Capitolo 112: La liberazione di Draenor

Mentre l’Orda di Grommash continuava costantemente a crollare attorno a lui, uno dei pochi rimasti al suo fianco era Kilrogg Deadeye, del clan dei Guerci Sanguinari, sebbene questo stesso clan avesse iniziato a mostrare segni di malcontento. Fu in quel momento che Gul’dan fece la sua ricomparsa alle porte della Giungla di Tanaan. Lo stregone, sempre al servizio della Legione Infuocata, tentò di spezzare lo spirito di Grom rinfacciandogli il fallimento della sua Orda di Ferro e rivelando non solo che Garrosh fosse morto, ma che quest’ultimo era anche suo figlio.

Gul’dan offrì quindi ancora una volta il sangue di Mannoroth al Warchief, sostenendo che fosse l’unica cosa ancora in grado di salvare gli Orchi. Grom rifiutò ancora una volta e venne così immobilizzato dai poteri dello stregone. Kilrogg, tuttavia, convinto di non aver più nulla da perdere, si fece avanti per bere il sangue demoniaco, che lo corruppe immediatamente. Con Grommash catturato e gli Orchi rimanenti sotto il suo comando, Gul’dan si preparò così all’arrivo dei suoi padroni demoniaci.

Lo stregone non perse tempo, e subito usò il cadavere ed il sangue di Mannoroth per incanalare un potente incantesimo che corruppe la Giungla di Tanaan e distribuì il sangue a tutti coloro che gli erano fedeli, creando in questo modo gli orchi demoniaci, oltre a radunare diversi Arakkoa, ed i rimanenti Sargerei. Dopo di ciò, Gul’dan viaggiò verso la Cittadella del Fuoco Infernale e creò un portale demoniaco chiamato “Cancello Nero” per permettere a tutte le forze della Legione di arrivare su Draenor.

Intanto, mentre Durotan e Maladaar guidavano una carica frontale attraverso Talador, Draka e Yrel usarono i cantieri navali di nuova costruzione per stabilire un punto d’appoggio sul lato orientale di Tanaan, ed organizzarono quindi vari attacchi per indebolire le forze nemiche.

Ma nel frattempo, nemmeno le forze di Gul’dan stettero a guardare. Il nemico lanciò diversi attacchi, il più importante dei quali guidato dai Sargerei su Auchindoun, questa volta per localizzare Teron’gor. Con l’aiuto di Drek’Thar, Yrel ed il pentito orco stregone Oronok Torn-heart, impedirono a Gul’dan di usare un potente manufatto sul mausoleo sacro, impedendo così il ripetersi della tragedia accaduta nella Valle di Shadowmoon nella linea temporale principale.

Alla fine, le forze unite, guidate da Khadgar, assaltarono la Cittadella del Fuoco Infernale, distruggendo tutti i potenti demoni, gli orchi corrotti e le aberrazioni che la Legione aveva posto davanti a loro, tra cui l’ormai corrotto Iskar, Gorefiend, Kilrogg Deadeye ed il risorto Mannoroth, ed inoltre anche l’ex Warchief Grommash Hellscream venne liberato.

Alla fine, gli eroi di Draenor e la spedizione azerothiana, Yrel, Durotan, Khadgar e persino Grommash stesso, unirono le forze per uccidere Archimonde, l’eradr che in questo mondo comandava l’invasione della Legione.

La battaglia fu cruenta e non poco difficile, ma alla fine, Archimonde venne sconfitto. Tuttavia, prima di morire, l’Eredar, affermando che lui e Gul’dan avevano un patto, colpì con un dardo energetico lo stregone, spingendolo attraverso il Cancello Nero e facendolo sparire.

Con la morte di Archimonde e la sparizione di Gul’dan, Grommash affermò che Draenor era finalamente libero. Ma Khadgar riconobbe che la guerra con la stessa Legione Infuocata era tutt’altro che conclusa e che la spedizione di Azeroth doveva tornare alla propria linea temporale. Prima che l’arcimago e gli eroi partissero, Yrel assicurò loro che se mai avessero avuto bisogno degli eroi di Draenor, loro si sarebbero fatti trovare pronti. Gli Azerothiani andarono via mentre Yrel, Grommash e Durotan promisero di ricostruire Draenor.

Ma una terribile sorpresa attendeva gli eroi di Azeroth nel presente….

Illustrazione in evidenza di  Glenn Rane