Capitolo 13: Arathor e le Guerre dei Troll

Mentre gli Alti Elfi combattevano per la loro sopravvivenza contro i Troll Amani, le terre meridionali di Lordaeron vennero raggiunte dai primi uomini. Le tribù umane fecero irruzione nei rispettivi insediamenti con scarsa attenzione per l’unificazione razziale o l’onore. Eppure una tribù tra le altre, conosciuta come gli Arathi, si accorse che i Troll stavano diventando una minaccia troppo grande per essere ignorata. Gli Arathi desideravano sottomettere tutte le tribù al proprio dominio, in modo che esse potessero fornire un fronte unificato contro le truppe da guerra dei troll.

Nel corso di sei anni, gli Arathi sconfissero tutte le tribù rivali. Dopo ogni vittoria comunque, essi offrivano pace e uguaglianza ai popoli conquistati; così, si guadagnarono la lealtà degli sconfitti. Alla fine, la tribù degli Arathi arrivò a includere molte altre tribù, e le fila del suo esercito divennero davvero vaste. Fiduciosi di poter reggere il confronto contro le truppe da guerra dei troll o anche contro gli stessi Alti Elfi se necessario, i signori della guerra degli Arathi decisero di costruire una possente città-fortezza nelle regioni meridionali di Lordaeron. La città-stato, chiamata Strom, divenne la capitale della nazione delle tribù unificate, che prese il nome di Arathor. E mentre Arathor prosperava, gli uomini di tutto il vasto continente andarono verso sud incoraggiati dalla nascita della nuova nazione, cercando di offrire protezione e sicurezza a Strom.

Uniti ora sotto un’unica bandiera, le tribù umane svilupparono anche una fiorente cultura. Thoradin, il leggendario primo imperatore dell’umanità, sapeva che i misteriosi Elfi nelle terre del nord erano sotto costante assedio da parte dei troll, ma decise, inizialmente, di non rischiare la sicurezza del suo popolo in difesa di stranieri solitari. Passarono molti mesi quando le voci sulla presunta sconfitta degli elfi iniziarono ad arrivare dal nord. Fu solo quando i disperati ambasciatori di Quel’Thalas raggiunsero Strom che Thoradin si rese conto di quanto grande fosse la minaccia dei Troll Amani.

Gli Elfi informarono l’Imperatore che gli eserciti dei troll erano vasti e che una volta che quest’ultimi fossero riusciti a conquistare Quel’Thalas, si sarebbero preparati ad attaccare le terre meridionali. Gli Elfi, che avevano un disperato bisogno di aiuti militari, acconsentirono frettolosamente ad insegnare a determinati uomini selezionati l’uso della magia in cambio del loro aiuto contro gli invasori Amani. Thoradin, diffidente nei confronti di qualsiasi magia, accettò di aiutare gli elfi più per necessità che per altro. Quasi immediatamente, gli arcanisti elfici arrivarono ad Arathor e iniziarono a istruire un gruppo di umani nelle vie della magia.

Gli elfi scoprirono che sebbene gli umani fossero innatamente goffi nella loro gestione della magia, essi possedevano anche una sorprendente affinità naturale per essa. A cento uomini vennero insegnate le basi dei segreti magici degli elfi: non più di quanto fosse assolutamente necessario per combattere i troll. Convinti che i loro studenti fossero pronti ad aiutarli nella guerra, gli elfi lasciarono Strom e viaggiarono verso nord accanto ai potenti eserciti dell’Imperatore Thoradin.

Così, le armate riunite di Elfi ed Umani, si scontrarono contro le travolgenti bande da guerra dei troll ai piedi dei Monti Alterac. La battaglia durò per molti giorni, ma le armate di Arathor non si sarebbero arrese fino alla definitiva sconfitta della grave minaccia dei Troll. A quel punto, i signori elfici ritennero che fosse giunto il momento di scatenare i poteri della loro magia sul nemico. I cento maghi umani e una moltitudine di arcanisti elfici richiamarono la furia dei cieli e incendiarono gli eserciti dei troll. Gli incendi senza sosta, impedirono a quest’ultimi di rigenerare le loro ferite e contemporaneamente bruciarono i loro corpi dall’interno.

Quando gli eserciti dei Troll si dispersero e tentarono di fuggire, le truppe di Thoradin li assaltarono e massacrarono tutti i loro soldati. Gli Amani non si sarebbero mai ripresi completamente dalla loro sconfitta, e la storia non avrebbe mai visto i troll riunirsi come una sola nazione. Sicuri che Quel’Thalas fosse stata salvata dalla distruzione, gli Elfi offrirono la propria lealtà e amicizia alla nazione di Arathor e alla linea di sangue del suo Imperatore, Thoradin. Iniziò da quel giorno, l’amicizia tra gli Alti Elfi e l’umanità, un’amicizia che sarebbe durata parecchi secoli.

Illustrazione in evidenza di Todor Hristov