Sylvanas Windrunner, la Regina Banshee (Parte 4)

N.B. Con le ultime rivelazioni in “Fine dell’Eternità alcuni fatti potrebbero essere soggetti a cambiamento. La storia di Sylvanas viene qui raccontata per come la conosciamo ad oggi.

Tempo dopo, i Goblin scoprono una nuova misteriosa sostanza. Durante la festa per la campagna su Argus, Jastor Gallywix mostra questo nuovo materiale, chiamato Azerite, a Sylvanas, la quale dichiara che questa scoperta avrebbe cambiato tutto.

Il Warchief decide così di inviare i goblin di Bilgewater a scavare nelle miniere di Azerite e a cercare il minerale. Intanto, Baine Bloodhoof organizza un incontro tra Sylvanas e Magni Bronzebeard, l’Oratore di Azeroth, a Thunderbluff. Magni chiede a Sylvanas di richiamare i goblin da Silithus ed invita i guaritori dell’Orda a recarsi nella regione per guarire il pianeta dalla ferita inferta da Sargeras. Per risposta, Sylvanas incarica Baine di organizzare le squadre dell’Orda da inviare sul luogo, ma proibisce la cooperazione con l’Alleanza e ordina allo stesso Baine di cessare ogni contatto con Anduin Wrynn. Tuttavia, tra lo stupore generale e la contrarietà delle altre razze dell’Orda, la Regina Banshee sceglie di ignorare la richiesta di Magni e di continuare le operazioni e le indagini minerarie di Azerite di Gallywix, affermando che la ricerca su di essa era un atto necessario per il bene dell’Orda.

Successivamente, Sylvanas si reca al Palazzo del piacere di Gallywix per verificare i progressi del goblin nella ricerca sull’Azerite e per stimolare la sua attenzione sulla creazione di armi costruite con il nuovo minerale. Nathanos Blightcaller tuttavia interrompe il loro incontro per consegnare una lettera di Anduin Wrynn riguardante la proposta di un Raduno, un incontro tra i Forsaken ed i loro parenti ancora in vita. Il ricongiungimento familiare di Sylvanas l’aveva amareggiata per quel che riguardava la riconciliazione con i vivi, e Sylvanas stessa non voleva correre il rischio che la sua stessa gente perdesse il proprio orgoglio come Forsaken facendo un’esperienza come quella avuta dal Warchief.

Tuttavia, Nathanos fa osservare a Sylvanas come il Raduno possa essere usato a vantaggio dei Forsaken in un duplice modo. Prima di tutto, la Regina Banshee avrebbe dovuto ufficialmente appoggiare il Raduno, in modo tale che, se le cose fossero andate bene, avrebbe potuto motivare i Forsaken a continuare la loro esistenza nella non-morte, in caso contrario invece, il Warchief avrebbe potuto usare i sentimenti di rabbia causati dal fallimento dell’evento per riversarli sui vivi. La stessa Sylvanas considera il Raduno un’opportunità per guadagnare la fiducia di Stormwind e sfruttarla con il tradimento. Vedendo questi benefici e dopo aver ascoltato l’opinione di Nathanos sul fatto che il Desolate Council non avrebbe rappresentato una minaccia, Sylvanas acconsente al Raduno, ma solo con la sola partecipazione dei membri dello stesso Concilio ed un piccolo gruppo di umani.

Sylvanas e Nathanos tornano così ad Undercity, dove il Warchief tenta in ogni modo di seminare dubbi nei Forsaken e incoraggiarli a rifiutare la partecipazione al Raduno. Sylvanas era certa infatti che i pregiudizi sul suo popolo avrebbero vanificato qualsiasi speranza di riconciliazione con i vivi ed avrebbero screditato coloro i quali erano in sintonia con le idee del Desolate Council, che iniziavano ad andare in opposizione a quelle di Sylvanas.

Durante il Raduno, avviene il primo incontro faccia a faccia tra Anduin e la Regina Banshee. Qui, l’Alto Re dell’Alleanza chiede esplicitamente se il Warchief avesse intenzionalmente tradito suo padre durante la Battaglia delle Isole Disperse. Sebbene scioccata dalla schiettezza di del Re, Sylvanas afferma la verità, dicendo che i numeri dell’esercito della Legione Infuocata avevano sigillato il destino di Varian indipendentemente dalla decisione presa dall’Orda.

Anche se il Raduno inizia in modo tranquillo, Sylvanas percepisce il vento della defezione in alcuni dei Forsaken, mentre lei stessa osservava l’evento dalla cima del Muro di Thoradin. Al fine di verificare se i Forsaken presenti avessero effettivamente intenzione di disertare, la Regina Banshee comanda la ritirata dei partecipanti Forsaken dal Raduno. Tuttavia, alcuni si rifiutano di ritirarsi e disobbediscono agli ordini del Warchief.

Proprio in quel momento, uno dei sacerdoti dell’Orda raggiunge Sylvanas affermando che Calia Menethil, la sorella di Arthas ed ultima erede al trono di Lordaeron, era la ragione della defezione dei Forsaken. Adirata nel solo udire quel nome, Sylvanas ordina ai suoi ranger oscuri di uccidere tutti i presenti Forsaken nel campo, compresi quelli che correvano verso il Muro di Thoradin.

La Regina Banshee afferma quindi che gli unici Forsaken di cui si fida sono quelli che erano già stati spezzati e amareggiati dalle loro esperienze, mentre a quelli che avevano ancora dei sentimenti “umani” non poteva essere permesso di accrescere la loro speranza.

La stessa Sylvanas vola nel campo del Raduno ed uccide personalmente Calia Menethil proprio davanti agli occhi di Anduin. Subito dopo, il Warchief punta il suo arco contro il Re di Stormwind, minacciando di uccidere anche lui. Per Sylvanas infatti sarebbe stato giusto, considerando che Anduin aveva portato un usurpatore a causare una defezione tra i Forsaken.

Il giovane Re tuttavia, afferma che quello di Sylvanas era solo un bluff e che non avrebbe mai avuto il coraggio di ucciderlo in quel momento. Questo perché il Warchief non era preparata ad affrontare l’ira sfrenata dell’intera Alleanza, né aveva il pieno appoggio dell’Orda. Con l’arco della Regina Banshee ancora puntato contro, Anduin si avvicina e raccoglie il cadavere di Calia per portarlo alla Fortezza di Stromgarde. Sylvanas resta immobile e guarda il Re di Stormwind allontanarsi.

IN ALTO: Sylvanas in battaglia. Illustrazione di Astri-Lohne