Capitolo 13: Ritirata Disperata

Cominciò così una disperata ritirata per un’Orda che tentava di fuggire in territorio amico e soprattutto rimanere davanti agli eserciti dell’Alleanza impiegati a quel punto in uno spietato inseguimento. Gli orchi nelle Entroterre riuscirono in quell’occasione a perforare le truppe di Anduin Lothar e cercarono anch’essi la salvezza a sud, seguiti da vicino dalla forza prima dell’Orda sotto la guida del Warchief Doomhammer. Dopo lunghe settimane di marce e battaglie sparse in tutto il nord dei Regni Orientali contro l’Alleanza, i guerrieri di Orgrim si trovarono in cattive condizioni mentre zoppicavano nelle Paludi Grigie. Il tempo era un lusso che non potevano permettersi tuttavia, e così non ci fu alcuna possibilità di fermarsi a recuperare le forze. L’Orda si trovò quindi costretta ad avanzare stancamente verso le fredde montagne di Khaz Modan.

L’Alleanza dal canto suo si fece trovare sempre pronta nei (pochi) scontri che caratterizzarono quella prima fase dell’inseguimento, potedo contare anche sul supporto navale dell’isola di Tol Barad appena riconquistata. Anche gli avamposti di Dun Modr e Dun Algaz furono successivamente liberati quando gli eserciti umani si spinsero più a sud, sebbene le forze di Lothar non decisero di raggiungere anche Grim Batol, con l’Alleanza all’oscuro della maggiore presenza dell’Orda proprio nella fortezza maledetta.

Nel frattempo, nel Grande Mare, Gul’dan aveva raggiunto le Isole Disperse ed era riuscito perfino ad innalzare dagli oceani la Tomba di Sargeras. L’avventura dello stregone all’interno della Tomba però durò ben poco si rivelò per lui fatale. Gul’dan venne infatti fatto letteralmente a pezzi dai guardiani demoniaci della Tomba, e i suoi seguaci, inclusa la maggior parte dei clan Razziatempesta e Martello del Crepuscolo, furono massacrati allo stesso modo dal clan Black Tooth Grin, calato su di loro per ordine di Doomhammer. Maim e Dal’rend Blackhand, alla guida del Black Tooth Grin, avevano inseguito i seguaci di Gul’dan sull’isola come ordinato, e si assicurarono che pochissimi lacchè dello stregone traditore riuscissero a scappare.

Gul’dan innalza la Tomba di Sargeras dagli abissi. Illustrazione di Sean Sevestre.

Successivamente a questi eventi, i cavalieri del drago inviati da Orgrim trovarono i membri del Black Tooth Grin durante il loro viaggio di ritorno. Quest’ultimi riferirono la notizia della morte di Gul’dan al Warchief, il quale l’apprese con soddisfoazione, rimpiangendo solo di non essere stato lui in prima persona a sferrare il colpo mortale. Gli stessi Black Tooth Grin che in quel moemtno si trovavano ancora via mare, tuttavia, non sarebbero stati in grado di aiutare l’esercito di Doomhammer nella sua situazione attuale, la quale era a dir poco preoccupante. Le forze dell’Orda arrivate a Khaz Modan erano meno della metà delle loro dimensioni originali, e Orgrim capì che non sarebbe stato in grado di resistere all’Alleanza in questo stato. Persino la stessa Khaz Modan sarebbe stata indifendibile, in particolare se i Nani e gli Gnomi avessero unito le proprie forze a quelle di Lothar.

Disperato e non vedendo alcuna via d’uscita, Doomhammer inviò messaggeri a Draenor per raccogliere rinforzi dai clan selvaggi e assetati di sangue che erano rimasti nel pianeta natale degli Orchi. Nel messaggio, Orgrim scrisse che sarebbe stato necessario qualsiasi soldato disponibile a combattere, designando i piedi del Massiccio Roccianera come punto d’incontro in cui l’Orda avrebbe preso posizione. Intanto, il clan Guerci Sanguinari, che aveva occupato Khaz Modan per la maggior parte della Seconda Guerra, ricevette un terribile compito: ritardare il più a lungo possibile l’esercito dell’Alleanza nell’area per far guadagnare tempo al resto dell’Orda.

Il Warchief si mise in contatto anche con il capo tribù Zuluhed del clan Fauci del Drago, ordinandogli di radunare tutti i suoi cavalieri del drago per la battaglia finale. Non solo, Doomhammer chiese esplicitamente di trasportare immediatamente tutti i draghi rossi e persino Alexstrasza in persona da Grim Batol al Massicio Roccianera, oltre che di proteggere i Black Tooth Grin mentre tornavano dai loro compagni.

Dal canto suo, il Comandante Supremo Anduin Lothar spinse il suo esercito a tenere il passo con l’Orda in ritirata, spronando i suoi uomini ad andare avanti sapendo che la vittoria finale era a portata di mano. Un grande merito per questo ritmo veloce, dopo mesi di marce e battaglie appassionate, andò sicuramente anche ai Paladini che accompagnavano l’esercito. Lavorando con i soldati giorno e notte, curando i feriti e fornendo incoraggiamento ai dubbiosi, i Cavalieri del Silver Hand riuscirono a mantenere alto il morale e motivare costantemente le forze umane. Con queste premesse, la spinta dell’Alleanza a Khaz Modan fu rapida ed essa sconfisse rapidamente il clan dei Guerci Sanguinari.

Ora liberati dall’assedio che attanagliava le loro capitali, i Nani di Ironforge e gli Gnomi di Gnomeregan spalancarono i cancelli dalle loro città per la prima volta dopo anni. Le loro forze si riversarono sui nemici e, insieme agli eserciti di Lothar, li spazzarono via. I Nani e gli Gnomi celebrarono la fine dell’assedio sulla loro patria e si unirono con entusiasmo all’Alleanza, promettendo il loro sostegno per distruggere l’Orda una volta per tutte. Ed essi si misero subito all’opera, con gruppi di cacciatori spesso guidati da paladini che perlustrarono gran parte della regione per estirpare qualsiasi presenza nemica rimanente prima che l’esercito principale proseguisse la sua marcia.

Il Regno nanico di Khaz Modan. Illustrazione di Jorge Jacinto.

Intanto, in mare, a nord-ovest di Khaz Modan, il clan Black Tooth Grin stava continuando il viaggio di ritorno nel territorio controllato dall’Orda. Quando giunse loro la notizia della ritirata dei loro compagni al Montagna Roccianera, Dal’rend e Maim Mano Nera cambiarono la rotta dirigendosi verso Stormwind, ancora sotto il controllo dell’Orda, e da cui avrebbero potuto raggiungere Doomhammer. Vicino all’Isola di Crestfall, tuttavia, la flotta dell’Alleanza intercettò quella dell’Orda. L’ammiraglio Daelin Proudmoore ordinò ancora una volta alle sue navi di colpire le pesanti imbarcazioni degli orchi, sebbene questa volta le sue forze fossero supportate dai cavalieri di grifoni nanici. Queste maestose creature avevano accumulato esperienza nel corso del conflitto nel combattere i draghi rossi dell’Orda e furono in grado di sconfiggere abilmente i loro ben più possenti nemici. Nel frattempo, in basso, la flotta dell’Alleanza annientò praticamente quella dell’Orda, facendo a pezzi le navi nemiche con il fuoco dei cannoni e affondandone molte.

La battaglia di Crestfall si concluse con una decisiva vittoria dell’Alleanza, assicurando la supremazia navale umana contro l’Orda e impedendo che ulteriori rinforzi nemici raggiungessero il Massiccio Roccianera. La nave di Dal’rend e Maim, così come altre, riuscirono a sfuggire al massacro, sebbene la stragrande maggioranza della loro flotta risiedesse ora sul fondo del Grande Mare. Tuttavia, nonostante la presenza dei cavalieri dei grifoni per neutralizzare la minaccia dei draghi, quest’ultimi riuscirono comunque a fare danni terribili agli uomini di Proudmoore. Oltre a molte navi e marinai uccisi, inclusa l’intera Terza Flotta, il figlio dell’ammiraglio, Derek, fu bruciato dal fuoco del drago. Una perdita che avrebbe perseguitato per sempre il comandante.

Daelin Proudmoore, Grand’Ammiraglio dell’Alleanza. Immagine ufficiale Blizzard.

IN ALTO: Il Warchief dell’Orda Orgrim Doomhammer. Illustrazione di DerrickSong.