Capitolo 18: La Guerra dei Tre Martelli

I Nani di Ironforge vissero in pace per molti lunghi secoli. Tuttavia, la loro società, nel corso del tempo, crebbe troppo all’interno dei confini della loro città sotterranea. Sebbene il potente Alto Re, Modimus Anvilmar, regnasse su tutti i Nani con giustizia e saggezza, tre potenti fazioni erano sorte tra la società nanica.

Il clan Bronzebeard, governato dal Thane Madoran Bronzebeard, teneva stretti legami con l’Alto Re e si ergeva come il principale difensore della Montagna di Ironforge. Il clan dei Wildhammer, governato dal Thane Khardros Wildhammer, abitava le colline attorno alla base della montagna e cercava di ottenere un maggiore controllo all’interno della città. La terza fazione, il clan Dark Iron, era governata dal Thane ed arcanista Thaurissan. Quest’ultimo clan si nascondeva nelle ombre più profonde sotto la montagna e complottava sia contro i Bronzebeard che contro i Wildhammer.

Per un certo periodo comunque, le tre fazioni mantennero una fragile pace, ma le tensioni scoppiarono quando Re Anvilmar morì di vecchiaia. I tre clan dominanti entrarono così in guerra per il controllo di Ironforge. La guerra civile nanica imperversò sotto la terra per molti anni, ma alla fine i Bronzebeard, che avevano l’esercitò più grande, bandirono i Dark Iron ed i Wildhammer da sotto la montagna.

Khardros ed i suoi guerrieri Wildhammer viaggiarono così verso nord attraverso le porte dei grandi cancelli di Dun Algaz, e fondarono il loro regno nella vetta lontana di Grim Batol. Lì, i Wildhammer prosperarono e ricostruirono la loro società. A Thaurissan ed i suoi Dark Iron invece, non andò così bene. Umiliati ed infuriati per la loro sconfitta, giurarono vendetta contro Ironforge. Conducendo il suo popolo lontano, a sud, Thaurissan fondò una città (alla quale diede il proprio nome) all’interno delle splendide Montagne Crestarossa. La prosperità ed il passare degli anni però, non alleviarono affatto il rancore dei Dark Iron verso i loro cugini. Thaurissan e la di lui moglie, Modgud, lanciarono un duplice attacco contro Ironforge e Grim Batol. I Dark Iron erano infatti determinati a rivendicare tutta la regione di Khaz Modan.

Gli eserciti dei Dark Iron assaltarono così le roccaforti dei loro cugini e quasi riuscirono a conquistare entrambi i regni. Tuttavia, Madoran Bronzebeard condusse alla fine il suo clan ad una vittoria decisiva sull’esercito di Thaurissan. Quest’ultimo ed i suoi servitori, si ritirarono nella loro città, ignari degli eventi che stavano accadendo a Grim Batol, dove l’esercito di Modgud subì la stessa sorte di quello del marito contro Khardros ed i suoi guerrieri Wildhammer.

Mentre affrontava i guerrieri nemici, Modgud usò i suoi poteri per provocare la paura nei cuori degli avversari. Le ombre si mossero al suo comando ed entità oscure si arrampicarono dalle profondità della terra per inseguire i Wildhammer nelle loro stesse sale. Alla fine, Modgud sfondò le porte ed assediò la fortezza stessa. I Wildhammer combatterono disperatamente, e lo stesso Khardros che si aggirava tra le masse tumultuanti in battaglia, riuscì infine ad uccidere Modgud. Con la loro regina caduta, i Dark Iron fuggirono davanti alla furia dei Wildhammer. Corsero verso sud, verso la roccaforte del loro re, solo per incontrare gli eserciti di Ironforge, accorsi ad aiutare Grim Batol. Schiacciate tra la morsa dei due eserciti, le rimanenti forze dei Dark Iron vennero completamente distrutte.

Gli eserciti combinati di Ironforge e Grim Batol marciarono subito dopo a sud, intenti a distruggere Thaurissan ed i suoi Dark Iron una volta per tutte. Tuttavia, non fecero molta strada quando la furia del Dark Iron provocò un incantesimo di proporzioni catastrofiche. Cercando di evocare un servitore soprannaturale che gli assicurasse la vittoria, Thaurissan invocò gli antichi poteri che dormivano nelle profondità del mondo. Con suo stupore, ed inevitabilmente per la sua stessa rovina, la creatura che emerse era più terribile di qualsiasi incubo che avesse mai potuto immaginare.

Ragnaros il Signore del Fuoco, signore immortale di tutti gli elementali ardenti, che era stato bandito dai Titani quando Azeroth era ancora giovane, si palesò davanti a lui. Ora liberato dall’invocazione di Thaurissan, Ragnaros sprigionò nuovamente tutta la sua furia e potenza. La rinascita apocalittica del Signore del Fuoco su Azeroth distrusse parte delle Montagne Crestarossa e creò un vulcano perennemente attivo al centro della valle. Questo vulcano, noto come Massaccio Roccianera, confinava con la regione di Gorgia Rovente a nord e con le Steppe Ardenti a sud. Sebbene Thaurissan venne quasi immediatamente ucciso dalle forze che aveva scatenato, i suoi fratelli sopravvissuti furono infine resi schiavi da Ragnaros e dai suoi elementali.

Testimoni della terribile devastazione e degli incendi che si propagano attraverso le montagne del sud, Re Madoran e Re Khardros fermarono i loro eserciti e si affrettarono a tornare verso i loro regni, non volendo affrontare la terribile ira di Ragnaros.

I Bronzebeard tornarono quindi ad Ironforge e ricostruirono la loro gloriosa città. I Wildhammer tornarono anch’essi nella loro casa di Grim Batol ma, tuttavia, la morte di Modgud aveva lasciato una maledizione sulle sale all’interno della montagna ed i Wildhammer la trovarono inabitabile. Il Re dei Bronzebeard offrì ai Wildhammer un posto dove vivere entro i confini di Ironforge, ma i Wildhammer rifiutarono fermamente. Khardros condusse così il suo popolo a nord verso le terre di Lordaeron. Sistemandosi tra le lussureggianti foreste delle Entroterre, i Wildhammer fondarono la città di Picco dell’Aquila, dove essi si avvicinarono alla natura, ed iniziarono ad allevare i potenti grifoni della zona.

Cercando di mantenere le relazioni e il commercio con i loro cugini, i nani di Ironforge costruirono due enormi archi, il Thandol Span, per colmare la distanza tra Khaz Modan e Lordaeron. Sostenuti dal reciproco scambio, i due regni prosperarono. Dopo la morte di Madoran e Khardros, i loro figli commissionarono congiuntamente due grandi statue in onore dei loro padri. Le due statue sarebbero state di guardia sul passo nelle terre meridionali, che era nel frattempo diventato polveroso con la presenza permanente di cenere vulcanica a causa della vicina presenza di Ragnaros. Le due statue furono sia un avvertimento per tutti coloro che avrebbero attaccato i regni dei Nani, sia un promemoria del prezzo che i Dark Iron avevano pagato per i loro crimini.

I due regni mantennero stretti legami per alcuni anni, ma i Wildhammer furono molto cambiati dagli orrori di cui erano stati testimoni a Grim Batol. Presero così a vivere in superficie sulle pendici di Picco dell’Aquila, invece di scolpire un vasto regno all’interno della montagna. Le differenze ideologiche tra i due clan nanici sopravvissuti, portarono infine alla loro definitiva separazione.

Illustrazione in evidenza di Peter Lee