Aegwynn: Un Potere Infinito

Aegwynn fu la penultima Guardiana dell’Ordine di Tirisfal e, fino alla maturità del figlio Medivh, venne considerata come il più potente mago mai esistito su Azeroth.

Aegwynn visse a Lordaeron e qui da piccola venne addestrata alle arti magiche dall’allora Guardiano Scavell. Unica ragazza tra cinque apprendisti, la maggior parte dei suoi compagni non la trattava in modo a loro paritario, sostenendo che la giovane fanciulla non sarebbe mai potuta diventare un mago, ma Aegwynn perseverò comunque nel suo obiettivo. Prima della fine del suo primo anno come apprendista, la giovane umana aveva già padroneggiato gli incantesimi perduti delle pergamene di Meitre, l’ultima opera superstite di uno dei potenti maghi degli Eletti, i fondatori dell’Ordine vissuti 9000 anni prima (gli altri maghi umani furono dissuasi persino dal leggere le pergamene fino a quando non fossero diventati grandi esperti della magia ed anche gli stessi Alti Elfi non riuscivano a leggerle prima di un decennio di apprendistato). Durante il suo addestramento Aegwynn ebbe anche una breve relazione con il suo collega apprendista, un umano di nome Jonas.

Rivelatasi un autentico prodigio, Aegwynn venne così scelta per succedere a Scavell come Guardiano di Tirisfal. Questa decisione suscitò le proteste dei compagni uomini della ragazza, ma il Concilio di Tirisfal fu irremevobile sulla sua decisione, sostenendo come Aegwynn fosse di gran lunga la migliore tra gli apprenditisti e che ella meritava quella posizione. I compagni della giovane umana vennero anche severamente rimproverati per la propria immaturità.

Ad Aegwynn venne così donato il potere del Tirisfalen (ovvero del Guardiano) ed iniziò immediatamente a mettersi al lavoro. Una delle prime sfide di Aegwynn fu la distruzione del demone Zmodlor, il quale aveva cominciato a possedere bambini in una scuola. Aegwynn si precipitò dentro e sconfisse il demone prima che il danno ai bambini potesse manifestarsi. Tuttavia, Erbag e Relfthra, due membri del Concilio di Tirisfal, l’ammonirono per la sua avventatezza: si era precipitata senza pensare ai poteri di Zmodlor e avrebbe potuto mettere il mondo in pericolo. Aegwynn rispose che non poteva permettere che quei bambini soffrissero solo perché il Consiglio voleva procedere con cautela contro un demone.

Intanto, durante il corso degli anni, Aegwynn aveva sviluppato una curiosità su Meitre, l’autore delle pergamene. Mentre studiava i suoi scritti, si rese conto che l’elfo aveva un immenso potere, più di quanto qualsiasi normale mago avrebbe potuto essere capace di possedere. Dopo che Aegwynn ereditò il titolo di Guardiano, ella divenne ossessionata dall’idea di scoprire come i segreti dell’elfo. La maga scoprì così un’altra serie di pergamene scritte dallo stesso Meitre. Esse descrivevano in dettaglio un arcano essere chiamato Aluneth e includevano anche incantesimi che l’elfo aveva usato per attingere al potere di quest’ultimo. Aegwynn si convinse subito di poter usare Aluneth come un’arma formidabile contro la Legione Infuocata. Tuttavia, a differenza di Meitre, non si sarebbe limitata a sfruttare le energie dell’entità; avrebbe invece portato l’essere su Azeroth e lo avrebbe legato alla proprio volontà. Aegwynn evocò Aluneth con facilità, ma quest’ultimo non obbedì ai suoi comandi. La creatura si scagliò contro le magie di contenimento del Guardiano e annullò il suo incantesimo. Aegwynn, invece di abbattersi, si trovò divertita in quella che vedeva come “la sfida di domare Aluneth”. Dopo molte battute d’arresto, la giovane Guardiana riuscì finalmente a legare l’entità ad un grande bastone incantato. Il compito di contenere Aluneth era stato compiuto, ma ci sarebbero voluti anni affinché il Guardiano fosse riuscita a sfruttare veramente il suo potere.

Successivamente, 823 anni prima dell’apertura del Portale Oscuro, Aegwynn viaggiò sul tetto del mondo, il continente artico di Northrend, per sconfiggere una squadra di demoni che stavano inseguendo dei draghi. Nonostante la sua padronanza sul potere cosmico di Tirisfal fosse cresciuta, Aegwynn si rese conto del preoccupante numero di potenti demoni che infestavano il gelido continente. Proseguendo verso il lontano nord, la maga rintracciò i demoni nelle montagne. Lì, scoprì che quest’ultimi stavano dando la caccia a dei draghi per prosciugare le antiche creature della loro innata magia. Aegwynn affrontò i demoni e, con l’aiuto dei nobili draghi, li sconfisse. Tuttavia, dopo che l’ultimo demone fu bandito dal mondo mortale, un’apocalittica tempesta esplose in tutto il nord. Un enorme sagoma oscura apparve nel cielo sopra Northrend: Sargeras, il Re dei demoni e Signore della Legione Infuocata, comparve davanti ad Aegwynn circondato da una colossale tempesta di energia infernale. Il Titano Oscuro informò la giovane Guardiana che il tempo di Tirisfal stava per finire e che il mondo si sarebbe presto inchinato davanti all’assalto della Legione.

L’orgogliosa Aegwynn, credendo di essere al cospetto di un dio, scatenò, per la prima volta, i suoi pieni poteri contro l’avatar di Sargeras. Incredibilmente, ed a testimonianza della sua potenza infinita e con facilità sconcertante, Aegwynn colpì Sargeras con i suoi poteri e riuscì a uccidere il suo guscio fisico. Aegwynn alzò Aluneth al cielo e richiamò una tempesta di magia arcana per annientare Sargeras. Tuttavia, non successe niente. L’entità legata all’arma di Aegwynn resistette al suo comando. Intanto, mentre la giovane guardiana lottava per imporre la sua volontà su Aluneth, Sargeras lanciò un furioso assalto contro di ella. Alla fine, Aegwynn mise da parte Aluneth e optò per un’arma più affidabile. Invocò Atiesh, la leggendaria arma che veniva tramandata da Guardiano in Guardiano da novemila anni e rinnovò il suo attacco contro Sargeras. Con l’aiuto dei draghi, Aegwynn combatté ed alla fine sconfisse il Signore della Legione, riuscendo in un’impresa impossibile.

Aegwynn vs Sargeras – Illustrazione di Peter C. Lee

Temendo che lo spirito di Sargeras potesse sopravvivere, Aegwynn decise di rinchiudere l’avatar in rovina del Titano Oscuro in una delle antiche sale dell’antico continente di Kalimdor che si era inabissato in fondo al mare quando il Pozzo dell’Eternità era collassato su sé stesso diecimila anni prima. Nelle intenzioni della Guardiana, il corpo di Sargeras sarebbe rimasto intrappolato per sempre in quella che sarebbe diventata la “Tomba di Sargeras”, dove applicò anche potenti incantesimi di protezione ed appose ben cinque sigilli in modo che essa non potesse mai essere raggiunta dai poteri oscuri.

In seguito a questo evento storico ed a questa incredibile vittoria, Aegwynn, per sua stessa ammissione, divenne arrogante e presuntuosa. Sentiva di non aver più bisogno di agire in accordo con il Concilio, di essere riuscita nell’impossibile, e che sarebbe stata quindi lei, e non i Tirisfalen, a scegliere chi sarebbe stato il prossimo Guardiano. Quello che Aegwynn non sapeva, è che Sargeras aveva pianificato tutto, persino la sua stessa sconfitta. La Guardiana aveva solo involontariamente sugellato il destino del mondo mortale, poiché il Signore della Legione, al momento della sua “morte corporea”, aveva trasferito il suo spirito proprio nel corpo indebolito di Aegwynn. All’insaputa della Guardiana, Sargeras sarebbe rimasto ammantato nei più oscuri recessi della sua anima per molti lunghi secoli.

Con il passare del tempo, Sargeras, ora all’interno di Aegwynn, iniziò lentamente a distorcere i suoi pensieri. Ella marcò ancora di più la propria distanza dal Concilio, facendosi raramente vedere da essi. Sargeras amplificò inoltre le paure che già Aegwynn nutriva nei confronti dei suoi compagni. Il Concilio aveva usato i suoi poteri per manipolare la politica dei Regni Orientali. Erano convinti di avere il potere di prevenire la sofferenza della guerra, ma Aegwynn riteneva che le continue manipolazioni avrebbero portato solo al disastro. Ella decise di non abbandonare il ruolo di Guardiano, per timore che il Concilio potesse eleggere un nuovo Guardiano più debole da controllare e manipolare. I membri di Tirifal pur non approvando completamente la decisione di Aegwynn di non passare ad altri i propri poteri, decise, per il momento, di non forzare la mano.

Niels Aran, il mago sedotto da Aegwynn. Illustrazione di Richie Marella.

Ma l’allontanamento di Aegwynn dal Concilio divenne sempre più marcato con il passare dei secoli. Nascosta dall’occhio vigile di quest’ultimo, la Guardiana costruì la Torre di Karazhan. Essa fungeva da fonte di energia per il potere di Aegwynn, alla quale avrebbe potuto attingere qualora fosse stato necessario, oltre che, ovviamente, come rifugio e nascondiglio dal Concilio. Intanto, con il passare del tempo, i membri più anziani andavano via, e membri più giovani prendevano il loro posto. Questi nuovi membri decisero di costringere Aegwynn a rinunciare ai propri poteri. Formarono così il “Tirisgarde”, un ordine di maghi armati di antiche reliquie che potevano usare per sconfiggere Aegwynn. Per anni i Tirisgarde diedero la caccia al Guardiano finché non trovarono il suo rifugio a Karazhan. Tuttavia, Aegwynn si accorse in tempo di essere stata trovata e così fuggì, sigillando Karazhan in modo che il Concilio non potesse mai avere accesso ai suoi segreti, dirigendosi nella città in rovina di Suramar, dove si sarebbe nascosta per centinaia di anni, tenendo d’occhio per tutto il tempo il Concilio di Tirisfal.

Durante il suo soggiorno a Suramar, Aegwynn a volte usciva dalla città per spiare le azioni del Concilio e fu in una di queste occasioni che venne trovata da uno dei maghi del Tirisgarde, chiamato Nielas Aran. Quest’ultimo usò vari artefatti a sua disposizione per annullare i poteri del Guardiano e cercare di rallentarla. Tuttavia, i combattimenti finirono solo quando entrambi si resero conto della vera natura reciproca. Aran venne a sapere che Aegwynn non era la ribelle traditrice che il Concilio gli aveva fatto pensare. Dall’altra parte, Aegwynn apprese che anche Aran odiava le manipolazioni politiche che il Concilio stava portando avanti.

Non passò molto tempo prima che i due si innamorassero. Entrambi concordarono sul fatto di dover collaborare per impedire al Concilio di controllare un altro Guardiano. Decisero così di concepire un erede e trasmettere il titolo di Guardiano a lui. Aegwynn diede così alla luce un figlio che chiamò Medivh, che in elfico significava “custode di segreti”. Per tutelare il piccolo, i due genitori decisero di bloccare i poteri del Guardiano che non si sarebbero manifestati prima della maturità del neonato Medivh. Aegwynn, consapevole di non poter stare insieme alla propria famiglia, affidò Medivh alle cure di Aran ed andò a nascondersi, osservando da lontano il suo amato figlio.

Tuttavia, arrivato all’età di 14 anni, i poteri di Medivh si manifestarono, esplodendo in una colossale tempesta magica che uccise il padre.

Ancora incapace di controllare tutta quella potenza, il giovane Medivh precipitò in uno stato di coma, che sarebbe persistito per i successivi vent’anni.

Aegwynn combatte i demoni a Northrend – Illustrazione ufficiale Blizzard

Vent’anni dopo Medivh si risvegliò, assicurando i sacerdoti della Luce Sacra di avere il pieno controllo dei propri poteri. Quando il Portale Oscuro venne aperto da lui in collaborazione con lo stregone Gul’dan, quasi ogni creatura su Azeroth avvertì delle increspature nel tessuto spazio-temporale del mondo. Aegwynn non riuscì a capire cosa fosse successo, ma percepì la presenza della magia demoniaca e capì che suo figlio doveva essersi in qualche modo alleato con la Legione. La ormai ex Guardiana si recò così a Karazhan con il drago blu Arcanagos per confrontarsi con Medivh. La torre era affollata di nobili ed ospiti che erano stati invitati per una serata di gala, e quindi Aegwynn entrò in un primo momento da sola, sperando di convincere il figlio a rinunciare al proprio potere in modo pacifico. Fu allora che Aegwynn appresa la terribile verità. Medivh rivelò che, mentre perdeva in battaglia contro di lei, Sargeras aveva infiltrato la sua essenza nel corpo di Aegwynn, in attesa che lei avesse concepito un erede, come sapeva avrebbe fatto. Successivamente Sargeras trasferì il proprio spirito nella struttura del corpo non ancora nato di Medivh in modo che quando i poteri del Guardiano si fossero risvegliati dentro di lui, con essu si sarebbe anche manifestata la presenza del Signore della Legione. Di fatto, Medivh era stato posseduto da Sargeras prima ancora di nascere.

Aegwynn rimase sbalordita nell’udire quelle parole, ma non si perse nella disperazione. Invece si adirò e si convinse che avrebbe sconfitto Sargeras una volta per tutte in quell’occasione, anche se ciò significava colpire il suo amato figlio.

Iniziò così una battaglia epica tra madre e figlio, i due maghi più potenti della storia di Azeroth.

La battaglia tra i due scosse la torre di Karazhan fino alle fondamenta e mandò in fuga gli ospiti, che tuttavia perirono nel tentativo di mettersi in salvo. Quando Medivh riuscì ad immobilizzare Aegwynn, Arcanagos entrò in scena e si unì alla battaglia. Tuttavia, nonostante fosse un drago blu, rappresentante lo stormo che governava la Magia, Arcanagos fu facilmente sopraffatto. I poteri di Medivh, uniti a quelli di Sargeras, erano infatti troppo potenti per chiunque su Azeroth, ed il Guardiano, senza muovere un dito, fece bruciare il drago blu dall’interno, condannandolo ad una morte atroce. La morte del suo amico mandò Aegwynn ancora di più su tutte le furie. Sargeras poteva poteri inimmaginabili, ma lei aveva dalla sua parte secoli di esperienza. Ma ancora una volta, i poteri di Medivh si rivelarono del tutto incontrastabili perfino per lei, la grande Aegwynn. Incapace di uccidere la madre, trattenuto nel farlo dalla sua parte buona, Medivh bandì Aegwynn e la scagliò lontano, non prima di averle estirpato gran parte del suo potere. Non sapeva dove l’avesse mandata, ma non riuscì più a percepire la sua presenza da nessuna parte su Azeroth.

Nel disperato tentativo di diffondere la notizia del male di cui il figlio era caduto vittima, Aegwynn ebbe un’udienza con l’allora sovrano del Regno di Azeroth, Re Llane Wrynn I. Aegwynn avvertì il Re che si nascondeva proprio Medivh dietro l’invasione degli Orchi e che egli doveva assolutamente essere fermato. Llane, che era un grande amico di Medivh sin dall’infanzia, si rifiutò categoricamente di credere alle parole di Aegwynn.

All’ex Guardiana, conscia che aveva fatto tutto ciò che era in suo potere, non restò che osservare impotente gli eventi svolgersi davanti a lei. Vide così morire suo figlio e la caduta di Manonera e Gul’dan. Avvilita e profondamente colpita dalla perdita dell’amato Medivh, Aegwynn lasciò i Regni Orientali, con la propria morte come solo orizzonte.

Aegwynn arrivò così nel continente di Kalimdor, dove si costruì una piccola casa sulle colline vicino a Ratchet e coltivò un giardino, per vivere la sua vita in solitudine. O perlomeno questa era la sua intenzione. Con il tempo, un pensiero si insinuò nella mente di Aegwynn. Sebbene infatti nello scontro con Medivh posseduto da Sargeras, quest’ultimo gli avesse estirpato gran parte dei suoi poteri, l’ex Guardiana decise di usare quel poco potere che le restava per un ultimo, grande atto d’amore: riportare in vita il suo amato figlio. Le ci vollero anni per farlo, e l’impresa le costò quasi la vita, ma alla fine, Medivh venne resuscitato proprio dalla madre, la quale gli fece quindi per la seconda volta, il dono delle vita. Finalmente libero dall’influenza di Sargeras, Medivh avrebbe così riparato ai propri errori, riunendo l’Orda, l’Alleanza e gli Elfi della Notte sotto un unico vessillo contro la Legione Infuocata.

Dopo questi eventi, Aegwynn si chiuse di nuovo in uno stato di solitudine, che però, non sarebbe durato a lungo. Un giorno infatti, alla sua porta bussò una straniera in quelle terre.

Si trattava di Lady Jaina Proudmoore…

IN ALTO: Aegwynn e Medivh. Illustrazione immagine in evidenza di shawnfox520