La vera natura dell’Elmo del Dominio

Oggi abbiamo per voi una vera chicca: Ian Bates, articolista per BlizzPlanet.com, ha potuto mettere le mani in anteprima sulla Collector’s Edition di Shadowlands. Nel corposo plico è contenuto anche il classico volume con le artwork, che in questo caso contiene alcune rivelazioni particolarmente interessanti sulla lore delle Terretetre. Ad esempio, come e perché Sylvanas ha ottenuto le sue Val’kyr; più dettagli sul famigerato scontro dei Venthyr con la Luce Sacra; ma soprattutto, qualcosa che potrebbe cambiare per sempre la nostra conoscenza della storia di Azeroth: il vero scopo dell’Elmo del Dominio!

Ovviamente, per prima cosa vi avvertiamo che quelli che seguono sono SPOILER tratti, appunto, da The Art of World of Warcraft: Shadowlands perciò continuate a vostro rischio e pericolo!

All’inizio e alla fine del libro ci sono i fotogrammi del filmato di apertura di Shadowlands con alcune interessanti citazioni di Bolvar:

“La morte non era la fine che credevo fosse. Nessun riposo o gioiose riunioni nella Luce mi aspettavano. Ciò a cui ho assistito ha messo in discussione tutto ciò che sapevo. Con il mio ultimo respiro, ho visto luoghi impossibili – mondi dentro mondi pieni di esseri che sfidavano ogni descrizione. Fu solo quando l’Elmo del Dominio fu posto sulla mia testa che capii la verità che avevo visto: la Morte non è una fine, ma un inizio.”

Il Re dei Lich

“Ora hai visto, come ho fatto io, orizzonti che non sono mai stati pensati per occhi viventi Ma questa conoscenza non ti salverà. Niente può fermare ciò che Sylvanas ha messo in moto. Strappare il Velo era solo l’inizio. Al di là del cielo in rovina attende un male più antico della realtà stessa. Il Carceriere ha accumulato potere nella sua Fauce, e presto la sua pazienza sarà ricompensata. Tutto ciò che abbiamo sacrificato per salvare Azeroth sarà stato inutile. L’unica chiave per salvare il nostro mondo risiede nel regno della morte.

Soffri bene”

Bolvar Fordragon

Il libro è diviso in sei capitoli, ognuno basato su una zona diversa. Il primo capitolo è su Oribos e ci fornisce una spiegazione del perché l’Arbiter deve giudicare le anime. Senza di lei, infatti, queste avrebbero semplicemente vagato per le Terretetre passando di aldilà in aldilà per sempre.
“Con ogni gioia e dolore, l’Arbiter giudica tutte le anime mortali e le mette sul percorso predefinito. Senza la sua guida, tali anime sarebbero perse per sempre negli infiniti regni delle Terretetre”.

Andando avanti al capitolo tre, su Maldraxxus, abbiamo più dettagli sugli enigmatici ‘First Ones’ più volte citati. Va notato che questi sono diversi dagli Eterni, i leader delle Congreghe: si tratta di un gruppo di entità che sembrerebbero aver creato l’intero universo di Warcraft.
“I Primi, che hanno plasmato il cosmo, sapevano di aver bisogno di proteggere le Terretetre dalle minacce esterne e oltre. Maldraxxus è stata la loro risposta”.

Avanti, nel capitolo quattro, viene spiegata meglio la connessione di Selvarden con il Sogno di Smeraldo. Dal passaggio, si può presumere che siano entrambi aspetti diversi di un “regno della vita” singolo e unificato come le Terretetre lo sono per la Morte, o come il regno della Luce dov’è stato portato il Crociato Bridenbrad .
“Selvarden e il Sogno di Smeraldo sono fiori opposti collegati allo stesso albero. Se il Sogno è la personificazione della vita nella sua fase crescente, Selvarden è la vita quando sta tramontando”.

Nel capitolo cinque, Revendreth, abbiamo maggiori dettagli sulla battaglia tra i Venthyr e la Luce. Mentre le informazioni sulla beta suggerivano che Blizzard stesse usando questo evento per instillare il dubbio che la Luce non fosse proprio così santa, questo passaggio del libro suggerisce come neppure i Venthyr siano del tutto irreprensibili.
“L’Ember Ward porterà per sempre le cicatrici dell’ingiusto attacco della Luce contro i Venthyr. Anche solo assecondare l’idea che il nostro amato Sire abbia fatto qualcosa per incorrere nell’ira della Luce sarebbe un atto di sedizione”.

Ma tutte le maggiori implicazioni di trama sono riservate al capitolo sei, quello sulla Fauce. L’intestazione del capitolo contiene questa descrizione, che suggerisce quanto siano terribili i crimini ancora sconosciuti del Carceriere:
“Nelle profondità più profonde delle Shadowlands si trova l’inevitabile Maw. Le anime imprigionate in questo regno senza speranza sono gli imperdonabili e gli irredimibili. . . Ma neanche i loro crimini possono essere paragonati a quelli del loro Carceriere”.

La pagina con i concept art del Carceriere riporta invece questo passaggio:
“. . .e così, fu decretato che sarebbe stato condannato alla Fauce, dove sarebbe stato per sempre il Carceriere”.

In una pagina che mostra i bozzetti per Sylvanas e un Kyrian Mawsworn abbiamo poi un nuovo racconto di come Sylvanas ha ottenuto le sue Val’kyr. Le sono stati specificatamente date dal Carceriere, suggerendo che Edge of Night non sia più un racconto preciso al cento per cento su come è andato quell’incontro.
“Avrebbe mandato quei Val’kyr a servire quali sue catene alla mortalità. Si sarebbe dovuto fare un patto. Solo allora sarebbe potuta tornare oltre il Velo. Solo allora la regina Banshee avrebbe rivendicato la corona del falso re”.

Curiosamente, il riferimento è alle prime Val’kyr di Sylvanas, ma la concept art mostrata è quella di un Mansworn, non di una Val’kyr. Ulteriore retcon e rielaborazione, o semplicemente il disegno più rilevante pur non essendo una corrispondenza esatta?

Ancora, sui Mawsworn: sono le anime finite nella Fauce, torturate e trasformate dal Carceriere nel proprio esercito. La Fauce è letteralmente una prigione gestita dai suoi stessi detenuti.
“Ciò che si sa è una voce, e questa voce è un incubo. I suoi soldati sono il peggio che i dannati hanno da offrire e sono eternamente fedeli alla stessa mano che li ha spezzati”.

E infine, ultimo ma non meno importante, la più grande rivelazione dell’intero libro. Il vero scopo dell’Elmo del Dominio:
“Il velo tra i regni svanisce. L’Elmo del Dominio è stato creato per essere la nostra via da percorrere; invece, colui che è stato bruciato dalle fiamme della vita lo usa per tenerci a bada”.

Ed ecco che, infine, il piano del Carceriere e di Sylvanas fin da Cataclysm appare più chiaro, finalmente. Tutto quello che ha fatto da quando ha ottenuto le Val’kyr è stato lavorare per ottenere l’Elmo del Dominio da Bolvar. Tutte le morti e le guerre servivano a renderla abbastanza potente da sconfiggerlo. Tutto perché Bolvar era in grado di resistere all’influenza del Carceriere, che aveva quindi bisogno di una nuova pedina per aprire la strada.

Ciò solleva tantissime questioni. Ner’zhul e Arthas, ad esempio: forse anche loro erano i primi promettenti campioni del Carceriere, ma per un motivo o per un altro hanno fallito: Ner’zhul perché tentò di usare il suo potere principalmente cercando di sfuggire al controllo della Legione; Arthas, perché impegnato nella sua crociata di dominio del mondo e di imposizione del suo regno della Morte su Azeroth (ma, qualcuno direbbe, anche perché aveva ancora in sé un briciolo della sua umanità tale da trattenere il vero potere del Flagello). Bolvar, infine, ha resistito ai sussurri del Carceriere per un irreprensibile senso del dovere. Insomma, il Re dei Lich doveva essere solo un agente della Fauce. In un rapporto simile a quello tra Medivh e Gul’dan, avrebbe dovuto aprire il Varco delle Terretetre e permettere al Carceriere e al suo esercito di fuggirvi. Prima di oggi, nessuno di quelli che hanno portato il manto del Re dei Lich ha assolto a questo compito, ciò per cui l’Elmo del Dominio, la corona del ‘falso re’ (Il’gynoth, is that you?), era stato originariamente creato. Il Carceriere ha quindi irretito un nuovo campione: Sylvanas. E l’ha scelta proprio perché era l’unica che, col suo vissuto, poteva rifiutare il potere seducente dell’Elmo e distruggerlo, compiendo così il piano del suo maestro. E la Dama Oscura si sarebbe quindi prestata a questo patto, da quanto si evince, per avere in cambio la possibilità di vita eterna per sé stessa e i suoi Reietti, a qualunque costo, tramite le Val’kyr. Questo potrebbe anche essere il vero significato dell’avvertimento di Re Terenas: “Deve sempre esserci un Re dei Lich” perché c’è bisogno di qualcuno che usi l’Elmo del Dominio per non far entrare il Carceriere, ma per trattenerlo – come hanno fatto Bolvar e, più o meno consapevolmente, Ner’zul e Arthas.