Capitolo 150: l’ultimo Warchief

In seguito agli eventi all’interno del Palazzo Eterno, l’Orda si divise tra i rivoluzionari di Varok Saurfang e i lealisti di Sylvanas Windrunner. La maggior parte della leadership della fazione rossa si schierò con l’orco veterano, mentre la leader dei Mag’har Geya’rah e il Principe del Commercio Jastor Gallywix furono gli unici a schierarsi dalla parte del Warchief.

Riunendosi in una fatiscente torre di avvistamento a Kalimdor, i rivoluzionari si allearono ufficialmente con l’Alleanza contro Sylvanas con “Per Azeroth” che divenne il loro motto e grido di battaglia. Così, per proteggere il pianeta e deporre Sylvanas, i ribelli dell’Orda e la leadership dell’Alleanza pianificarono di colpire Orgrimmar e a tal fine si accamparono a Razor Hill. In risposta ai lealisti che facero crollare parte del canyon tra la stessa Razor Hill e la capitale, Saurfang si rivolse al goblin Gazlowe ed allo gnomo Overspark per aprire una breccia nel canyon. Nel frattempo Sylvanas e Nathanos avevano protetto Orgrimmar dai dissidenti interni arrestando Eitrigg e bruciando la propaganda che stava venendo diffusa all’interno della città.

Sapendo che la più grande debolezza di Orgrimmar erano i suoi molteplici ingressi, la strategia di Saurfang si basava sull’attaccare tutti e tre gli ingressi contemporaneamente. A tal fine, ordinò alle forze di Genn Greymane di attaccare la capitale dell’Orda dalle Savane settentrionali, a Lor’themar Theron e Shandris Feathermoon di guidare le loro forze per attaccare la città da Azshara, e lui, Thrall e Anduin avrebbero guidato i loro uomini per attaccare da Durotar. Il veterano ordinò inoltre a Mayla Highmountain di guidare la sua gente a proteggere Thunder Bluff nel caso in cui Sylvanas lanciasse un contrattacco.

Tuttavia, prima che la battaglia potesse iniziare, Saurfang, riconoscendo che i lealisti di Sylvanas non volevano versare altro sangue dell’Orda, sfidò Sylvanas ad un Mak’gora, sfida che lei accettò. Durante il duello, Varok – che per l’occasione brandì l’ascia di Thrall e la leggendaria spada Shalamayne di Anduin) riuscì a ferire e far infuriare Sylvanas, provocandole uno scatto d’ira che dimostrò a tutti come il Warchief non avesse una vera lealtà verso l’Orda e costringendola a fuggire, ma perdendo la vita.

Allora l’Orda si riunì ancora una volta e a Varok Faucisaure fu celebrato un funerale degno di un eroe. Ma i nemici, non erano ancora del tutto sconfitti.

Nei mesi che seguirono, sia l’Alleanza che l’Orda furono contattate dal drago nero Wrathion che li esortò ad aiutarlo nella battaglia contro il Dio Antico N’zoth, nella mitica città di Ny’alotha. Alla fine dopo aver salvato lo stesso Wrathion dalla corruzione e liberato una prigioniera Azshara, gli eroi di Alleanza e Orda riuscirono a sconfiggere N’zoth grazie al potere del Cuore di Azeroth.

La Quarta Guerra era giunta alla fine. A seguito della fuga di Sylvanas, la grande tradizione dei Warchief all’interno dell’Orda venne spezzata, e si decise per un nuovo corso. Sorse così, il primo Concilio dell’Orda…

IN ALTO: Sylvanas Windrunner durante il duello contro Varok Saurfang.