Capitolo 135: Combattere il destino

Intanto, Magni Bronzebeard ricevette altre due visioni dalla Pietra Sacra. La prima proveniva da un angosciato Argus, ed in essa l’Oratore di Azeroth assistette alla Legione Infuocata che torturava il Pantheon. Nella stessa visione Sargeras e Aggramar notavano però l’assenza di uno dei Titani, Eonar, deve ancora essere catturata. Tuttavia, la loro discussione faceva intuire l’intenzione di creare un Pantheon Oscuro.

La seconda visione venne invece dalla stessa Eonar, che si rivolse a Magni parlando dal Santuario di Elarian, il pianeta dove il suo spirito si era nascosto da Sargeras. Il Titano implorò di essere aiutata, perché se la Legione Infuocata l’avesse trovata, ciò avrebbe significato l’annientamento di tutto l’universo.

Alla Vindicaar nel frattempo, Turalyon credeva che fosse arrivato il momento per far rivivere Xe’ra, uno dei Primi Naaru. Dopo aver assemblato i suoi componenti e averli combinati con il Cuore di Luce, Xe’ra prese così coscienza. Il paladino accolse l’essere di Luce e Xe’ra espresse la sua gioia per aver finalmente trovato il suo Prescelto, che si trovava proprio lì insieme agli altri: Illidan Stormrage.

Il naaru voleva riportare Illidan al suo “stato originale”, prima della sua trasformazione demoniaca e restituendogli anche la vista, portatagli via tanto tempo prima Sargeras; gli occhi ambrati che profetizzavano il suo grande e prospero futuro.

Il cacciatore di demoni, tuttavia, era riluttante a farsi curare dalla Luce di Xe’ra e diventare il Prescelto di cui il naaru parlava. Piuttosto, Illidan preferiva trovare un modo per porre fine alla minaccia della Legione nella sua forma, indipendentemente da quanto demoniaca o grottesca fosse diventata.

Ma Xe’ra rifiutò quell’oppisizione ed iniziò ad infondere Illidan con la sua Luce con la forza. Quando il naaru immolizzò il cacciatore di demoni e tentò di imporre la il suo destino ad Illidan, egli non solo resistette, ma distrusse Xe’ra con i suoi poteri.

A quella visione, Turalyon si infuriò ed avanzò sguainando la spada e cercando di colpire l’elfo della notte. Tuttavia, Illidan fermò il fendente del paladino e lo rimproverò per la sua cieca fede nella profezia di Xe’ra. Il cacciatore di demoni affermò successivamente che non ci potevano essere Prescelti, e che spettava a loro stessi salvarsi.

Il confronto tra Illidan e Xe’ra.

Il Profeta Velen, che aveva assistito a tutta la scena, percepì che la morte di Xe’ra aveva angosciato Turalyon e molti altri, e si mosse così per tirar su il loro spirito. Il draenei disse all’umano che la Luce non era morta con il Naaru e che essa brillava ancora in tutti loro. Inoltre, era imperativo che andassero avanti con il loro dovere, perché avevano ancora un mondo da salvare.

Tuttavia, Velen non avrebbe lasciato che la morte di Xe’ra fosse stata vana. Egli raccolse l’essenza della Luce di Xe’ra e la infuse nel Crogiolo di Netherlight.

Con le forze dei difensori pronte, Velen ha decise di creare punti d’appoggio nelle Distese di Antoran da cui potesse partire l’assalto al Trono Infuocato di Antorus, teatro di quella che sarebbe stata la battaglia finale…

IN ALTO: Illidan Stormrage distrugge il Naaru Xe’ra. Illustrazione di EleanorQu.