Capitolo 66: Yogg-Saron, il male dissepolto

Nel mezzo della battaglia contro il Re dei Lich ad Icecrown e non solo, una minaccia probabilmente ancora più grave del Flagello si presentò all’attenzione delle razze mortali. Il leggendario esploratore, Brann Bronzebeard, aveva infatti condotto in quelle settimane una spedizione nelle profondità dell’antico complesso titanico di Ulduar, nell’estremo nord delle gelide Cime Tempestose. Li, Brann e la sua Lega degli Esploratori scoprirono un male che Azeroth aveva forse dimenticato da millenni. I suoi seguaci furono quasi spazzati via dagli abitanti titanici di Ulduar, e lo stesso Brann fuggì verso la città di Dalaran per avvertire il Kirin Tor e tutti gli altri di ciò che aveva scoperto: dopo millenni, l’Old God Yogg-Saron era riuscito a liberarsi dalla sua prigione.

In risposta, Re Varian Wrynn e Lady Jaina Proudmoore dell’Alleanza, così come il Warchief Thrall ed il Comandante delle operazioni dell’Orda a Northrend, Garrosh Hellscream, furono immediatamente convocati ad un incontro alla Cittadella Violacea dal leader di Kirin Tor, l’Arcimago Rhonin. Essendo arrivati per primi, Varian e Jaina vennero informati da Brann e Rhonin sulla situazione. Non molto tempo dopo, e all’insaputa dell’Alleanza, Thrall e Garrosh entrarono nella stanza del meeting, cosa che suscitò grande sorpresa e rabbia nell’Alto Re dell’Alleanza. Sebbene sia Jaina che Thrall tentarono di invitare tutti alla calma, Varian e Garrosh finirono per scontrarsi dopo essersi provocati a vicenda. Alla fine, i due vennero separati da Rhonin, il quale affermò che l’Alleanza e l’Orda avrebbero dovuto unirsi di fronte alla minaccia di Yogg-Saron.

Per tutta risposta, Varian, citando gli ormai famosi ed infausti eventi del Cancello dell’Ira, affermò che la precedente tregua con l’Orda aveva portato alla morte di un numero maggiore di soldati dell’Alleanza rispetto alle perdite subite dalla stessa fazione blu nella lotta contro il Flagello. Così, il Re rifiutò categoricamente di collaborare in qualsiasi modo con l’Orda, e lasciò l’incontro con grande rammarico di Jaina e Rhonin. Questo evento peggiorò ulteriormente i già pessimi rapporti tra le due fazioni, e sia l’Orda che l’Alleanza si preparano in questo modo a fronteggiare Yogg-Saron da sole.

Intanto, i piani dell’Old God andavano avanti da moltissimo tempo, anche se per migliaia di anni Yogg-Saron non fu in grado di fare altro se non mantenere i Custodi, incluso il “capocarceriere” Loken, inermi all’interno di Ulduar. La stretta del “Dio della Morte” su quest’ultimi era tenue, e già diverse volte in passato Yogg aveva tentato di convincere i suoi carcerieri ad aiutare direttamente l’Old God, tentativi che caddero tutti nel vuoto. Fu solo quando Cho’gall, l’ogre che era stato un tempo discepolo di Gul’dan e membro del clan del Martello del Crepuscolo si infiltrò ad Ulduar ed indebolì le catene di Yogg-Saron, che aumentò l’influenza dell’entità sui Guardiani, la quale divenne quindi molto più forte. Yogg-Saron ordinò così a Loken di creare un nuovo esercito dalla Forgia delle Volontà. Nelle mani del capocarceriere ormai corrotto, la fucina sfornò legioni di nani di ferro e Vrykul alla ricerca solo di spargimenti di sangue e guerre.

Ma nel corso dei millenni Yogg-Saron era stato responsabile anche di altri eventi. Ad egli si deve anche la corruzione che colpì l’Albero del Mondo Vordrassil, nei Colli Bradi, dopo che le sue radici si avvicinarono troppo alla prigione dell’Old God permettendo così a Yogg ed ai suoi simili di creare l’Incubo di Smeraldo. Gli antichi druidi che si prendevano cura di Vordrassil distrussero immediatamente l’albero scoprendo il potere puro dietro l’influenza corruttrice di Yogg-Saron, tuttavia la contaminazione continuò comunque a diffondersi nei Mezz’orsi di Grizzlemaw che vennero ad abitare più tardi sul ceppo dell’albero. Essi divennero dei folli assassini subito dopo essersi sistemati nei resti di Vordrassil, iniziando anche a tentare di far ricrescere l’albero del mondo. Questi mezz’orsi usarono inoltre anche il terribile potere che ancora veniva emanato dal ceppo dell’albero per resuscitare il Dio Selvaggio Ursoc, che tornò nel mondo come un riflesso viziosamente contorto di sé stesso.

Intanto, le forze dell’Alleanza e dell’Orda avevano raggiunto Ulduar ed entrarono nel complesso titanico. Esse riuscirono a liberare i Custodi dalla presa mentale che Yogg-Saron esercitava su di essi ed alla fine, discesero sempre più giù, fino al luogo della prigione dell’Old God. Ne seguì una terribile battaglia, alla termine della quale Yogg venne sconfitto, ma non prima di aver “fatto dono” agli eroi di tre visioni riguardanti alcuni dei momenti più importanti della Storia di Azeroth, suggerendo che l’Old God avesse avuto in qualche modo un coinvolgimento, diretto o indiretto, con tali eventi.

Queste visioni comprendevano la creazione dell’Anima dei Demoni, l’arma creata dall’allora Neltharion, l’assassinio di Re Llane Wrynn ad opera della mezz’orchessa Garona ed infine, un’ultima visione, alquanto criptica.

Gli eroi videro il Re dei Lich torturare un uomo completamente ustionato ed irriconoscibile, il quale però non si piegava alla volontà di Arthas. Alla fine della visione, Yogg-Saron pronunciò una frase che sembrò essere un monito più allo stesso Re dei Lich che non agli eroi che lo stavano combattendo:

Imparerà… Nessun Re governa per sempre.

Solo la Morte è eterna.

Illustrazione in evidenza di breath-art su DeviantArt