Ulteriori chiarimenti da Steve Danuser sulla lore di Warcraft passata e futura

Arrivano, sempre in concomitanza con l’uscita di Dragonflight, ulteriori chiarimenti dal Lead Narrative Designer di World of Warcraft, Steve Danuser, che in un intervista con il celebre Nobbel (che trovate qui) ha toccato diversi punti a riguardo dalla lore di Warcraft in generale e della nuova espansione in particolare. Ecco quali sono stati i punti salienti delle dichiarazioni dello sviluppatore Blizzard:

◉ Vivere la trama completa di World of Warcraft è diventato più difficile rispetto al passato, poiché nel corso degli anni non solo sono stati aggiunti nuovi contenuti, ma anche rimossi o rinnovati altri. Questo è qualcosa su cui il team ha riflettuto molto, ed è stato il motivo dietro l’introduzione del “Sitema Chromie”, affinché preservasse le storyline standalone delle espansioni.

Eliminare i contenuti dal gioco non è mai la preferenza degli sviluppatori si vorrebbe trovare un modo per mantenere questi contenuti. Danuser non c’era durante il grande cambiamento di Cataclysm, anche se nell’ultimo periodo il team si sta impegnando sempre di più per mantenere accessibili i contenuti più vecchi.

Fumetti e romanzi rappresentano il miglior modo per entrare nella mente di un personaggio, mostrando la loro prospettiva specifica, cosa che è più difficile da fare in-game a meno che non si stia tutto il tempo seduti ad ascoltare i loro monologhi. Ad alcune persone potrebbe anche piacere, ma il team vuole che il gioco sia più viscerale e focalizzato sul gameplay

◉ Oltre a ciò, non si vogliono usare i libri per eventi importanti che non si vedranno nel in-game, come ad esempio momenti cruciali come la morte di Cairne o il processo a Garrosh. Il team preferirebbe che i libri rivelassero informazioni extra sul mondo e sul suo passato: nel caso del romanzo di Sylvanas, si è fatto un ottimo lavoro nel mostrare approfondimenti storici che sarebbero stati difficili da inserire in-game.

◉ Riguardo all’ultimo periodo e a Shadowlands, il team è consapevole che avrebbe potuto fare un lavoro migliore nel mostrare alcune delle motivazioni di Sylvanas in-game, ed è una lezione che terranno a mente andando avanti in termini di narrazione. Si è sempre in un processo di apprendimento e si cerca sempre di migliorare nel proprio lavoro.

◉ Per quanto riguarda Dragonflight, il team non voleva fare un romanzo ambientato tra le due espansioni che avesse molti retroscena o conoscenze che i giocatori dovevano apprendere prima di iniziare la nuova espansione , anche se hanno una breve storia in arrivo nel prossimo futuro che aggiungerà più contesto a un momento specifico nel tempo. Che lo si legga o meno non dovrebbe influire sulla propria esperienza in Dragonflight (si parla ovviamente del racconto breve “la promessa eterna”, che trovate qui).

Il Carceriere e l’influenza della Morte sono elementi seminati in tutta la storia di Warcraft, ma si può ancora giocare al contenuto precedente [a Shadowlands] e prenderlo per quello che è. Si può ancora giocare a Warcraft III o Wrath Classic sia se si tengono in mente le macchinazioni del Carceriere, si se non lo si fa. In Shadowlands, il team ha cercato di dimostrare che la Morte è un’influenza cosmica che ha toccato Azeroth in modi simili a come hanno fatto l’Ordine o il Vuoto, dimostrando che è una forza “senziente”. Tutte queste forze cosmiche competono per diventare la forza dominante nell’universo, e l’obiettivo del Carceriere nel Sepolcro dei Primi era proprio ottenere questo ruolo per la Morte.

◉ Nonostante abbiamo sconfitto Zovaal alla fine di Shadowlands, le implicazioni di quella storia influenzeranno il modo in cui guarderemo a quei poteri cosmici e al loro ruolo nell’universo in futuro. In questo senso, ciò dà al team molti elementi per le trame future e, si spera, offrire ai fan qualcosa di interessante su cui riflettere.

◉ Il Carceriere era rinchiuso nella Fauce, ma aveva alleati nello stesso modo in cui li aveva Denathrius o altri personaggi. La sua assenza dallo schermo durante Warcraft III o le precedenti espansioni di WoW non cambia le cose fatte dalla Legione o i piani che Kil’Jaeden ha messo in atto, mostra solo che c’erano altre forze che hanno portato avanti quegli eventi. Il team ha intenzionalmente non hanno cambiato ciò che è accaduto nelle trame precedenti, scegliendo invece di intrecciare ulteriori motivazioni e macchinazioni dietro le quinte.

I libri trovati nel nella “nuova Uldman” aggiungono contesto, ma nessuno di essi dice che il Carceriere o le forze della Morte hanno manipolato i Titani, quelle sono ancora trame separate.

I Primi si trovano al di sopra delle forze cosmiche che abbiamo conosciuto finora, come i Titani e i Signori del Vuoto. I Titani sono molto ordinati, rappresentano la credenza in un percorso e in una struttura; il Vuoto è l’opposto e rappresenta caoticamente tutte le cose possibili. I Primi hanno elementi di entrambe queste forze, e sebbene il percorso che noi – mortali – abbiamo intrapreso non fosse completamente predeterminato, i Primi si sono lasciati indietro alcune cose che saremmo stati in grado di usare perché avevano previsto che i mortali sarebbero potuti diventare sempre più importanti su scala cosmica.

La prospettiva e la fede erano un elemento importante, ma forse facilmente trascurato, delle Shadowlands. Gli attendenti di Oribos/Korthia e gli Illuminati hanno tutti credenze diverse in varie profezie e dottrine che aspettano di veder adempiute da molto tempo, e quando aspetti così a lungo per qualcosa inizi a cercare modi per far si che quelle profezie si realizzino. Questo si vede anche nel mondo reale, tutto il tempo in cui le persone vogliono che un qualcosa o una teoria sia vera.

Se queste profezie siano vere o solo un punto di vista è qualcosa su cui i giocatori possono pensare e discutere, ma in nessun modo il destino dei mortali è qualcosa di già determinato: non percorrendo una sceneggiatura già scritta. Gli esseri magici/cosmici sono guidati dall’influenza di qualunque Pantheon di cui fanno parte, per promuovere, propagare e rendere quest’ultima la forza più dominante nel cosmo. Questo è il loro destino, ma il libero arbitrio appartiene alle anime mortali, e anche nelle Shadowlands decidono cosa fare, quali poteri abbracciare. Ecco perché i giocatori possono usare così tanti poteri diversi, hanno quella scelta.

Dragonflight è radicata nell’Azeroth terrestre, le storie dei draghi e la loro connessione con i Titani è una grande storyline, ma non è direttamente collegata ai poteri cosmici o ai Primi. Riguarda più l’eredità. I temi cosmici sono là fuori e sicuramente formano trame future, ma Dragonflight riguarda ciò che sta accadendo con gli Aspetti su Azeroth.

◉ Per quanto riguarda il fatto che gli Dei Antichi siano ancora una minaccia per Azeroth, l’influenza del Vuoto incarnata da essi non è scomparsa. Anche se abbiamo sconfitto alcuni di loro, l’abbiamo fatto sul piano mortale, ma loro non sono esseri di quel piano…

◉ Il team non si è dimenticato di Gilenas.

◉ Non è un segreto a questo punto dire che Ysera è coinvolta nella trama di Dragonflight, ma il suo ruolo dovrà cambiare. È stata risvegliata attraverso l’intervento diretto della Regina dell’Inverno, e quindi non è rinata attraverso il normale ciclo di Selvarden. Se lo avesse fatto, forse sarebbe tornata su Azeroth così com’era, ma invece è stata legata al potere della vita e della morte e tutto questo farà parte della sua trama in Dragonflight, in cui sarà coinvolta anche Merithra.

Ci saranno un sacco di cose sui Titani che vedremo in questa espansione, perché la loro storia e quella dei Draghi sono davvero strettamente legate l’una all’altra. Una delle prime storyline vede Alexstrasza che cerca di potenziare gli Aspetti per affrontare un nemico che loro hanno sconfitto solo in precedenza e a piena potenza, ma ora Tyr e gli altri Titani non ci sono più. Invece, esamineranno le Oathstones, che erano il simbolo del legame dei Titani. Resta da vedere se funzionerà o meno, o se sarà necessario fare qualcos’altro, ma quella relazione tra i Draghi e i Titani è parte integrante di questa storyline.

Alcuni dei migliori villain, sia in Warcraft che in altri media, iniziano con motivazioni comprensibili. Gli Incarnati come Raszageth… hanno ragione. La loro intera filosofia è radicata nell’idea che i Draghi non dovrebbero essere toccati da influenze esterne, che dovrebbero essere esseri liberi e che il disaccordo ha portato alla guerra tra di loro. Ciò che rende qualcuno un cattivo non è necessariamente l’ideologia che ha, ma le azioni che intraprende al servizio di quell’ideologia. Gli Incarnati iniziarono con un punto di vista comprensibile, ma finirono in un punto in cui gli Aspetti dovevano combattere contro di loro, non solo per preservare il proprio regno, ma Azeroth nel suo insieme.

◉ Dopo aver rinunciato ai loro poteri per sconfiggere Deathwing, gli Aspetti hanno avuto un grave calo e sono stati alla deriva per un po’, incerti sul loro futuro. Quello che faranno in Dragonflight, e in realtà ciò di cui tratta l’intera espansione, è renderli di nuovo potenti, aiutandoli a trovare la grandezza che avevano una volta e ad esplorare il loro futuro.