nera ho sentito solo dicerie. Qualcuno sostiene che sia presidiata da più Oscuri di quanti si possano contare. Altri che sia addirittura deserta.”

“E del Lord dell’Infinito invece? Sai qualcosa di lui?”

A porre la domanda era stata la terza elfa del gruppo, Rhenya Blackfire, soldato dell’Ordine della Fiamma. Rhenya cavalcava al lato destro di Lily, anch’ella nella sua armatura come il suo Comandante. La ragazza, dagli occhi color nocciola, portava i capelli ancora più corti di quelli di Lily. Le aveva detto che una volta portava anche lei la treccia, ma quando Lily le aveva chiesto per quale motivo l’avesse poi tagliata, la sua sottoposta aveva risposto abbozzando un mezzo sorriso.

“Ho perso una scommessa, tanto tempo fa…” aveva risposto.

“Di lui so ancora meno, ragazza. Si dice abbia trascorso gli ultimi mesi a Sholazar, prima di rintanarsi nella sua Torre. E poi che è molto potente, ma questo penso che voi militari lo sappiate già” rispose la pirata sorridendo.

“Non ci interessa sapere cosa faccia o dove sia al momento.” Lily guardava dritta davanti a sé. Non aveva guardato nessuno di coloro che avevano parlato. La sua voce era gelida. “Appena lo troveremo lo ucciderò con le mie mani.”

Seguì un lungo momento di silenzio, rotto solo dal gracchiare del corvo che continuava a svolazzare sopra di loro. Fu Kentel poi ad avvicinarsi a Lily.

“Lily…” Nemmeno questa volta l’elfa si voltò a guardare il suo interlocutore. “Avere delle informazioni sul nostro nemico ci farebbe comodo, non credi? Sapremmo meglio come affrontarlo e sconfiggerlo… Se riuscissimo a sapere qualcosa…”

“Io ucciderò tutti gli Oscuri che mi si pareranno davanti, Kentel. È una promessa che ho fatto a me stessa il giorno in cui Silvermoon è andata in fiamme…”

‘E nel momento ho visto quei due occhi gialli fissarmi…’

“Non mi importa quanto sia potente quel bastardo. Io porrò fine alla sua esistenza.”

“Posso capire il tuo punto di vista, ma…”

“Ehi, guardate laggiù!” Ad interrompere la conversazione fu Rhenya. Stava guardando alla loro destra. Del fumo si alzava in lontananza.

“Dobbiamo andare a controllare!” Incalzò subito Kentel. “Potrebbero essere altri sopravvissuti alla Rovina o qualcuno che ha bisogno di aiuto!”

“O magari gli Oscuri stanno facendo un picnic…” Osservò il Capitano Greta. “Ok che mi avete tirata fuori dalle segreta di Sua Maestà, ma se devo finire ammazzata preferisco tornarci.”

Kentel fece per avanzare verso il fumo, ma nessuno sembrò seguirlo. Il draenei si voltò.

“Lily?”

“Comandante?” Anche Rhenya era in attesa.

L’elfa del sangue ci pensò un po’, poi anche lei girò il suo cavallo. “Andiamo a controllare.” Sentenziò infine.

Si diressero in direzione del fumo aumentando leggermente l’andatura. Ma mentre andavano avvicinarsi, videro due figure dirigersi verso di loro. Sembravano ombre che si muovevano velocemente.

“State allerta!” Intimò Lily. Passarono pochi minuti prima che le due figure li raggiungessero. Si trattava di due umani, molto giovani, un ragazzo ed una ragazza. Ma non si trattava di umani comuni. Erano neri come la notte e la loro pelle aveva striature azzurre.

“Oscuri!” urlò Rhenya Blackfire estraendo la spada ed avventandosi su di loro.

“Aspetta, aspetta!!” Kentel si frappose tra l’elfa ed i due ragazzi. “Sono dei ragazzini, non vedi che sono in lacrime?! Che male ci potrebbero mai fare?!”

Rhenya cercò lo sguardo di Lily. Quest’ultima scese da cavallo e si avvicinò ai due. Poi li guardò. Stavano effettivamente piangendo, sembravano in preda al terrore. Avevano entrambi i capelli lunghi ed entrambi avevano gli occhi del colore dell’oro.

‘Quegli occhi… gli stessi occhi che aveva lui…’

“Perché piangete, voi due? Cosa è successo?” Il tono di Lily si era addolcito adesso.

“Il villaggio..” iniziò il ragazzo singhiozzando. “I draghi dell’Infinito l’hanno bruciato! Hanno ucciso tutti!”

“E quindi? Sono vostri compagni, no? Sarete abituati alle vostre carneficine!” La voce di Rhenya era colma di disprezzo.

‘Quanti anni possono avere? Dodici, tredici?’

“N-noi..” la ragazzina non riusciva quasi a parlare. “N-noi ci r-ricordiamo quando e-eravamo draghi di b-bronzo… N-non vogliamo fare d-del male alla g-gente…”

Anche Kentel smontò in quel momento da cavallo. Lily si chinò sui due ragazzini. “Ora calmatevi, ragazzi. Nessuno vi farà del male qui. Come vi chiamate?”

“Io mi chiamo Thynos e lei è mia sorella Zrenya.”

“I draghi dell’Infinito sono ancora al villaggio, Thynos e Zrenya?”

“No…”, rispose Thynos. “Sono andati via stanotte. Noi ci siamo nascosti e siamo riusciti a scappare…”

“E non vi hanno cercato?” chiese Greta.

Zrenya annuì. Le parole di Lily sembravano in qualche modo averla rassicurata. “Ci hanno cercato per un po’, ma la Lady ha detto che eravamo solo due ragazzini e saremo morti presto…”

‘La Lady? Parla di Lavenix?’

Lily si alzò e prese la mano a Thynos e Zrenya. “Venite, raggiungiamo il villaggio. Ci riposeremo e parleremo un po’.” Entrambi i ragazzi si asciugarono le lacrime con il dorso della mano.

Il villaggio era molto piccolo, e per questo i cadaveri disseminati su di esso lo fecero sembrare agli occhi di Lily ancora più minuscolo. Ovunque c’erano tauren, elfi del sangue, uomini, nani, orchi… mutilati, con il corpo tagliato in due o senza testa.

“È terrificante!” Esclamò Kentel.

‘Per chi non li conosce, forse…’

Le case erano completamente annerite e da alcune di essa ancora si alzava il fumo. Raggiunsero il pozzo al centro del villaggio e Lily si adoperò per tirar su un po’ d’acqua, che porse poi ai due ragazzini. Entrambi si dissetarono come se non bevessero da settimane. Erano tornati a sorridere.

“Ascoltate, ragazzi, la Lady di cui parlavate prima… ha un nome?”

“Si, è Lady Lavenix. La seconda in comando dei draghi dell’Infinito.” Rispose Thynos mentre porgeva l’acqua alla sorella.

“Ah, capisco…”

“Lily, non potresti aspettare un po’ prima di…” Kentel voleva dirle qualcosa, ma Lily lo fermò subito con un gesto della mano.

“E lei sta alla Torre Nera, vero? Sapete dirmi com’è questa torre?”

Zrenya scosse il capo. “Noi non ci siamo mai stati.”

Lily sorrise ai due ragazzini. Con un gesto della mano arruffò i capelli ad entrambi. “Ora riposatevi, nessuno più vi farà del male.”

Si alzò e si diresse al suo cavallo. Kentel le si avvicinò. “Cosa hai intenzione di fare con loro, Lily?”

Il Comandante dell’Ordine della Fiamma non esitò a rispondere. “Quello che ho detto, Kentel. Nessuno farà più del male a questi due ragazzini.”

“Ma non possiamo portarli con noi!”

“Certo che no. Incaricherò Rhenya di portarli al Palazzo di Yeonlang e di spiegare la situazione. Si prenderanno cura loro di Thynos e Zrenya.”

Kentel si voltò a guardare i due ragazzini. Stavano curando ognuno le ferite dell’altra. “Mi sembra una buona idea. Se hanno davvero memoria del loro passato possono esserci utili in questa battaglia.”

“Esattamente.” Lily prese il proprio cavallo per le briglie e lo portò a cibarsi di quel poco che le fiamme avevano risparmiato nelle stalle.

Poco dopo si ritrovarono intorno ad un piccolo fuoco a condividere il cibo. Thynos e Zrenya ebbero due bei cosciotti ben arrostiti. Entrambi mangiarono di gusto.

“Avete detto di non esser mai stati alla Torre Nera, ma avrete visto il leader degli Oscuri, il Lord dell’Infinito” a rivolgersi ai due ragazzi fu Greta, mentre beveva un goccio del suo liquore direttamente dalla bottiglia.

“Abbiamo solo sentito discutere i draghi più grandi di lui.” Ripose Thynos tra un morso e l’altro.

” E che dicevano?”

Lily continuò a mangiare, apparentemente indifferente alla conversazione.

“Litigavano sempre tra di loro. Una volta abbiamo sentito uno dire che quello che sta alla Torre Nera è un fantoccio e il Lord si è andato a nascondere. L’altro però diceva che anche se non l’hanno visto devono credere a Lady Lavenix, che lei è la voce del Lord.”

“Non l’hanno mai visto? I Draghi dell’Infinito non hanno visto il Lord?” A Greta quella possibilità sembrava totalmente assurda. “Com’è possibile?”

Sia Thynos che Zrenya scrollarono le spalle. “Pochissimi hanno visto il Lord dell’Infinito dopo la Rovina, ma tutti sono rimasti sconvolti dal terrore che incute.”

“Ma figurati se non lo sanno!” Scattò Rhenya. “Per me non ce lo vogliono dire! Alla fine sono anche loro degli Oscuri!”

Thynos e Zrenya si rabbuiarono immediatamente. Il fratello strinse la mano della sorella, la quale stava per riprendere a piangere. “È tutto quello che sappiamo! Noi vogliamo tornare alla nostra vita di prima, vogliamo espiare le nostre colpe!”

“Questo è quello che volete farci credere!”

“Basta, Rhenya!” tagliò Lily. “Thynos e Zrenya ci hanno detto tutto quello che sapevano, hanno sofferto molto ed ora meritano di uscire da questo incubo! Ed approfitto di questa occasione per comunicarti che appena ci rimetteremo in marcia accompagnerai questi due ragazzi al Palazzo della Regina Yeonlang.”

“Cosa!? Io voglio venire alla Torre! DEVO venire alla Torre!” Rhenya si alzò in piedi, ma Lily non si mosse.

“Tu farai quello che il tuo Comandante ti ordina. Ed io ti ordino di accompagnare questi due ragazzi appena riprenderemo al marcia.”

Gli occhi di Rhenya Blackfire ardevano, ma si costrinse al silenzio.

L’indomani, tutti iniziarono i preparativi per la ripartenza. Ognuno riprese il suo cavallo e si sistemò. Quando fu l’ora, Rhenya fece per andare a svegliare Thynos e Zrenya, ma Lily la fermò. “Vado io, voglio salutare quei due ragazzi.”

L’elfa del sangue si chinò su di loro e li smosse con una mano. “Ragazzi, é ora di andare.” Fratello e sorella di strofinarono gli occhi e si alzarono lentamente.

“È già ora?” fece assonato Thynos.

“Si, dobbiamo andare.”

Il ragazzo prese per mano la sorella e insieme si diressero verso il gruppo…. poi un urlo squarciò quella mattina.

Lily afferrò i capelli di Thynos e Zrenya e li strattonò forte.

Sentì lo sguardo di tutti su di lei, udì le urla di Kentel. In un battito di ciglia sfoderò il pugnale dalla cintola e tagliò la gola da parte a parte ad entrambi. Il sangue le colò anche sulla mano. Era caldo. I corpi di Thynos e Zrenya caddero a terra, dimenandosi per qualche secondo. Lily sferrò loro un calcio. Poi, entrambi restarono immobili, mentre il terreno si colorava di rosso.

Quando alzò lo sguardo la stavano guardando tutti con il terrore dipinto in volto. Lo stesso terrore che avevano gli occhi color oro dei due ragazzi mentre lei li sgozzava.

Rinfoderò il pugnale. Camminò verso il gruppo. Kentel era caduto in ginocchio.

“Perchè??” continuava a ripetere. “Perché???”

Lily si fermò davanti affianco a lui. Scandì bene ogni singola parola che uscì dalla sua bocca, ognuna era come un colpo di frusta.

“Io ucciderò tutti gli Oscuri che mi si pareranno davanti. Loro vogliono la nostra estinzione. Io gli darò la loro.”

Illustrazione in evidenza di Drew Cichy