Capitolo 9: Conseguenze ed esodi

Con l’evocazione di Archimonde finì idealmente la prima metà della Terza Guerra, quella che si era svolta nei Regni Orientali. E l’effetto che essa ebbe su questo continente fu senza ombra di dubbio devastante. Interi reami erano stati distrutti, popolazioni annientate e la terra era stata in gran parte corrotta. Lordaeron, fu letteralmente consegnata nelle mani dei non-morti, Dalaran fu addirittura rasa al suolo dal potere di Archimonde lasciando solo un enorme cratere dove un tempo sorgeva la città dei maghi, ma il regno che subì le ripercussioni di quell’ondata di morte, fu sicuramente quello di Quel’Thalas.

Partendo dal fatto che il Flagello era stata la prima forza ad espugnare il regno elfico in ben 7000 anni, quelli che erano stati gli Alti Elfi dovettero far i conti con altri problemi che sorsero subito dopo il ritiro delle truppe non-morte. Primo fra tutti gli Amani, la storica tribù Troll rivale degli Elfi di Quel’Thalas. L’equilibrio di potere tra le due razze, che pendeva decisamente in favore degli Elfi al momento dell’invasione del Flagello, divenne molto più incerto con la morte di così tanti abitanti del regno magico. Gli Amani, che avevano osservato e aspettato mentre il Flagello distruggeva Quel’Thalas, riemersero subito dopo il ritiro di Arthas e dei suoi eserciti, iniziando ad attaccare gli insediamenti elfici. Ben più grave, se possibile, fu la profanazione del Pozzo Solare. Quest’ultima indusse l’intera razza Thalassiana ad una sorta di apatia. Essendo stati potenziati e sostenuti da quella mistica fonte di energia per praticamente tutta la loro vita, gli Elfi furono costretti ad affrontare una pesante dipendenza dalla magia che si manifestò chiaramente una volta che furono privati del Pozzo. Alcune scorie di questa privazione persistono persino oggi, con il Pozzo che è stato “riattivato”.

Sorse inoltre una questione politica. Tra i quel’dorei avvampò un dibattito (che continua continua ai nostri giorni) su quanto fosse stato saggio da parte di Re Anasterian uscire dall’Alleanza di Lordaeron in favore dell’indipendenza, e su quanto quella decisione fosse stata un fattore che contribuì alla distruzione del reame. Nell’isolamento di Quel’Thalas (insieme ai decreti reali per cui i cittadini non dovevano essere coinvolti in affari con il mondo esterno), abbondavano solo voci sulla caduta di Lordaeron, e gli elfi erano generalmente impreparati ad affrontare Arthas dopo che il principe era arrivato nelle loro terre. Questa politica isolazionista venne comunque rapidamente abbandonata dai successori di Anasterian. Tra le prime cose che, Kael’thas prima e Lor’themar poi, fecero dopo essere saliti al potere infatti, fu quella di contattare potenziali alleati.

L’invasione del Flagello pose fine agli Alti Elfi intesi anche come potenza militare: il 90% degli della popolazione di Quel’Thalas fu ucciso durante la battaglia, e dei pochissimi sopravvissuti, il 90% di essi si diede il nome di “Elfi del Sangue”, lasciando solo l’1% dell’originale popolazione di Alti Elfi a continuare ad identificarsi come tale. Alcuni di questi furono addirittura banditi da Quel’thalas per motivi di dissenso politico e finirono con l’integrarsi in altri regni (la ricostruita Dalaran, Theramore, ecc.).

A sorgere fu inoltre un “problema” religioso. Molti seguaci Thalassiani della Luce Sacra persero la fede in seguito all’invasione del Flagello, accusando la Luce di non aver protetto la loro patria nel momento del più grande bisogno. In seguito, l’ordine dei Cavalieri del Sangue venne fondato da molti di questi individui, il più importante dei quali fu Lady Liadrin. Ma le ferite non furono solo a livello politico, religioso o anagrafico. Quella che venne chiamata Fenditura Morta fu la manifestazione fisica di quei giorni terribili, una vasta striscia di terra corrotta che si estende dalle Terre Spettrali fino a Quel’Danas (attraversando l’oceano), la quale non è stata ancora guarita nonostante gli sforzi degli Elfi del Sangue. Diversi magistri hanno condotto ricerche e teorizzato che le porzioni di terra corrotta potrebbero essere irrecuperabili, un ricordo permanente dell’invasione del Flagello.

Ovviamente la distruzione del regno e la morte di Anasterian segnò anche la fine della monarchia tradizionale per i Thalassiani. Kael’thas decretò infatti che suo padre sarebbe stato l’ultimo Re di Quel’Thalas, una proclamazione che anche il suo successore, Lor’themar Theron, avrebbe sostenuto. Infine, gran parte delle foreste del regno vennero corrotte. La metà meridionale dei Boschi di Cantoeterno (ora chiamate Terre Spettrali) fu del tutto irrecuperabile.

Ma cosa successe dopo l’arrivo di Archimonde? Subito dopo la caduta di Dalaran, Lady Jaina Proudmoore portò con sé i sopravvissuti di Lordaeron ad ovest, verso il continente di Kalimdor su richiesta di quello stesso misterioso profeta che aveva avvertito Teneras prima ed Antonidas poi dell’imminente rovina che si sarebbe poi abbattuta sui Regni Orientali. Contemporaneamente, dopo aver lasciato il continente prima di tutti questi eventi, l’Orda si ritrovò dispersa mentre attraversava il Maelstrom. Alcune delle navi finirono in un arcipelago vicino al grande vortice dove incontrarono la tribù dei Darkspear. Qui gli Orchi aiutarono questi troll, portandoli poi con sé verso Kalimdor.

Il primo ad arrivare in questo sconosciuto continente fu Grommash “Grom” Hellscream, il leggendario e carismatico leader del clan Warsong. Prima che potessero riorganizzarsi con Thrall, ancora per mare, i Warsong si imbatterono nei soldati di Jaina e presto iniziarono le battaglie. Quando il resto dell’Orda raggiunse e si riorganizzò su Kalimdor, Grom sfidò direttamente gli ordini di Thrall attaccando l’accampamento di Jaina non riuscendo a controllare la sua sete di sangue e di battaglia.

Il Warchief non tollerò assolutamente tale comportamento ed punì Grommash inviando lui ed i suoi uomini nella grande Foresta di Ashenvale dove avrebbe raccolto legname per costruire una base per gli Orchi. Nel frattempo, Thrall iniziò la sua ricerca del resto dell’Orda, e alla fine si imbatté nei Tauren e nel loro capo Cairne Bloodhoof. Dopo aver aiutato Cairne a respingere i nemici storici dei Tauren, ovvero i selvaggi Centauri, Cairne raccontò a Thrall di un oracolo nelle Montagne di Stonetalon che avrebbe potuto aiutare l’Orda a compiere il suo destino. Incuriosito e determinato a dare una nuova casa al suo popolo, il Warchief si mise alla ricerca del misterioso oracolo…

IN ALTO: Il Warchief dell’Orda Thrall e Cairne Bloodhoof. Illustrazione di Bayard Wu.