Sylvanas Windrunner, la Regina Banshee (Parte 2)

N.B. Con le ultime rivelazioni in “Fine dell’Eternità“ alcuni fatti potrebbero essere soggetti a cambiamento. La storia di Sylvanas viene qui raccontata per come la conosciamo ad oggi.

Poco dopo, quella che ora era la Regina Banshee, si recò nella sua terra natale di Quel’Thalas, dove incontrò il traditore Dar’Khan, il quale era impegnato nel tentativo di manipolazione della giovane umana Anveena Teangue, all’interno della quale risiedeva l’essenza del Pozzo Solare elfico.

Tolto di mezzo Dar’Khan, Sylvanas si impegna a mantenere segreta la vera identità della ragazza, così da impedire un eventuale interessamento di Arthas. Ella quindi, stabilisce la sua capitale tra i sotterranei della vecchia città di Lordaeron, dandole il nome di Undercity ed ora è chiamata al compito di cercare degli alleati per la sua gente. Scartata l’Alleanza (la quale rifiuta categoricamente i Forsaken), Sylvanas invia molti emissari, trovando finalmente appoggio nei Tauren, convinti che una redenzione dei non-morti possa ancora essere possibile. E’ così che, grazie alle pressioni del popolo di Mulgore, Thrall accetta di far entrare i Forsaken nell’Orda, convincendosi che questa soluzione accontenti entrambe le parti: Sylvanas infatti si assicura appoggio ed è sempre più vicina alla sua vendetta contro il Re dei Lich, mentre l’Orda ottiene un importante punto strategico nei Regni Orientali.

Subito dopo l’entrata nell’Orda, Sylvanas da ordine ad un suo gruppo di scienziati, la Royal Apothecary Society, di sviluppare una nuova Piaga, stavolta letale sia per i viventi che per i non-morti, ed è sempre in questo periodo che la Regina Banshee avvia i contatti con i neonati Elfi del Sangue, i quali, estromessi dall’Alleanza, incontrano notevoli difficoltà al confine sud del loro regno, dove infuriano le battaglie contro le forze del Flagello. Sebbene all’inizio gli elfi siano riluttanti nell’accettare l’aiuto di Sylvanas e dei suoi Forsaken, alla fine, gioco-forza, accettano ed è così che la Dama Oscura invia un distaccamento nella regione delle Terre Spettarali, dove viene fondato l’avamposto di Tranquillien che, con la collaborazione tra elfi del sangue e non- morti, ha come obiettivo la sconfitta definitiva di Dar’Khan, ora messo a capo delle forze del Flagello della zona.

Contemporaneamente a questo, Sylvanas fa pressioni su Thrall, affinchè gli Elfi del Sangue siano accettati all’interno dell’Orda; richiesta che trova approvazione dopo la morte di Dar’Khan. Qualche tempo dopo, la Regina Banshee partecipa ad un consiglio ad Orgrimmar, capitale degli Orchi e dell’intera Orda alla presenza, tra gli altri, di Thrall e di Garrosh Hellscream. Il consiglio ha come punto centrale la difesa dal Flagello, la cui minaccia è tornata a crescere anche nel continente di Kalimdor. Ma è lo stesso Flagello a interrompere la riunione, attaccando Orgrimmar. Sylvanas e le forze dell’Orda riescono però a respingere l’attacco e a difendere la capitale degli Orchi. Tornata a casa a Lordaeron, Sylvanas si reca immediatamente a Silvermoon, per chiedere supporto al nuovo Lord Reggente Lor’themar Theron (a seguito del tradimento del principe Kael’thas Sunstrider), per una spedizione a Northrend, per combattere in prima linea il Re dei Lich. Lor’themar inizialmente rifiuta la richiesta di Sylvanas, ma davanti alla minaccia della Regina Banshee di ritirare le proprie truppe dalle Terre Spettrali, si vede costretto ad accettare.

La spedizione quindi parte e ha la sua prima importante battaglia e confronto con il Re dei Lich al Wrathgate, un enorme cancello di accesso ad Icecrown. Qui, succede un fatto inaspettato: il capo degli scienziati di Sylvanas, il Gran Speziale Putress, inizia a bombardare con barili della nuova Piaga, indistintamente tutti i presenti sul campo di battaglia, comprese quindi le forze dell’Alleanza e dell’Orda (che per l’occasione stringono un’eccezionale alleanza). E come se ciò non bastasse, contemporaneamente, ad Undercity, avviene un colpo di stato per mano del nathrezim Varimathras, che fin dal primo momento aveva aspettato l’occasione giusta per ribellarsi a Sylvanas. Egli infatti evoca orde di demoni, che decimano gli abitanti della capitale e che per poco, non uccidono la stessa Regina Banshee, che si salva fuggendo con parte della popolazione ad Orgrimmar.

Ovviamente, la Dama Oscura chiede l’aiuto del Warchief Thrall per riconquistare la propria capitale, richiesta che viene accettata immediatamente. Ha così inizio la cosiddetta Battaglia per Undercity, dove le forze dell’Orda sconfiggono Varimathras nella sala del trono. Anche qui però, accade qualcosa di inaspettato: irrompono infatti ad nella capitale le forze dell’Alleanza, con a capo il Re di Stormwind in persona, Varyan Wrynn, seguito anche da Jaina Proudmoore. L’Alleanza infatti, aveva perso (apparentemente) il paladino Bolvar Fordragon, grande amico del Re e cala quindi su Undercity uccidendo il Putress. Ritenendo l’Orda responsabile di quel misfatto, Re Varian dichiara ufficialmente guerra alla fazione rossa e lo scontro è evitato solo all’ultimo secondo, quando Jaina teletrasporta via tutte le forze dell’Alleanza. A seguito di questa battaglia, Thrall decide di inviare un distaccamento elitario ad Undercity: ufficialmente per rendere più sicura la città, ma il vero motivo era tenere d’occhio Sylvanas ed i suoi Forsaken.

Nonostante questo però, la Regina Banshee continua nella sua opera di supporto all’Orda nella spedizione a Northrend ed è lei stessa a guidare un gruppo di eroi nelle Sale del Riflesso, per tentare un attacco diretto al Re dei Lich. In questa occasione, Sylvanas ha anche un breve dialogo con lo spirito del vecchio paladino Uther the Lightbringer, il quale la consiglia su come sconfiggere Arthas, rivelandole inoltre che “il Re dei Lich non può essere distrutto”. L’attacco comunque, fallisce, dato che Arthas è ormai molto più potente di Sylvanas, che si vede costretta a ritirarsi.

La vita della Dama Oscura cambia nuovamente dopo la sconfitta del suo aguzzino che avviene da lì a breve grazie ad alcuni eroi guidati dal paladino Tirion Fordring. Ella infatti, si ritrova di colpo priva dello scopo che aveva guidato le sue azioni per così tanti anni. Decide quindi di recarsi personalmente alla Cittadella di Icecrown, per vedere con i propri occhi se Arthas era stato definitivamente abbattuto. Ad aspettarla però, c’è solo un’amara verità per lei: Sylvanas si accorge infatti che il suo aguzzino era solo stato sostituito con Bolvar Fordragon, diventato il nuovo Re dei Lich ed è qui che la Dama Oscura afferra il significato delle parole pronunciate da Uther. Disperata, la Regina Banshee decide di suicidarsi, buttandosi giù dalle cime di Icecrown.

Ma la sua storia non finisce qui. Alla sua morte, nove Val’kyr, che erano al servizio di Arthas, mostrano a Sylvanas una visione del futuro, uno nel quale, senza la sua guida, i Forsaken sarebbero stati destinati a una sorte orribile, mentre per lei stessa non ci sarebbe stato altro che agonia e tormento nelle Shadowlands, l’adilà (luogo nel quale Sylvanas fa una brevissima permanenza, incontrando anche lo spirito di Arthas).

Le Val’kyr quindi, confessano a Sylvanas che il nuovo Re dei Lich le teneva confinate ad Icecrown, ma esse desideravano la libertà, che solo lei poteva accordare loro. Ella quindi decide di tornare in vita grazie al sacrificio di una delle Val’kyr, che prende il suo posto. La Regina Banshee torna quindi a casa e pone le sue attenzioni sulla conquista totale di Lordaeron. Ma Sylvanas non torna da sola. Viene seguita infatti dalle Val’kyr, che usa per rianimare i morti dell’Alleanza. Questa pratica tuttavia, è vista molto male da Garrosh Hellscream, nel frattempo diventato nuovo Warchief dell’Orda, che teme che un ingrossamento delle fila dei Forsaken possa condurre quest’ultimi ad una ribellione. Sylvanas dunque, inizia la sua campagna per la conquista di Lordaeron, e mette sotto assedio la città di Gilneas.

Sylvanas e le Val’kyr. Illustrazione di Dmitry Prozorov.

IN ALTO: La Regina Banshee Sylvanas Windrunner. Illustrazione di itzaspace.