Capitolo 122: La Marcia su Suramar

Per aiutare la crescente ribellione all’interno di Suramar, l’Arcimago Khadgar lanciò un appello a chiunque potesse inviare forze per aiutare la causa. Alla fine a rispondere furono proprio i popoli elfici: gli Elfi della Notte, gli Alti Elfi e gli Elfi del Sangue guidati rispettivamente dalla Gran Sacerdotessa Tyrande Whisperwind, dal Generale Ranger Vereesa Windrunner e da Lady Liadrin. Ogni fazione inviò un corpo di spedizione per assediare l’ingresso principale di Suramar e sebbene questo fosse in qualche modo un evento storico che vedesse riunito, dopo millenni, il popolo elfico di fronte ad un nemico comune, le tre razze restavano comunque amaramente divise da differenze storiche, razziali e culturali. Nonostante queste differenze tuttavia, questi nuovi rinforzi furono effettivamente in grado di stabilire una base operativa alla periferia della capitale e a prepararsi per l’imminente invasione.

In risposta a questa nuova minaccia, grandi quantità di Duskwatch e altre forze fedeli a Elisande furono inviate a tenere le postazioni. Anche la Legione Infuocata iniziò ad ammassare truppe nelle vicinanze e tentò di aprire portali per far arrivare ulteriori rinforzi, anche se questo fu ampiamente sventato dagli agenti ribelli. Questi agenti, con l’aiuto delle forze della coalizione elfica appena arrivata, effettuarono anche diverse altre operazioni per distruggere le difese della città e indebolire i difensori.

Nel frattempo, in preparazione all’assalto alla città, gli Esuli Oscuri iniziarono ad armare e addestrare molti dei rifugiati che erano fuggiti dalla capitale. Recuperando armi dal Forte Corvonero, essi misero rapidamente in piedi una considerevole forza di miliziani, desiderosa di riprendere Suramar. Le forze di Elisande fecero numerosi tentativi per sbaragliare i nemici, come riattivare un potente costrutto noto come il Braccio della Magistra ed anche un gruppo di demoni guidato dal Signore delle Fosse Rozzeleth tentò di affrontare l’esercito elfico marciando su Meredil, ma venne intercettato e distrutto dai ribelli.

Col tempo, l’esercito elfico al di fuori di Suramar fu pronto per l’assalto finale alle difese della Gran Magistra. A capo della prima linea, Lady Liadrin ed i suoi Cavalieri del Sangue insieme ad una forza della milizia degli Esuli Oscuri, ingaggiarono l’avanguardia dei Guardiani del Crepuscolo che difendeva il perimetro della città. Gli elfi del sangue, aiutati dai loro potenti demolitori, aprirono gradualmente un varco attraverso la Guardia del Crepuscolo, spingendosi sempre più verso l’interno della capitale. Dopo aver superato ondate di Nobili Oscuri e molti dei loro costrutti arcani, le forze di Liadrin si fermarono per consolidare la propria posizione mentre Tyrande e le sue Sentinelle a cavallo avanzavano verso il porto di Astravar.

Subito dopo le forze combinate degli Elfi della Notte e dei ribelli attaccò le nuove linee di difensori della Guardia del Crepuscolo, sfondando le linee di difesa ed addentrandosi sempre più nel cuore della capitale. Lungo la strada, i maghi del Kirin Tor presero posizione lungo il percorso di avanzamento per mantenere il terreno guadagnato. Avvicinandosi al porto di Astravar, il Capo Telemante Oculeth iniziò un incantesimo di teletrasporto di massa con l’aiuto dell’arcimago Khadgar, trasportando così una grande forza di difensori oltre il bordo del ponte ed aprendo un percorso verso il porto.

Così, dopo essersi assicurati un punto di sosta nelle sezioni superiori del porto di Astravar, le forze del Kirin Tor e degli Esuli Oscuri iniziarono a fortificare la posizione in preparazione di un assalto alla Rocca della Notte. La forza combinata degli Elfi del Sangue, degli Elfi della Notte e degli Alti Elfi impiegò un breve periodo di tempo per radunare le proprie truppe e l’equipaggiamento d’assedio, e quando tutti i preparativi furono ultimati, l’esercito elfico iniziò a marciare sui cancelli della Rocca della Notte.

Avvicinandosi all’ingresso della cittadella però, la Gran Magistra Elisande apparve sottoforma di una grande proiezione e si rivolse alle forze lì riunite. Citando la loro inferiorità, Elisande iniziò a sottolineare gli apparenti difetti di ciascuna delle razze elfiche, trattandole con freddo disprezzo. Al termine del suo discorso, la leader di Suramar lanciò un immenso incantesimo che, in pochi istanti, intrappolò l’intero esercito in un grande blocco temporale. Con l’intero esercito congelato nel tempo, Khadgar, essendo sfuggito a malapena alla magia della Gran Magistra, cercò di raccogliere quanti più elementi poteva. Sebbene l’arcimago fu in grado di liberare Tyrande e Liadrin, il potere dell’incantesimo era tale che egli fu costretto a ritirarsi.

Ma l’assalto alla Rocca della Notte non poteva più essere rimandato…

IN ALTO: Thalryssa e gli Esuli Oscuri. Illustrazione di Rui Zhang.