Capitolo 14: I Guardiani di Tirisfal

Dopo la sconfitta dei Troll nelle terre del nord, gli Elfi di Quel’Thalas si impegnarono a ricostruire la loro gloriosa patria. Gli eserciti vittoriosi di Arathor invece, tornarono a casa nelle terre meridionali di Strom. La società umana di Arathor crebbe e prosperò, eppure Thoradin, temendo che il suo regno si frammentasse se si fosse esteso troppo, decise di riconfermare Strom come centro dell’Impero Arathoriano. Dopo molti anni di crescita e commercio prolifici tuttavia, il possente Thoradin morì, lasciando la nuova generazione di Arathor libera di espandere l’Impero oltre i confini di Strom.

I cento maghi originali intanto, che erano stati istruiti nelle vie della magia dagli Elfi, ampliarono i loro poteri e studiarono le discipline mistiche della tessitura degli incantesimi in modo molto più dettagliato. Questi maghi, inizialmente scelti per la loro volontà forte e gli spiriti nobili, avevano sempre praticato la loro magia con cura e responsabilità; tuttavia, essi trasmisero i propri segreti e poteri ad una nuova generazione che non aveva idea della crudeltà della guerra o della necessità di autocontrollo. Questi maghi più giovani iniziarono così a praticare la magia per meri scopi personali piuttosto che per qualsiasi responsabilità verso i loro simili.

Mentre l’Impero cresceva e si espandeva in nuove terre, i giovani maghi si diffusero anche nelle terre meridionali. Usando i loro poteri magici, gli arcanisti proteggevano i loro fratelli dalle creature selvagge della terra e resero possibile la costruzione di nuove città-stato nelle terre selvagge. Eppure, man mano che i loro poteri crescevano, i maghi divennero sempre più presuntuosi e isolati dal resto della società.

Venne così fondata la seconda città-stato Arathoriana nelle terre a nord di Strom, alla quale venne dato il nome di Dalaran. Subito dopo, molti maghi lasciarono i confini restrittivi di Strom e andarono a Dalaran, dove speravano di usare i loro nuovi poteri con maggiore libertà. Questi maghi usarono le loro abilità per costruire le imponenti torri incantate della città magica e gioirono nel perseguire i loro studi, finalmente in libertà. Tuttavia, mentre sempre più maghi praticavano le loro arti, il tessuto della realtà intorno a Dalaran cominciò a indebolirsi e lacerarsi.

I sinistri agenti della Legione Infuocata, che erano stati banditi quando il Pozzo dell’Eternità collassò molti millenni prima, furono attirati nel mondo proprio dai poteri che venivano liberati dai maghi di Dalaran. Sebbene questi demoni relativamente deboli non costituirono una grave minaccia, essi seminarono notevole confusione e caos nelle strade della nuova città. La maggior parte di questi scontri demoniaci erano eventi isolati, ed i magocrati al potere fecero quello che potevano per tenere nascosti questi eventi al pubblico. I maghi più potenti furono inviati per catturare i demoni fuggitivi, ma spesso si trovarono irrimediabilmente superati dagli agenti solitari della potente Legione.

Dopo alcuni mesi i contadini delle campagne intorno a Dalaran cominciarono a sospettare che i loro sovrani maghi nascondessero loro qualcosa di terribile. Voci di una rivoluzione cominciarono a diffondersi nelle strade di Dalaran mentre i cittadini mettevano in dubbio i motivi e le pratiche dei maghi che un tempo avevano ammirato. I Magocrati, temendo che i contadini si ribellassero e che Strom potesse agire contro di loro, si voltarono verso l’unico popolo che sentivano avrebbe capito il loro particolare problema: gli Alti Elfi di Quel’Thalas.

Dopo aver ascoltato la notizia dei Magocrati sull’attività demoniaca a Dalaran, gli Elfi spedirono rapidamente i loro più potenti maghi nelle terre degli umani. I maghi elfici studiarono le correnti magiche a Dalaran e fecero resoconti dettagliati di tutte le attività demoniache che essi vedevano. Alla fine, conclusero che, sebbene nel mondo ci fossero solo pochi demoni liberi, la Legione stessa sarebbe rimasta una terribile minaccia finché gli umani avrebbero continuato a maneggiare le forze della magia.

La Convovazione di Silvermoon, che regnava sugli Elfi di Quel’Thalas, strinse così un patto segreto con i signori magocrati di Dalaran. Gli elfi raccontarono ai Magocrati la storia dell’antica Kalimdor e della prima invasione della Legione Infuocata, una possibilità che minacciava ancora il mondo. Informarono gli umani che fino a quando essi avessero usato la magia, avrebbero dovuto contemporaneamente proteggere la loro città dagli agenti maligni della Legione. I Magocrati, preoccupati, proposero quindi di designare un singolo campione mortale che avrebbe utilizzato i loro poteri congiunti per combattere una guerra segreta senza fine contro la Legione. Ovviamente, venne sottolineato che la maggior parte dell’umanità non avrebbe mai dovuto sapere dell’esistenza di questi campioni, chiamati Guardiani, o della minaccia della Legione, per paura che il panico si diffondesse tra i cittadini. Gli elfi acconsentirono alla proposta e fondarono una società segreta che avrebbe vigilato sulla selezione del Guardiano, che decisero di chiamare Concilio di Tirisfal, il quale avrebbe da quel momento in poi vigilato sull’ingombrante, minacciosa ombra, della Legione Infuocata.

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