Capitolo 23: La grande Alleanza di Lordaeron

A seguito della conquista di Stormwind da parte dell’Orda alla fine della Prima Guerra, il Generale Anduin Lothar radunò i resti degli eserciti del Regno di Azeroth e guidò un massiccio esodo attraverso il mare verso il regno settentrionale di Lordaeron. Convinti che l’Orda avrebbe conquistato tutta l’umanità se non fosse stata contrastata, i leader dei Sette Regni umani si incontrarono ed accettarono di unirsi in quella che sarebbe diventata nota come Alleanza di Lordaeron, a cui capo venne messo l’allora Re dell’omonimo regno, Terenas Menethil II. Per la prima volta dopo quasi 3000 anni, le disparate nazioni di quello che era stato l’Impero di Arathor furono di nuovo riunite sotto una bandiera comune. Nominato Supremo Comandante delle forze dell’Alleanza, Ser Lothar preparò i suoi eserciti per la guerra contro l’Orda.

Aiutato dai suoi luogotenenti, il paladino Uther the Lightbringer, l’Ammiraglio Daelin Proudmoore di Kul Tiras ed il suo secondo in comando Turalyon, Lothar riuscì a convincere anche le razze non-umane di Lordaeron della minaccia imminente. L’Alleanza riuscì a ottenere il sostegno degli stoici Nani di Ironforge e di un piccolo numero di Alti Elfi di Quel’Thalas. Quest’ultimi, guidati in quel periodo da Anasterian Sunstrider, erano in gran parte disinteressati al conflitto in arrivo. Tuttavia, avevano il dovere di aiutare Lothar poiché egli era l’ultimo discendente del leggendario Imperatore Thoradin, che aveva aiutato gli Alti Elfi durante le Guerre dei Troll.

Intanto l’Orda, ora guidata dal Warchief Orgrim Doomhammer, portò altri orchi dal suo pianeta natale di Draenor ed arruolò nel suo ovile i troll della foresta della tribù Amani, guidati dal Signore della Guerra Zul’jin. Partendo da una massiccia campagna per invadere il regno dei nani di Khaz Modan e le zone meridionali di Lordaeron, l’Orda decimò senza fatica ogni opposizione.

Scoppiò così la Seconda Guerra, in battaglie epiche che andarono da battaglie navali su larga scala a massicci combattimenti aerei, fino ad immense scontri campali. In qualche modo l’Orda ritrovò un potente artefatto noto come Anima dei Demoni, la terribile arma, la più potente della Storia, usata dal drago nero Deathwing 10000 anni prima durante la Guerra degli Antichi, e l’aveva usato per schiavizzare la Regina dei Draghi, Alexstrasza. Minacciando di distruggere le sue preziose uova, l’Orda costrinse Alexstrasza a mandare in guerra i suoi figli adulti. I nobili draghi rossi furono costretti così a combattere per l’Orda.

La guerra infuriò attraverso i Regni di Khaz Modan, Lordaeron ed Azeroth stesso. Come parte della sua campagna settentrionale, l’Orda riuscì a bruciare le terre al confine di Quel’Thalas, garantendo in tal modo l’impegno finale degli elfi per la causa dell’Alleanza. Le maggiori città e villaggi di Lordaeron furono rase al suolo e devastate dal conflitto. Nonostante l’assenza di rinforzi e di schiaccianti probabilità avverse, Lothar ed i suoi alleati riuscirono comunque a tenere a bada i loro nemici.

Tuttavia, durante gli ultimi giorni della Seconda Guerra, quando la seconda vittoria dell’Orda sull’Alleanza sembrava quasi certa, una terribile faida esplose tra i due orchi più potenti su Azeroth. Mentre Doomhammer preparava il suo ultimo assalto contro la capitale di Lordaeron, un attacco che avrebbe schiacciato gli ultimi resti dell’Alleanza, Gul’dan ed i suoi seguaci abbandonarono le loro postazioni e partirono per mare. Il disorientato Doomhammer, avendo perso quasi metà delle sue forze per il tradimento di Gul’dan, fu costretto a ritirarsi e ad abbandonare la sua più grande possibilità di vittoria sull’Alleanza.

Gul’dan, assetato di potere ed ossessionato dall’ottenerne uno divino, partì alla ricerca disperata della Tomba sottomarina di Sargeras che riteneva possedesse i segreti del potere supremo (come gli aveva fatto credere lo stesso Titano Oscuro nei panni di Medivh). Avendo già condannato i suoi compagni orchi a diventare schiavi della Legione Infuocata, Gul’dan non pensò alla sua presunta lealtà nei confronti di Doomhammer e dell’Orda. Sostenuto dai clan Stormreaver e Twilight’s Hammer, Gul’dan riuscì ad innalzare la Tomba di Sargeras dal fondo del mare. Tuttavia, quando aprì l’antica volta sigillata, trovò solo demoni impazziti ad aspettarlo.

Cercando di punire gli orchi ribelli per il loro decisivo tradimento, Doomhammer inviò le sue forze per uccidere Gul’dan e riportare i rinnegati all’ovile. Per la sua imprudenza, Gul’dan fu fatto letteralmente a pezzi dai demoni impazziti che aveva liberato (sebbene alcuni dicano che sia stato Sargeras in persona ad ucciderlo). Con il loro capo morto, i clan rinnegati caddero rapidamente davanti alle legioni furiose di Doomhammer. Sebbene la ribellione fosse stata domata, l’Orda non fu in grado di recuperare le terribili perdite subite. Il tradimento di Gul’dan aveva ridato all’Alleanza non solo la speranza, ma anche il tempo di riorganizzarsi e vendicarsi.

Ser Lothar, resosi conto che l’Orda si stava spaccando dall’interno, radunò tutte le sue forze e spinse Doomhammer a sud, nel cuore infranto di Stormwind. Lì, le forze dell’Alleanza intrappolarono l’Orda in ritirata all’interno della fortezza vulcanica del Massiccio Roccianera. Sebbene Ser Lothar cadde in battaglia alla base della possente fortezza proprio per mano di Orgrim, il suo secondo in comando, Turalyon, radunò le forze dell’Alleanza e ricacciò l’Orda nella regione della Palude del Dolore. Le forze di Turalyon riuscirono a distruggere il Portale Oscuro, il mistico varco dimensionale che collegava gli orchi al loro pianeta natale di Draenor. Tagliata fuori dai suoi rinforzi e fratturata da lotte intestine, l’Orda crollò su sé stessa e cadde davanti alla potenza dell’Alleanza.

I clan degli orchi dispersi furono rapidamente radunati ed imprigionati in campi di internamento sorvegliati dall’Alleanza. Sebbene sembrasse che l’Orda fosse stata sconfitta per sempre, alcuni rimasero molto scettici sul fatto che la pace sarebbe stata duratura. Khadgar, ora arcimago di una certa fama, convinse l’alto comando dell’Alleanza a costruire la fortezza di Nethergarde che avrebbe vegliato sulle rovine del Portale Oscuro e avrebbe assicurato che non ci sarebbero state ulteriori invasioni da Draenor.

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