Capitolo 115: Ritorno al Futuro

A seguito del ritorno dei Demoni, la città magica di Dalaran lasciò il continente di Northrend per spostarsi nel Valico Ventomorto per salvaguardare i Regni Orientali da un’incursione della Legione. Sapendo che le forze combinate dei più grandi campioni di Azeroth sarebbero state indispensabili per riuscire a risigillare il portale, l’Arcimago Khadgar chiese al Concilio dei Sei, l’organo governativo di Dalaran, di riammettere l’Orda nel Kirin Tor per combattere i demoni.

Tuttavia, la leader del Kirin Tor di allora, Lady Jaina Proudmoore, si dimostrò contraria a questa proposta, non riuscendo ancora a perdonare ai membri della fazione rossa, gli eventi che avevano portato alla distruzione di Theramore (per approfondire clicca qui). Nonostante ciò, il Concilio mise ai voti la questione e la maggioranza votò contro di lei. Preso atto della decisione, Jaina lasciò il Kirin Tor e la città di Dalaran. Ovviamente la città magica non poteva restare senza un leader, e così fu proprio Khadgar ad assumere la leadership dopo la partenza di Jaina.

Lady Jaina Proudmoore lascia la città magica di Dalaran. Illustrazione di Ze-l

In seguito, il grande esploratore Brann Bronzebeard in seguito informò l’arcimago che suo fratello Magni aveva ripreso conoscenza e che desiderava incontrarli ad Ulduar. Così, Khadgar, un compagno avventuriero, e Brann si recano nel grande complesso titanico, dove trovano l’ex Re di Ironforge sotto attacco da parte di alcuni demoni al comando dell’Inquisitore Ha’zaduum. Khadgar ed i suoi alleati accorsero in aiuto di Magni e, successivamente, quest’ultimo rivelò che il rituale che aveva cambiato il suo corpo lo avevo reso anche in grado di comunicare con Azeroth stesso. Inoltre, colui che era diventato ora l’Oratore, affermò che Azeroth non fosse solo un normale pianeta, ma un Titano dormiente. Magni chiese quindi ai suoi interlocutori di seguirlo nel Planetario Celeste, dove mostrò loro la storia dei Custodi e di come essi furono incaricati dai Titani di mantenere l’ordine nel mondo di Azeroth.

Per aiutarli in questo compito, quest’ultimi diedero loro cinque potenti artefatti conosciuti come i Pilastri della Creazione. Quando il loro lavoro fu terminato, i Custodi sigillarono i Pilastri, ma come era già successo a molte altre reliquie nel corso della Storia, essi finirono nelle mani dei mortali. Khadgar ricordò di aver già letto di quei Pilastri da uno dei tomo nella biblioteca di Medivh mentre Magni affermava che essi erano non solo la chiave per sigillare il portale che concedeva ai demoni di entrare su Azeroth, ma che chiuderlo avrebbe significato anche prevenire un’invasione futura.

Così, dopo aver appreso queste informazioni, Khadgar tornò alla Torre di Karazhan insieme ad un avventuriero per trovare l’ubicazione di Pilastri, poiché la conoscenza di quegli artefatti era stata affidata alla figura del Guardiano di Tirisfal. Tuttavia, la ricerca di Khadgar venne interrotto quando un’eco di Medivh stesso interferì ed abbatté le barriere che l’arcimago aveva applicato attorno alla Torre, permettendo così alla Legione di assaltarla e cercare di impedire loro di trovare la posizione dei Pilastri. Ricorrendo al suo immenso potere, Khadgar alterò le difese della Torre, dando così modo ai difensori di combattere la Legione Infuocata mentre lui e l’avventuriero recuperano un libro scritto da Alodi, il primo Guardiano, che conteneva informazioni sui Pilastri della Creazione.

Di ritorno a Dalaran, Khadgar evocò lo spirito di Alodi per ottenere informazioni su dove si trovassero i Pilastri, ed il primo Guardiano disse all’arcimago che la sua ricerca lo aveva portato alle Isole Disperse. Egli non riuscì mai a trovare la loro esatta posizione, ma era fermamente convinto credeva le reliquie fossero stati messi nelle mani dei popoli di quell’antica terra. In questo modo, sapendo da dove iniziare la sua ricerca, Khadgar si preparò a spostare Dalaran sulle Isole Disperse.

Così, il Concilio dei Sei, che ora comprendeva anche il drago blu e nuovo Aspetto della Magia Kalecgos, unì i propri poteri, facendo muovere la città magica e distruggendo le sei navi della Legione che la attaccavano.

L’incantesimo ebbe successo, e Dalaran venne dichiarata un punto di riferimento neutrale per le fazioni, un punto da dove avrebbero coordinato la ricerca dei Pilastri della Creazione e combattuto la Legione Infuocata, proprio come era stato tanto tempo prima a Northrend nella lotta contro il Re dei Lich. Khadgar riuscì quindi nella la stessa impresa compiuta dal suo maestro Medivh durante la Terza Guerra: portare l’Orda e l’Alleanza sotto un’unica bandiera.

L’arcimago Khadgar. Illustrazione di Tokoldi.

IN ALTO: Il complesso titanico di Ulduar. Illustrazione di Filip Jóźwiak.