Capitolo 26: Il Trono Ghiacciato di Icecrown

Dall’interno del Trono Ghiacciato, Ner’zhul cominciò a sperimentare i suoi vasti poteri ed a toccare le menti degli abitanti nativi di Northrend. Con solo un piccolo sforzo, riuscì ad asservire le ​​menti di molte creature indigene, tra cui i Troll dei ghiacci ed i feroci Wendigo, trascinando i due popoli sotto l’ombra della sua crescente forza. I suoi poteri mentali si dimostrarono quasi illimitati, e li usò per creare un piccolo esercito che ospitò all’interno dei labirinti contorti di Icecrown. Mentre il Re dei Lich iniziava a padroneggiare le sue crescenti capacità sotto la persistente sorveglianza dei Nathrezim, egli scoprì un remoto insediamento umano ai margini della vasta regione chiamata Dracombra. Immediatamente, Ner’zhul decise di mettere alla prova i suoi poteri sugli ignari umani.

Scatenò così una piaga della non-morte, che venne creata nelle profondità di Icecrown, nel deserto artico. Controllando la piaga con la sua sola volontà, la guidò direttamente in un villaggio umano. Nel giro di tre giorni, tutti gli abitanti dell’insediamento morirono, ma poco dopo gli stessi morti cominciarono a rianimarsi come zombie. Ner’zhul si accorse di poter “percepire” i loro spiriti e sentire i loro pensieri come se fossero i suoi. Questa percezione fece sì che lo spirito dell’orco diventasse ancora più potente, come se gli spiriti dei morti fornissero ancora più forza al Re dei Lich. Presto, egli scoprì come fosse un gioco da ragazzi controllare le azioni degli zombie e guidarli verso qualunque fine desiderasse.

Nei mesi successivi, Ner’zhul continuò a sperimentare la sua Piaga della non-morte assoggettando ogni abitante umano di Northrend. Con il suo esercito di non morti che cresceva di giorno in giorno, il Re dei Lich sapeva che il momento per il vero test dei propri poteri, si stava avvicinando.

Illustrazione in evidenza di Dariia Kasimova su ArtStation