Capitolo 58: La morte di Malygos

A seguito delle azioni di Malygos, alcuni membri del Kirin Tor credettero che allearsi con l’Aspetto della Magia avrebbe potuto essere più utile e prudente. Tradendo i propri fratelli, molti di questi arcanisti furono trasformati e potenziati dallo stesso Malygos per diventare i temuti “cacciatori di maghi”. Il loro compito divenne così l’uccisione o la cattura di coloro che esercitavano la magia senza il consenso di Malygos distruggendo specifici artefatti magici ed aiutando la canalizzazione delle linee di potere verso il Nexus attraverso l’uso di alcune trivelle meccaniche.

Allo scoppio della Guerra del Nexus, la campagna genocida di Malygos iniziò a incorrere nell’ira dei suoi ex alleati, lo Stormo Rosso, incaricato dai Titani di preservare la Vita. Alexstrasza, la Regina dei Draghi, stipulò un’alleanza tra il suo Stormo ed i maghi del Kirin Tor, per formare un fronte unito contro il Tessitore d’Incantesimi. Insieme allo Stormo Rosso, l’intera Lega dei Draghi – una fazione comprendente tutti e cinque gli Stormi – decise di unirsi a coloro che si opponevano a Malygos, aggiungendo così ai nemici dei Blu, anche lo Stormo Verde, il Bronzeo, e perfino alcuni membri del Nero.

Inoltre, sentendosi minacciati dalle azioni dell’Aspetto della Magia, Alleanza e Orda decisero anch’esse di unire le proprie forze a quelle del Kirin Tor e della Lega dei Draghi. I campioni delle due fazioni si rivelarono fondamentali nello scongiurare i piani di Malygos nella Tundra Boreale ed a Dracombra. Ad un certo punto durante il conflitto, l’Ethereum, un’organizzazione di eterei militanti, negoziò un accordo con Malygos, in base al quale avrebbero aiutato lo Stormo Blu nella guerra in cambio della promessa di poter accedere ai potenti artefatti dello Stormo.

Durante il brutale conflitto, lo Stormo Blu combatté contro i suoi nemici nelle regioni occidentali di Northrend, ma alla fine, non riuscì a prevalere contro la grande coalizione che si era formato contro di esso. Restò quindi da sferrare il colpo finale, ed affrontare Malygos in persona. Quest’ultimo, era arroccato nel santuario più interno del Nexus, l’Occhio dell’Eternità, al quale però non era possibile accedere se non grazie ad un artefatto dall’immenso potere arcano, chiamato Iride Focalizzante. Per accedere a questo artefatto, gli eroi dell’Orda e dell’Alleanza avevano però bisogno di un particolare oggetto, una sorta di “chiave” che attivasse l’Iride. Per un caso fortuito, gli eroi riuscirono a recuperare una di queste chiavi da Sapphiron, un drago blu che era stato ucciso e rianimato da Arthas durante la Terza Guerra, e che ora era riapparso all’interno della necropoli di Naxxramas. Questa chiave venne prontamente consegnata alla stessa Alexstrasza, la quale la infuse con il suo potere, riconoscendo in essa una grande opportunità per attirare Malygos in battaglia. Con il potere dell’Aspetto della Vita, la chiave avrebbe ora aperto la strada per l’Occhio dell’Eternità.

Korialstrasz intanto, il primo Consorte di Alexstrasza, fece inoltre una richiesta a coloro che si apprestavano ad affrontare Malygos, ovvero quella di recuperare il tesoro più prezioso del Tessitore d’Incantesimi, un oggetto chiamato “Cuore della Magia”. Così, con tutti i preparativi ultimati, gli eroi di Orda ed Alleanza diedero l’assalto all’Occhio dell’Eternità ed affrontando l’Aspetto della Magia. Il potere di Malygos si dimostrò comunque essere ben oltre le possibilità dei mortali, che riuscirono a prevalere solo grazie all’aiuto dei Draghi Rossi e di Alexstrasza.

La morte di Malygos segnò la fine della Guerra del Nexus, e quest’ultimo divenne così il primo Aspetto a venire ucciso. Il fatto rattristò comunque molto Alexstrasza, la quale mostrò un profondo dispiacere per quegli eventi, cosa la stessa Regina dei Draghi pronunciando queste parole alla fine dello scontro:

“Ho fatto quello che dovevo, fratello. Non mi hai dato alternative. E così finisce la Guerra del Nexus. Quest’epilogo mi fa molto male, ma la distruzione – la monumentale perdita di vite umane – doveva finire. Indipendentemente dalle recenti trasgressioni di Malygos, piangerò la sua perdita. Una volta era un guardiano, un protettore. Questo giorno, uno dei più potenti del mondo, è caduto. Lo Stormo Rosso si farà carico di riparare la devastazione causata da Azeroth.”

Senza Malygos, il già provato Stormo Blu si ritrovò senza un Aspetto a guidarlo e la posizione restò al momento vacante. Sebbene la Guerra del Nexus fosse infatti finita, il pericolo di Arthas e del Flagello era ancora più vivo che mai.

Illustrazione in evidenza di Sara Forlenza