Capitolo 34: Il Pozzo Solare e la caduta di Quel’Thalas

Sebbene avesse già sconfitto tutte le persone che ora vedeva come nemici, il Cavaliere della Morte Arthas Menethil era ancora perseguitato dal fantasma di Kel’Thuzad. Quest’ultimo disse al Principe decaduto che aveva bisogno di essere rianimato per poter attuare la fase successiva del piano del Re dei Lich. Per riportare il negromante in vita, Arthas aveva bisogno di portare i resti di Kel’Thuzad nel mistico Pozzo Solare, situato nel magico regno elfico di Quel’Thalas.

Così, Arthas ed il Flagello invasero le terre incantate e assediarono le difese degli Elfi. Sylvanas Windrunner, il Generale Ranger di Silvermoon, mise in atto una battaglia valorosa, ma Arthas alla fine annichilì l’esercito degli Alti Elfi, facendosi strada fino ad arrivare al Pozzo Solare, nell’isola di Quel’Danas, dove affrontò ed uccise Re Anasterian Sunstrider. Dopo aver ucciso il Generale Ranger alle porte della capitale, in un crudele atto per simboleggiare la sua vittoria, Arthas rianimò anche Sylvanas nella forma di una banshee, legandola al servizio del conquistatore di Quel’Thalas per l’eternità. Destino ancora più crudele ebbe il cadavere dilaniato di Sylvanas che venne condotto per le strade di Silvermoon durante tutta l’avanzata del Flagello come monito per tutti gli elfi che non si fossero arresi al potere di quest’ultimo e di Arthas.

“Ecco il vostro Generale! Osservate a cosa va incontro chi si oppone a me!” diceva il Cavaliere della Morte.

Alla fine, Arthas immerse i resti di Kel’Thuzad all’interno delle acque sacre del Pozzo Solare. Sebbene le potenti acque magiche vennero immediatamente corrotte da quest’atto, Kel’Thuzad rinacque come il più potente dei Lich. Subito dopo, egli si accinse a spiegare ad Arthas la fase successiva del grande piano di Ner’zhul.

Quando Arthas e il suo esercito di non-morti si ritirarono verso sud, il 90% della popolazione di Quel’Thalas era stata massacrata. La gloriosa patria degli Alti Elfi, che era rimasta inespugnata sin dalla sua fondazione ben 9000 anni prima, era ormai un cumulo di macerie.

Illustrazione in evidenza di Cherlin Mao