Capitolo 3: Gli Old Gods e l’ordinamento di Azeroth

Distrutti nel corpo ma non nello spirito dal tradimento di Sargeras, i Titani continuarono a spostarsi da un mondo all’altro, modellando ed ordinando ogni pianeta come meglio credevano. Un giorno, arrivarono così sull’ancora giovanissimo pianeta Azeroth. Mentre i Titani si facevano strada attraverso il paesaggio primordiale, incontrarono un certo numero di esseri elementali ostili. Questi elementali, che erano stati schiavizzati una razza di esseri insondabilmente malvagi noti con il nome di Old Gods, avevano promesso di respingere i Titani e di mantenere il loro mondo inviolato dal tocco creativo di quest’ultimi.

Il Pantheon, disturbato dalla propensione per il male dei quattro Old Gods di Azeroth, intraprese una guerra contro gli Elementali ed i loro oscuri padroni. Gli eserciti degli Old Gods erano guidati dai più potenti Signori Elementali: Ragnaros il Signore del Fuoco, Therazane la Madre di Pietra, Al’Akir il Signore del Vento e Neptulon il Cacciamaree. Le loro forze caotiche infuriavano sul mondo e si scontrarono con gli eserciti dei Titani, guidati a loro volta dai Nove Guardiani: Archaedas, Loken, Thorim, Freya, Mimiron, Hodir, Tyr, Ra, ed Odyn. Sebbene i Signori Elmentali fossero potenti oltre la comprensione mortale, le loro forze combinate non poterono fermare i Nove. Uno dopo l’altro, i Signori Elementali caddero e le loro forze si dispersero.

Il Pantheon distrusse quindi le cittadelle degli Old Gods che avevano dato vita a quello che sarebbe stato ricordato come Impero Nero ed imprigionò i tre Old Gods sopravvissuti alla guerra, nelle profondità di Azeroth. Il più potente dei quattro infatti, chiamato Y’shaarj fu l’unico ad essere stato ucciso direttamente dai Titani. Tuttavia, essenso Y’shaarj troppo radicato all’interno del pianeta Azeroth, i Titani si accorsero che uccidere anche gli altri tre, avrebbe potuto causare la completa distruzione del pianeta. Inoltre, prima di morire, con il suo ultimo respiro, Y’shaarj diede vita agli Sha, ovvero le manifestazioni delle emozioni negative come Rabbia, Odio, Violenza, Paura, Dubbio e Orgoglio. I Titani, consapevoli di quanto fossero pericolosi anche i soli resti di Y’shaarj decisero di imprigionare anche quest’ultimi. Le prigioni degli Old Gods vennero scelte in base ai quattro punti cardinali e così, Yogg-Saron venne imprigionato nel Nord, nella prigione di Ulduar; C’Thun venne imprigionato ad ovest ad Ahn’Qiraj; i resti di Y’shaarj vennero sepolti a Sud, nell’odierna Vallata dell’Eterna Primavera a Pandaria; ed infine N’Zoth venne imprigionato in non precisato luogo ad Est (che si scoprì poi essere la città sommersa di Nazjatar). Senza il potere degli Old Gods a mantenere i loro spiriti furenti legati al mondo fisico, gli Elementali furono inoltre banditi su un piano abissale, dove si sarebbero scontrati l’un l’altro per l’eternità. Con la partenza degli elementali, la natura si calmò ed il mondo si stabilizzò in un’armonia pacifica. I Titani videro che la minaccia era cessata e si misero così al lavoro.

Essi decisero così di potenziare un certo numero di razze per aiutarli a modellare il mondo, e per aiutarli a modellare le caverne insondabili del sottosuolo, i Titani crearono i nanici Terrigeni dalla pietra magica e viva. Per aiutarli a modellare i mari ed innalzare la terra dal fondale marino, i Titani crearono poi gli immensi ma gentili Giganti del mare. Per molti secoli a venire così, i creatori spostarono e modellarono la terra, finché infine non rimase che un unico continente perfetto. Alla fine, nel centro del continente, i Titani crearono un lago di scintillanti e potentissime energie magiche. Il lago, che chiamarono il Pozzo dell’Eternità, sarebbe stata la fonte della vita per il mondo. Le sue potenti energie avrebbero alimentato le fondamenta di Azeroth ed avrebbero permesso alla vita di mettere radici nel terreno fertile della terra. Nel corso del tempo, di millenni, piante, alberi, mostri e creature di ogni tipo iniziarono a prosperare nel continente primordiale.

Al calare del crepuscolo dell’ultimo giorno delle loro fatiche, i Titani battezzarono il continente Kalimdor: “Terra dell’Eterna Luce Stellare”.

Illustrazione in evidenza ufficiale Blizzard