Capitolo 2: Il tradimento di Sargeras e la nascita della Legione Infuocata

Nel corso del tempo, entità demoniache si fecero strada nei mondi dei Titani dal Twisting Nether, ed il Pantheon elesse il suo più grande guerriero, Sargeras, come primo difensore delle proprie opere di creazione. Il gigante dalla pelle bronzea svolse i suoi compiti per innumerevoli millenni, cercando e distruggendo questi demoni ovunque essi si trovassero.

Sebbene i poteri quasi illimitati di Sargeras gli facilitarono di molto il proprio lavoro, egli venne turbato dalla corruzione delle creature e dal male presente nell’universo. Incapace di comprendere tale depravazione, il grande Titano cominciò a scivolare in una cupa depressione. Tuttavia, nonostante il suo crescente disagio, Sargeras continuò a libeare l’universo delle entità demoniache intrappolandole in un angolo del Twisting Nether.

Mentre la sua confusione e la sua sofferenza si approfondivano, Sargeras fu costretto a combattere con un gruppo particolarmente insidioso intento a sconvolgere l’ordine dei Titani: i Nathrezim. Questa razza oscura di demoni vampirici, era riuscita a conquistare un certo numero di mondi possedendo i loro abitanti e trasformandoli in delle ombre. I nefandi e intriganti Dreadlords misero in seguito le nazioni l’una contro l’altra manipolandole facendo accrescere in loro l’odio e la sfiducia verso il prossimo. Sargeras sconfisse facilmente i Nathrezim, ma la loro corruzione lo colpì profondamente ed una cosa lo sconvolse in particolare. Durante questo periodo infatti, Sargeras venne a conoscenza dell’esistenza dei Void Lords, ed apprese i loro piani.

Un giorno, arrivando in un mondo completamente infettato da mostruose aberrazioni conosciute come Old Gods, il titano interrogò spietatamente un conclave di demoni nathrezim che vivevano in quel luogo. Da loro, Sargeras apprese che i Void Lords avevano inviato gli Old Gods nel cosmo per infettare i mondi che ospitavano le così dette World-Soul dei Titani, e che se fossero riusciti nell’impresa, l’anima del mondo sarebbe stata trasformata in una creatura indicibilmente oscura che nemmeno il Pantheon sarebbe riuscito a fronteggiare: un Titano Oscuro. Infuriato per questa scoperta, Sargeras spaccò letteralmente il pianeta in due, uccidendo all’istante il nascente titano che quel mondo ospitava. Quindi tornò immediatamente al Pantheon per raccontare della sua scoperta, ma con sua grande sorpresa, i Titani lo rimproverarono per la sua azione avventata, insistendo sul fatto che avrebbero potuto eliminare l’anima del mondo dalla sua corruzione senza ucciderla. Sargeras cercò di convincere gli altri Titani che quello che aveva fatto era giusto, e che la vita avrebbe dovuto essere estirpata dall’universo (poiché, come già pensava Sargeras, esso sarebbe potuto essere già stato interamente corrotto dai Void Lords), al fine di prevenire il rischio che una World-Soul potesse essere corrotta ed aprire così la via ai Void Lords (nella sua mente infatti, persino un universo senza vita era migliore di uno dominato dal Vuoto). Alla fine, rendendosi conto che gli altri non avrebbero mai visto le cose come lui le vedeva, Sargeras abbandonò il Pantheon, per non tornarvi mai più.

Così, mentre i titani continuavano il loro lavoro, Sargeras meditò sul destino del cosmo in completo isolamento. La paura, il dubbio e la disperazione lo travolsero, e alla fine arrivò alla conclusione che l’unico modo per risparmiare l’universo fondamentalmente imperfetto dai Void Lords fosse quello di ripulirlo da ogni forma di vita esistente. Inizió così quella che passò alla storia come La Crociata Infuocata (The Burning Crusade). Il Titano caduto sapeva che avrebbe avuto bisogno di un esercito per realizzare il suo piano, e così si recò sul pianeta Mardum, che era diventato contorto a causa delle energie demoniache che per eoni l’avevano infestato. Sargeras distrusse istantaneamente il mondo prigione (Mardum era infatti il pianeta in cui Sargeras imprigionava i demoni che sconfiggeva), scatenando i suoi innumerevoli abitanti demoniaci nel cosmo e creando un’esplosione di energie demoniache così potente da deformare il suo stesso corpo in un orribile essere di puro odio e fiamme. Nel processo di distruzione di Mardum, Sargeras creò anche uno squarcio tra i confini del Twisting Nether e la Grande Oscurità, dando vita ad una colossale fiamma di color smeraldo che sarebbe rimasta come un ricordo del tradimento del titano per il resto dell’eternità.

Successivamente, Sargeras potenziò le orde di demoni famelici davanti a lui con il proprio immenso potere, garantendo loro una maggiore dimensione fisica od un intelletto superiore. Dopodiché, offrì ai demoni una scelta semplice: unirsi alla sua causa o essere distrutti all’istante. La maggior parte dei demoni accettò l’offerta, ma una piccola minoranza la rifiutò, radunandosi attorno al Signore del Terrore Ulthalesh. In risposta alla sfida, Sargeras forgiò una grande falce d’acciaio demoniaco dai fuochi della distruzione di Mardum, usandola per mietere le anime dei demoni ribelli ed intrappolare in una nuova prigione. Ulthalesh, colui che aveva una forza di volontà più forte degli altri, fu l’ultimo ad essere divorato dal potere del Titano Oscuro.

Con i demoni ribelli annientati, Sargeras formò il suo sconfinato esercito, che prese il nome di Legione Infuocata. La Legione invase così il suo primo mondo, estinguendo diverse civiltà mortali e specie senzienti. Sargeras stesso annientò personalmente il Guardiano Stellare (il corrispondente di Algalon di Azeroth) che era stata assegnato alla sorveglianza di quel pianeta. Aggramar, ex allievo di Sargeras, fu il primo ad apprendere della morte del Guardiano e si precipitò per affrontare il suo ex maestro. Egli chiese una spiegazione a Sargeras, ma quando si rese conto che le sue parole non lo avrebbero influenzato, Aggramar sfidò il Titano caduto in un combattimento uno contro uno. La battaglia tra i due imperversò finché, in un’esplosione di energia demoniaca e potenza arcana, entrambe le lame dei combattenti andarono in frantumi. Gravemente ferito, Aggramar si ritirò e informò il Pantheon del tradimento di Sargeras.

In seguito, cercando un modo per guidare e controllare il suo vasto esercito demoniaco, Sargeras reclutò (e successivamente corruppe) la razza antica e intelligente conosciuta con il nome di Eredar, abitanti del pianeta Argus. Dall’interno dei loro ranghi, Sargeras scelse due campioni per comandare il suo demoniaco esercito di distruzione. Kil’jaeden l’Ingannatore venne scelto per cercare le razze più oscure dell’universo e reclutarle nelle file di Sargeras. Il secondo campione, Archimonde il Profanatore, venne invece scelto per guidare le vaste armate di Sargeras in battaglia contro chiunque potesse resistere alla volontà del Titano Oscuro.

La prima mossa di Kil’jaeden fu quella di schiavizzare i vampirici Dreadlords sotto il suo terribile potere. I signori del terrore diventarono i suoi agenti personali in tutto l’universo, e provarono piacere nel localizzare le razze primitive affinché il loro padrone le corrompesse e le portasse all’ovile. Primo ed a capo tra i signori del terrore fu nominato Tichondrius. Quest’ultimo servì Kil’jaeden come un perfetto soldato e accettò di portare la fiammeggiante volontà di Sargeras in tutti gli angoli oscuri dell’universo.

Anche il possente Archimonde potenziò i propri agenti. Invocando i i Pit Lords ed il loro capo, Mannoroth il Distruttore, Archimonde sperava di stabilire un’elite combattente che avrebbe distrutto ogni forma di vita in tutto il creato.

Intanto, Il Pantheon e la Legione, entrambi ormai in piena guerra gli uni contro gli altri, si fronteggiarono vicino a un pianeta chiamato Nihilam. Aman’Thul, l’Alto Padre e Signore del Pantheon, implorò Sargeras di rinunciare alla sua folle causa, rivelandogli dell’esistenza di una lontana Anima del Mondo su un pianeta chiamato Azeroth e che un giorno sarebbe stata abbastanza potente da sfidare i Void Lords. Sargeras ascoltò attentamente ma tuttavia, rimase impassibile. In seguito, nonostante la loro precedente battaglia, Aggramar fece un ultimo tentativo di riportare alla ragione Sargeras. Egli si avvicinò al suo ex precettore, disarmato, cercando di persuaderlo raccontando storie delle gloriose battaglie che i due avevano combattuto insieme. Ma Sargeras era ormai completamente caduto nelle tenebre. Con un ululato di rabbia e dolore, l’ex campione alzò la propria spada e colpì Aggramar, tagliandolo in due. Indignato da questo omicidio, il Pantheon lanciò un assalto con ogni proprio componente contro Sargeras, ma i poteri ormai praticamente divini del Titano Oscuro erano troppo anche per l’intero Pantheon, che così, cadde. Sargeras proclamò la vittoria del proprio esercito e subito partì per continuare la Crociata Infuocata e scoprire la posizione di Azeroth perché, secondo lui, Azeroth non sarebbe stato il salvatore dell’universo, bensì il contrario se esso fosse stato corrotto dai Void Lords.

All’insaputa di Sargeras, tuttavia, il titano Norgannon era riuscito a tessere un incantesimo prima di morire che riuscì a salvare temporaneamente le anime del Pantheon dalla distruzione dei loro corpi, mandando i loro spiriti a vagare per gli angoli più remoti dell’universo.

Con la distruzione del Pantheon, la più grande minaccia della Storia aveva avuto origine.

Illustrazione in evidenza di hipnosworld