Capitolo 119: Il Crepuscolo di Suramar

Nei momenti immediatamente successivi alla sua terza invasione di Azeroth, la Legione Infuocata prese rapidamente contatto con la vicina civiltà dei Nobili Oscuri di Suramar. Sin dalla fine della Guerra degli Antichi, questo antico popolo, sotto la guida della Gran Magistra Elisande, aveva vissuto all’interno di un grande scudo di magia arcana che aveva circondato la loro città, isolandoli dal resto del mondo per oltre 10.000 anni. La principale fonte di energia per il mantenimento di questo scudo era il Pozzo Oscuro, una fonte di immenso potere che presto attirò l’attenzione dei demoni invasori. Il Gul’dan alternativo non perse quindi tempo ad avvicinarsi ad Elisandre ed ai suoi più stretti consiglieri, portando con sé un’offerta: se i Nobili Oscuri avessero consentito alla Legione Infuocata di accedere alla città e, cosa più importante, al Pozzo Oscuro, essi sarebbero stati non solo risparmiati, ma anche accolti come alleati dalla Legione.

La questione sul da farsi fu molto controversa e dibattuta in quei giorni tra i consiglieri di Elisande, con la Prima Arcanista Thalyssra che assunse il ruolo di oppositore più esplicito dell’accettazione delle richieste dei demoni. Tuttavia, con riluttanza, alla fine la Gran Magistra decise di accettare la proposta di Gul’dan, credendo che permettere l’ingresso in città ai demoni fosse l’unico modo per salvare Suramar dalla distruzione. In risposta a ciò, Thalyssra ed un altro consigliere, Melandrus, insieme a molti altri nobili oscuri, organizzarono un colpo di stato con l’obiettivo di eliminare Elisande per impedire la resa della città.

La Prima Arcanista Thalyssra. Illustrazione di Noah Warner.

Ma il piano iniziò a sfaldarsi quando il gruppo cadde vittima di un’imboscata; solo Thalyssra e Melandrus riuscirono a raggiungere il grande palazzo chiamato Rocca della Notte. Tuttavia, prima che il piano potesse progredire ulteriormente, Melandrus tradì Thalyssra, rivelandosi fedele ad Elisande e pugnalando la Prima Arcanista alla schiena prima di spingerla da una piattaforma. Con il fallimento del colpo di stato, lo scudo di Suramar fu poco dopo abbassato senza opposizione, e la Legione Infuocata si mosse per occupare la città. Intanto, Thalyssra riuscì a sopravvivere al tradimento di Melandrus e fuggì nelle terre selvagge della regione circostante dopo aver assistito all’abbassamento dello scudo. Ferita e adirata per non essere riuscita a salvare il suo popolo, Thalyssra decise comunque di opporsi ad Elisande e alla Legione il più a lungo possibile.

IN ALTO: La città di Suramar. Illustrazione di Clément Dumonceaux.