Capitolo 5: L’Impero degli Ogre e la furia degli Elementi

200 anni dopo la caduta degli Apexis, una manciata di sopravvissuti degli Skalaxi guidati da un uomo di nome Yonzi, portò all’ascesa dell’Impero degli Ogre di Goria quando essi insegnarono loro la stregoneria arcana, portandoli così a ribellarsi ai loro schiavi Ogron. Nelle intenzioni di questi Apexis, c’era la volontà di appropriarsi delle rovine della propria civiltà sotto la città di Goria, ma un ogre a cui avevano insegnato la magia, Gorgog l’ammazza-Gronn, finì per uccidere Yonzi lentamente ed in modo orribile.

Da quell’episodio in poi gli Arakkoa divennero sempre più “rari da vedere” nelle terre degli Ogre, ,mentre quest’ultimi iniziarono ad apprezzare i cristalli lasciati dagli Apexis.

Iniziò così l’Impero di Goria, il quale sia protrasse per bene 600 anni. Questo fino a quando l’Imperatore Molok tentò di rivendicare il Trono degli Elementi e gli Elementi stessi al servizio dell’Impero.

I suoi tentativi di soggiogare entrambi portarono alla quasi distruzione del primo ed al “ferimento” (in un certo senso) dei secondi. Quell’atto innescò una grande guerra tra gli orchi ed un’altra razza, gli Orchi, che nel frattempo avevano sviluppato una loro civiltà che vedeva gli Elementi proprio come pilastro centrale. Alla fine, gli Orchi arrivarono ad assediare Goria.

Non vedendo alcun motivo per sprecare innumerevoli vite nel tentativo di abbattere le imponenti fortificazioni della città, gli Orchi si accontentarono di mantenere le distanze accampandosi sulle colline circostanti e facendo morire di fame il loro nemico in quello che fu un vero e proprio assedio.

I Gorian credevano di poter sopravvivere a qualsiasi assedio grazie al loro porto che dava sull’oceano, ma a causa dello stato tumultuoso degli Elementi, gli sciamani ogre non furono così efficaci nel richiamare i loro poteri come una volta.

Tuttavia, con il passare dei mesi, gli Ogre si trovarono alla fine incapaci di mantenere il loro impero. Il commercio attraverso l’oceano non era sufficiente; vi era un disperato bisogno di accedere alla rete di rotte commerciali terrestri, che gli Orchi avevano però interrotto. L’Imperatore Molok ed i suoi stregoni ricorsero così ai cristalli Apexis, cercando un modo per rompere l’assedio. Col tempo, scoprirono l’antica leggenda Arakkoniana della “Maledizione di Sethe” ed iniziarono a sperimentare modi per creare un’afflizione simile tra gli Orchi.

Ebbene, essi ci riuscirono e presto quello che passò alla storia come “vaiolo rosso” si diffuse a macchia d’olio negli accampamenti degli Orchi, abbattendo grandi quantità di soldati di quest’ultimi.

Ma gli Orchi non si arresero. Uno di loro, lo sciamano Nelgarm ed un suo compagno, anch’egli sciamano, rendendosi conto che il vaiolo si trattava in verità di un’arma invisibile degli Ogre e che l’assedio era ormai destinato a fallire, implorarono gli Elementi di distruggere Goria.

Sia gli Orchi e gli Spiriti Elementali capirono sarebbe stata solo questione di tempo prima che Molok avesse ripreso ad interessarsi al Trono degli Elementi e così questi spiriti della natura accettarono di scatenare la loro furia su Goria. Lo sciamano si recò quindi fuori dalle possenti mura della città degli Ogre e assistette alla furia degli Elementi.

Quello successe quel giorno non sarebbe mai stato dimenticato.

Una tempesta ruggente si abbatté sulla città mentre il terreno gemette e tremò. Per diverse ore fulmini, incendi e terremoti devastarono la città, abbattendo ogni muro ed ogni edificio, sigillando le vie di fuga e incendiando le navi nel porto. Quando non rimasero altro che cenere e macerie, la terra stessa si aprì come la bocca di un gigante per ingoiare Molok ed i resti di quella che era stato la capitale del suo impero.

Migliaia di Ogre morirono quel giorno e nessuno sopravvisse alla furia degli Elementi. Solo sussurri dell’evento raggiunsero le altre città e avamposti Goriani, ma quei sussurri furono sufficienti a scoraggiare ogni ulteriore tentativo di manipolare o schiavizzare gli Elementi. Gli Orchi emersero vittoriosi, ma avevano subito enormi perdite ed assistito a un potere distruttivo che non avrebbero mai voluto vedere di nuovo. Nelgarm ed il suo compagni furono particolarmente spaventati dall’ira degli Elementali e dissero che la necessità di un esercito di Orchi unificato era ormai passata. Nessuno obiettò ed i clan tornarono alle loro terre.

Illustrazione in evidenza ufficiale Blizzard