Assedio di Lordaeron

L’Assedio di Lordaeron fu la risposta dell’Alleanza al Rogo di Teldrassil, perpetrato dall’Orda sotto ordine del Warchief Sylvanas Windrunner.

La battaglia iniziò con le forze dell’Alleanza guidate dall’Alto Re Anduin Wrynn e Genn Greymane che arrivavano con la Terza Flotta alle Radure di Tirisfal da nord, scendendo dalla città di Brill che venne quasi completamente distrutta. L’Orda intanto, procedette con l’evacuazione dei civili da Undercity e si occupò degli infiltrati dell’SI:7, mentre la difesa “in superficie” venne assegnata a Varok Saurfang, Baine Bloodhoof e Lor’themar Theron.

Le forze dell’Alleanza riuscirono a mettere all’angolo l’Orda nella Capitale, che iniziarono così ad assediare. La battaglia iniziò subito a volgere in favore dell’Alleanza fino a quando Sylvanas non lanciò un devastante contrattacco su una torre d’assedio dell’Alleanza, che rinvigorì lo spirito dei soldati dell’Orda che andarono alla carica per respingere gli attacanti. Anduin ordinò quindi alle sue forze di avanzare e uccise personalmente diversi guerrieri dell’Orda fino a quando non fu abbattuto da un colpo di Varok Saurfang, che Genn riuscì a sua volta a colpire prima di cercare di aiutare Anduin e di venire immobilizzato da uno sciamano troll. Dopo aver respinto un guerriero che cercava di attaccarlo mentre era a terra, Anduin si guardò attorno e vide il suo esercito vacillare. Lasciando la presa dalla spada di suo padre, l’Alto Re dell’Alleanza evocò quindi un’enorme cupola di Luce per curare le sue forze e tenere a bada l’Orda. Dopo che la cupola svanì, egli radunò le sue forze rinvigorite comandando un nuovo attacco.

Successivamente, l’Alleanza riuscì a far indietreggiare l’Orda all’interno del campo di battaglia, portandola di fronte alla Fortezza di Lordaeron. Sylvanas ordinò quindi l’uso di una macchina da guerra di Azerite che procedette alla distruzione delle torri d’assedio nemiche. La macchina venne però abbattuta dalle forze dell’Alleanza, e fu a questo punto che Sylvanas reagì, optando per una decisione drastica: scatenò la Nuova Piaga sul campo di battaglia, uccidendo sia i soldati dell’Alleanza che quelli dell’Orda e rianimando le vittime come non morti. Questo atto venne preso molto male da Saurfang, il quale non vedeva nessun onore nella tattica del suo Warchief.

L’Alleanza fu così costretta a ritirarsi e la battaglia sembrava irrimediabilmente persa, ma c’era ancora un personaggio a dover fare la sua entrata in scena. Lady Jaina Proudmoore arrivò in volo sulla nave ammiraglia di Kul Tiras e neutralizzò la Piaga ed i non morti con la sua magia del gelo, distruggendo una delle mura esterne della Fortezza. L’Alleanza diede così l’assalto alle mura, riuscendo ad entrare e raggruppandosi all’interno della città, con Jaina che intanto tratteneva i rinforzi dell’Orda con una barriera di ghiaccio magica, e Genn a guardia del fianco posteriore. Una volta in formazione, Anduin guidò l’Alleanza a farsi strada attraverso le Rovine di Lordaeron, uccidendo i difensori troll fino a quando non affrontarono Nathanos Blightcaller e Lor’themar Theron, che con i loro uomini superarono nuovamente in numero le forze dell’Alleanza mentre Baine li copriva con le catapulte dei Forsaken. Ma ancora una volta, la situazione volse a favore della fazione blu. Alleria Windrunner e Gelbin Mekkatorque, insieme a soldati elfi del vuoto ed a carri armati gnomici, si teletrasportarono all’interno di Lordaeron appena in tempo per aiutare Anduin e le sue forze. L’Alleanza, grazie ai rinforzi, ribaltò nuovamente le sorti della battaglia, costringendo l’Orda a ritirarsi ancora una volta, usando la Piaga per coprire la ritirata. Anduin ordinò a Gelbin di riportare l’esercito a Brill prima che lui stesso seguito da Genn, Jaina ed Alleria, si preparassero ad entrare nella sala del trono di Lordaeron.

Lordaeron ridotta in rovina dopo la battaglia – da “World of Warcraft: Battle for Azeroth”

Saurfang si confrontò con Sylvanas all’ingresso della sala del trono, dicendo apertamente di non approvare le tattiche disonorevoli messe in atto dal Warchief. Dal canto suo, Sylvanas rispose al veterano che l’onore non significava nulla per un cadavere, e che avrebbe adottato tutte le misure necessarie per salvare le vite dell’Orda, non importa quanto esse potessero essere crudeli e che coloro che non erano d’accordo con il modo in cui stava conducendo la guerra non meritavano di stare con l’Orda. Saurfang venne quindi lasciato all’esterno della Fortezza per morire della sua onorevole morte; ma non prima che Sylvanas lo “minacci” di rianimare il suo corpo per servirla quando la battaglia sarà finita. La delegazione dell’Alleanza incontrò quindi Saurfang all’ingresso nel cortile esterno della Fortezza ed alla sua sconfitta fu fatto prigioniero. Intanto, all’interno, anche Baine Bloodhoof accusò Sylvanas, questa volta di lasciar morire Saurfang, ma anche in questo caso, il Warchief ribatté che era la morte che il veterano desiderava e che Baine era libero di unirsi a lui. Subito dopo, Sylvanas consegnò quindi il suo arco al suo campione Nathanos e gli disse di preparare la fase finale del loro piano.

Intanto, Anduin, Genn, Alleria e Jaina, fecero il loro ingresso a Lordaeron. Un momento suggestivo. Un leader dell’Alleanza infatti non metteva piede nella vecchia capitale dal ritorno di Arthas Menethil da Northrend e dal successivo massacro ad opera del Flagello. I quattro andarono quindi a confrontarsi con Sylvanas nella sala del trono, dandole la possibilità di arrendersi. La Regina Banshee, tuttavia, dichiarò che l’Alleanza non avesse ottenuto nessuna vittoria e subito dopo, presa la sua forma da Banshee, volò fuori dalla sala del trono mentre all’interno venivano fatti esplodere moltissimi barili contenenti la Piaga, tenuti nascosti in tutta la Fortezza di Lordaeron, travolgendo con essa la sala del trono e la città sottostante. Jaina Proudmoore teletrasportò i leader dell’Alleanza fuori dalla sala del trono in rovina dopo che la porta fu bloccata, mentre i leader dell’Orda scapparono su un grande zeppelin.

La battaglia finì così senza nessun vincitore. Se da un lato infatti l’Alleanza era riuscita a privare l’Orda di Undercity, Sylvanas aveva reso impossibile che la sua capitale venisse occupata dalle forze di Re Anduin. A seguito dell’assedio infatti, l’intera area dove si è svolta la battaglia è completamente invasa dalla Piaga della Non-Morte, rendendo impossibile l’accesso a chiunque, persino agli stessi Forsaken. Quest’ultimi invece, persa la loro casa, si rifugiarono ad Orgrimmar.

Illustrazione in evidenza di Glenn Rane e Cole Eastburn