Capitolo 84: La nuova vita di Thrall

Al suo arrivo nelle Terre Esterne, Thrall incontrò sua nonna, la quale gli rivelò il suo vero nome: Go’el. Ella consigliò anche al nipote di rivolgersi ad una giovane donna orco del clan Mag’har, di nome Aggra, affinché quest’ultima lo aiutasse a mettersi in contatto con gli Elementi di Draenor. Aggra si dimostrò subito poco incline alla compagnia di Thrall, non mancando occasione di punzecchiare l’ex Warchief sul suo essere costantemente uno “schiavo dell’Orda”.

Alla fine comunque, Thrall riuscì ad entrare in comunione con gli Elementi di Draenor, le Furie. Tutte, tranne la Furia della Terra, furono in grado di aiutare lo sciamano a capire cosa stava succedendo ad Azeroth. Quest’ultima fu in grado di aiutarlo dopo che Thrall ingerì una piccola roccia che aveva portato con sé da Azeroth e fu a quel punto che l’ex Warchief trovò la sua risposta. Gli Elementi di Azeroth avevano paura di un Cataclisma simile a quello che aveva distrutto Draenor decenni prima.

Allarmato, Thrall si preparò a tornare ad Azeroth per tentare di fermare il Cataclisma, ma mentre si apprestava a far ciò, Aggra gli rivelò di aver sviluppato con il tempo una sempre più crescente attrazione verso di lui, chiedendogli di portarla con sé ad Azeroth, a condizione però che “lo schiavo dell’Orda” fosse rimasto su Draenor. Thrall accolse con favore la compagnia di Aggra, poiché anche lui aveva cominciato ad avvicinarsi lentamente a lei. Fu allora che un tauren, Perith Stormhoof, arrivò a Garadar, il piccolo villaggio dei Mag’har, per informare Thrall di tutto ciò che era accaduto su Azeroth durante la sua assenza, dalla morte di Cairne alla nuova politica di Garrosh. Dopo aver udito tali notizie Thrall tornò immediatamente ad Azeroth, portando Aggra con sé.

Appena tornato, Thrall si recò alla pira funeraria del suo vecchio amico, dando l’ultimo addio a colui che per primo aveva aiutato lui e tutti gli Orchi al loro arrivo a Kalimdor. Furono dei momenti davvero duri per Thrall, causati anche dal ricordo del suo ultimo incontro con Cairne, nel quale i due avevano avuto un duro scontro verbale sulla nomina di Garrosh a Warchief. L’ex Warchief, prese un piccolo frammento della lancia (sul quale era incisa un’unica runa dal significato di “guarigione”) del suo vecchio amico per ricordarlo per sempre, ed a lui confessò quello che aveva capito durante il suo viaggio nelle Terre Esterne. Thrall si era reso conto di non poter più guidare l’Orda, che quest’ultima aveva troppo condizionato la sua esistenza, e che il suo dovere di sciamano verso Azeroth, era lo scopo più importante da seguire. Pronunciando queste parole, Thrall si tolse l’armatura da Warchief, un gesto fortemente simbolico rappresentante il suo “distaccamento” dall’Orda.

Non molto tempo dopo, un enorme terremoto causò uno tsunami che colpì il porto di Stormwind, e grandi calamità continuarono ad abbattersi di continuo nel mondo. Il Cataclisma stava lentamente distruggendo Azeroth. L’ex Warchief decise così di dirigersi verso il Maelstrom, che riteneva fosse l’area centrale da cui proveniva l’evento catastrofico, per tentare di calmare gli Elementi. Aggra accettò di andare con lui, e partirono insieme, salpando da Ratchet verso il grande vortice a bordo della “Furia di Draka”.

Su quella nave, Go’el aveva ormai preso completamente il posto di Thrall…

Illustrazione immagine in evidenza di Ramzy Kamen