Anima dei Demoni

L’Anima dei Demoni (in precedenza Anima dei Draghi), è sicuramente l’arma più potente della storia di Azeroth. La sua storia attraversa i millenni ed inizia molti anni fa.

Ad un certo punto poco prima della Guerra degli Antichi, l’allora Aspetto Draconico della Terra, Neltharion, usò le abilità dei suoi servitori artificieri goblin per creare un artefatto di incredibile potenza, al fine di combattere le forze invasori della Legione Infuocata. Tuttavia, a causa della sua corruzione da parte degli Old Gods che cercavano la libertà dal loro imprigionamento avvenuto ad opera Titani eoni prima, Neltharion desiderava anche usarlo per controllare gli altri Aspetti, e rendersi così un dio per essere adorato dalle razze mortali. Sebbene quindi sembrasse essere un semplice disco d’oro senza dettagli, l’arma era in realtà un talismano d’immenso potere che poteva essere usato per distruggere o schiavizzare altri draghi. L’artefatto fu inoltre infuso con il potere dei tre Old Gods e mescolato con il sangue di Neltharion stesso. Tuttavia, durante crollo accidentale della sua caverna che strappò una scaglia dal suo corpo, Neltharion scoprì che la materia, anche piccola come una scaglia, avrebbe potuto danneggiare il disco (cosa che avenne), e quindi da lì in poi, fece molta attenzione per evitare ulteriori danni all’arma. Quando fu pronto, Neltharion rivelò la sua creazione ai suoi colleghi Aspetti, e li convinse a dare le loro stesse essenze, ponendo così l’Aspetto della Terra, che aveva comunicato falsamente di aver già messo la propria, al di sopra degli altri Aspetti.

Nell’ultima battaglia che vide i Cinque Stormi dei draghi di Azeroth combattere insieme contro la Legione Infuocata, Neltharion schierò i draghi di tutti gli altri Stormi in una matrice magica che potenziava notevolmente il potere del disco. Durante questa battaglia Neltharion rivelò infine la sua follia e usò l’Anima dei Draghi per devastare sia la Legione Infuocata che gli inermi Elfi della Notte, chiedendo che tutti gli esseri Azeroth, inclusi gli altri Stormi dei draghi ed i Grandi Aspetti, si inchinassero davanti a lui. Malygos, l’Aspetto della Magia, e il suo Strmo dei Draghi Blu tentarono di fermare Neltharion, che uccise sommariamente il 90% dello Stormo, tra cui la consorte di Malygos, Sindragosa. Quest’evento segnò irrimediabilmente la vita dell’Aspetto della Magia che era stato il migliore amico di Neltharion. Malygos aveva infatti svolto una grande opera di convincimento verso gli altri Aspetti nel riversare i loro poteri nel disco, dimostrando grande entusiasmo per l’arma creata da colui che vedeva come un fratello. I sensi di colpa ed il rimorso, tormentarono Malygos per il resto della sua vita, spingendolo ad un isolazionismo che durò millenni. Gli altri draghi intanto, furono bloccati dal controllo di Neltharion finché l’inaspettato intervento di Korialstrasz, primo consorte di Alexstrasza, interruppe l’incantesimo e permise agli altri Aspetti di contrattaccare. Sebbene i ranghi degli altri Stormi fossero stati decimati, Neltharion fu costretto a ritirarsi dal campo di battaglia, portando con sé l’Anima dei Draghi.

Col tempo, divenne chiaro che la potente arma stava corrompendo il corpo di Neltharion, facendolo gonfiare e lacerare; la sua amata creazione lo stava letteralmente squartando, il suo potere era impossibile da sopportare perfino per il suo stesso creatore. Con l’aiuto dei suoi artificeri goblin, Neltharion usò così immense piastre di adamantio per tenere a bada la potenza distruttiva del disco che stava distruggendo il suo corpo. Spinto ormai completamente alla pazzia, è in questo periodo che l’artefatto divenne noto come l’Anima dei Demoni e che Neltharion ricevette il nome che è conosciuto oggi: Deathwing, l’Aspetto della Morte.

Per evitare che venisse usato di nuovo contro di loro, Broxigar, Korialstrasz (Krasus), insieme al druido elfo della notte Malfurion Stormrage, tentarono di rubare l’artefatto. Malfurion riuscì ad ottenerlo, ma fu catturato dai soldati della Regina Azshara guidati da suo fratello, Illidan, che aveva accettato di ottenere l’artefatto per consentire l’ingresso di Sargeras su Azeroth. L’Anima fu così usata come parte di un portale da aprire nelle profondità del Pozzo dell’Eternità stesso. Prima che il portale potesse essere aperto, tuttavia, l’incantesimo dell’Anima venne interrotto, invertendo il portale per respingere la Legione da Azeroth, ma anche dando inizio a quella che sarebbe passata alla storia con il nome di Grande Frattura. Mentre cadeva verso la superficie del Pozzo dell’Eternità, per evitare che l’Anima ed il Pozzo entrassero in contatto distruggendo il mondo, l’arma fu presa nientemeno che da Nozdormu, l’Aspetto del Tempo che la portò istantaneamente in un futuro lontanissimo. Terminata la Frattura, e riportato il disco nel presente, Malfurion ed i quattro Aspetti rimanenti decisero di applicare un incantesimo sull’Anima dei Demoni per impedire a Deathwing di usarla nuovamente, e di nasconderla in un posto dove solo i quattro draghi l’avessero trovata.

Tuttavia, diecimila anni dopo, Deathwing, cercando di ricostruire il suo Stormo distrutto usando le uova della sua arcinemica, Alexstrasza – trovò l’Anima dei Demoni nelle Montagne di Redridge e vi condusse gli orchi del Clan Dragonmaw. A Nekros Skullcrusher, un ex warlock, fu affidato il disco dal capo dei Dragonmaw, lo sciamano più anziano Zuluhed. Con esso, i Dragonmaws riuscirono a catturare la Regina dei Draghi con grande sorpresa di tutti (incluso quello di Alexstrasza) e ad usare i suoi figli per combattere per l’Orda. Korialstrasz intanto, nella sua veste di Krasus, membro del Concilio dei Sei del Kirin Tor di Dalaran, aveva scoperto l’identità di Deathwing come Lord Daval Prestor e la sua rivelazione della posizione dell’Anima agli orchi. Inviando il suo allievo, Rhonin, in missione per liberare Alexstrasza, Krasus tentò di ottenere l’aiuto degli altri tre Aspetti, Malygos, Nozdormu e Ysera, per liberare Alexstrasza dagli orchi e successivamente da Deathwing stesso.

Rhonin, che era stato “salvato” da Deathwing due volte durante il corso della sua missione, fu manipolato dall’Aspetto nero per localizzare Alexstrasza e liberarla (o così Rhonin fu indotto a credere). Dandogli una delle sue scaglie da usare come talismano permettendogli di comunicare con Rhonin e vedere quello che gli occhi del mago vedevano, Deathwing mandò Rhonin verso Grim Batol. Così, Deathwing scoprì la posizione di Alexstrasza e l’imminente trasferimento del Dragonmaw Clan (convinto che l’Alleanza stesse per attaccarlo). Mentre Deathwing stava per avere il sopravvento in una battaglia con gli altri Aspetti indeboliti, inclusa l’ormai libera Alexstrasza, Rhonin fu in grado di usare la scaglia che Deathwing gli aveva dato per distruggere il disco. Tuttavia, distuggendo l’Anima , Rhonin scatenò il potere intrappolato dentro di essa e con un breve e rapidissimo incantesimo, restituì agli Aspetti la loro essenza che gli era stata portata via alla creazione dell’Anima del Draghi tanti millenni prima, e subito dopo procedettero alla sconfitta e alla caccia del loro infido ex “fratello”.

Sebbene il potere dell’Anima dei Demoni fosse persa con la sua distruzione, essa aveva ancora abbastanza potere al suo interno per essere utile. Sintharia, prima consorte di Deathwing, raccolse i frammenti dell’Anima dei Demoni e trovò ancora il potere dentro di essi. Usando il loro potere combinato con un bastone magico rubato ad un Naaru e l’essenza del drago infernale Zzeraku, Sintharia (o Sinestra, come preferiva essere chiamata) sperimentò le uova di vari draghi di tutti i stormi. Il risultato finale fu Stormo del Crepuscolo, una creazione sinistra in grado di assorbire l’energia magica da qualsiasi creatura vivente, in particolare dai draghi nemici. Una di queste mostruosità, Dargonax, era una creatura astuta e ambiziosa che cercava di rovesciare sua “madre” e prendere il mondo per sé.

Zendarin Windrunner, un cugino delle sorelle Windrunner, si era alleato con Sintharia per avere accesso a una vasta fonte di energia e rubare l’Anima dei Demoni a parzialmente restaurata. Alla fine ciò lo portò in conflitto con sua cugina Vereesa, che cercò vendetta per il tentativo di Zendarin di rapire i suoi figli gemelli. La battaglia portò alla morte di Zendarin e alla distruzione finale dell’Anima dei Demoni, quando il bastone naaru toccò l’artefatto mentre liberava tutta la sua energia. Ciò fu possibile perché Sintharia aveva protetto l’artefatto da tutta la magia Azerothiana, ma il bastone proveniva dalle Outland. Sintharia tentò di ricostruirla, essendo caduta nella stessa follia protettiva del manufatto come aveva fatto Deathwing, ma fu essa fu nuovamente distrutta, questa volta per sempre, da Korialstrasz.

Anni dopo, a seguito della sconfitta di Ragnaros, gli Aspetti si riunirono per discutere su come porre fine a Deathwing una volta per tutte, e dopo aver ascoltato le ricerche raccolte da Kalecgos, il nuovo Aspetto della Magia a seguito della morte di Malygos, e dal suo Stormo, divenne a loro chiaro che avevano bisogno di un’arma come non se ne fossero mai viste prima. Poco tempo dopo, Ysera si rese conto che l’Anima Demoni era in realtà proprio ‘arma di cui avevano bisogno e propose di usarla agli altri Aspetti. All’inizio dubbiosa a riguardo, Alexstrasza fu infine convinta da Ysera e Kalec della necessità di usare l’artefatto, e così, il solo rimasto da convicere era Nozdormu. L’Aspetto del Tempo esitò a credere che agire in quel modo, alterare il corso degli eventi, sarebbe stato diverso dal comportamento di Murozond, il se stesso corrotto del futuro, ma Alexstrasza gli fece capire che l’intenzione era nobile e alla fine lo convinse che avevano bisogno dell’Anima dei Demoni per la salvezza del mondo.

Così, aprendo un portale verso il passato, Nozdormu teltrasportò gli eroi di Azeroth nel palazzo di Azshara, dove assistettero a uno degli eventi più catastrofici della Guerra degli Antichi. Mentre aiutavano i giovani elfi della notte Tyrande Whisperwind ed Illidan Stormrage in una battaglia contro la Legione Infuocata, gli avventurieri rubarono l’Anima dei Draghi posta sopra il Pozzo dell’Eternità. Gli eroi tornarono così alla Caverne del Tempo dove consegnarono l’Anima dei Draghi a Thrall, che si diresse immediatamente al Wyrmrest Temple, un santuario creato dai Titani per tutti gli Stormi. E fu qui che gli Aspetti si sono riunirono per potenziare l’Anima dei Draghi, l’ultima possibilità di Azeroth di fermare il grande Deathwing.

Tuttavia, mentre iniziarono a caricare l’Anima con le loro energie, Deathwing e il suo intero esercito assaltarono il Tempio. Gli eroi dovettero quindi contrastare le forze attaccanti abbastanza a lungo da permettere a Thrall e agli Aspetti di caricare sufficentemente l’Anima dei Draghi. Alla fine, Thrall scatenò il potere dell’antichissima arma, riuscendo a ferire Deathwing che fuggì dalla battaglia per riprendersi a Deepholm, ma fu inseguito e gravemente ferito da un altro colpo del manufatto. Deathwing cadde nel Maelstrom e, perdendo quel poco che restava della sua sanità mentale, si alzò senza la sua armatura e si deformò. Gli eroi di Azeroth e gli Aspetti furono in grado di tenerlo occupato con successo abbastanza a lungo da permettere a Thrall e agli stessi Aspetti di finire di ricaricare l’Anima del Draghi e, con una singola esplosione dal manufatto, il Distruttore venne alla fine definitivamente ucciso.

Ironicamente, l’artefatto che era stato creato per dominare e schiavizzare il mondo aveva finito per salvarlo dalla distruzione.

Alla fine, l’Anima dei Draghi fu presa e riportata nel passato, ricollocandola al suo esatto posto della sua incredibile storia.

Illustrazione in evidenza ufficiale Blizzard