Antonidas: La Saggezza al servizio della Magia

Antonidas era ancora un giovane ragazzo quando divenne un apprendista dell’ordine del Kirin Tor della città di Dalaran. Il giovane mago, si dimostrò subito un brillante studente ed in poco tempo aveva già surclassato tutti i suoi compagni e si guadagnò ben presto il rispetto dei suoi insegnanti.

Man mano che la sua età avanzava, Antonidas aumentò costantemente le proprie conoscenze e le proprie abilità, tanto che, grazie ad esse ed alla sua saggezza, fu il candidato ideale per entrare a far parte dell’elitè del Kirin Tor: il Concilio dei Sei, che governava la città. Con il passare tempo, Antonidas divenne di fatto, il leader del Concilio, ed il Capo Supremo di Dalaran. Poco prima dell’inizio della Seconda Guerra tra Orda ed Alleanza, i leader delle nazioni umane si incontrarono per discutere dell’invasione degli Orchi, ed è in questa occasione che Antonidas, presente in veste di rappresentante di Dalaran, dichiarò la lealtà della città dei maghi all’Alleanza, diventando anche un grande amico del sovrano di Lordaeron, Re Terenas Menethil II.

Intanto, a Dalaran, un mago si distingueva tra gli altri: era Khadgar, tornato a Dalaran dopo l’apprendistato presso Medivh, durante la Prima Guerra. Antonidas, notando il grande talento di Khadgar, nominò quest’ultimo arcimago e lo mise a capo della missione attraverso il Dark Portal, nelle terre del pianeta Draenor. Pochi mesi dopo, Teron Gorefiend, il primo Death Knight della storia, riuscì ad intrufolarsi nella Cittadella Violacea, la sede del governo di Dalaran, ma Antonidas riuscì a scoprirlo, cogliendolo sul fatto mentre cercava di rubare un potente manufatto chiamato Occhio di Dalaran per conto dello sciamano Ner’zhul. L’Arcimago però, aiutato da Krasus, primo consorte dell’Aspetto Draconico Alexstrasza, dal giovane principe degli Alti Elfi Kael’thas Sunstrider, e da una giovane maga di nome Sathera, diede battaglia a Gorefiend che, tuttavia, riuscì a scappare, ed uno dei suoi seguaci riuscì anche ad uccidere Sathera. Intanto, la Seconda Guerra era finita, con l’Alleanza che ne uscì vittoriosa, e molti orchi, furono confinati in dei campi di contenimento, cadendo in una strana apatia. Antonidas fu il solo a capire la ragione di questa apatia. L’Arcimago infatti, intuì che essi si stessero riprendendo dopo essere stati per generazioni sotto l’influsso del sangue demoniaco, e arrivò anche a teorizzare che l’unica soluzione potesse essere un cammino spirituale di redenzione (cosa in seguito rivelatesi esatta).

Un giorno, nella città di Dalaran, arrivarono contemporaneamente, sia Kael’thas che Arthas Menethil, Principe di Lordaeron e figlio di Re Terenas, così, Antonidas decise di organizzare una cena per l’occasione alla quale, oltre ai due Principi, prese parte anche una sua apprendista, Jaina Proudmoore. Poco dopo, fu portata all’attenzione di Antonidas la questione di un mago del Kirin Tor, Kel’Thuzad, che era stato sorpreso a praticare la negromanzia. Per mantenere l’immagine e la reputazione di Dalaran intatte, Antonidas sequestrò tutti gli oggetti che Kel’Thuzad aveva utilizzato durante i suoi esperimenti e avvertì lo stesso che se non avesse abbandonato quel sentiero sarebbe stato espluso dal Kirin Tor ed esiliato. Per risposta, Kel’Thuzad decise di abbandonare il Kirin Tor, e di lasciare la città di Dalaran.

Qualche tempo dopo, Antonidas ricevette la visita di un misterioso Profeta, che altri non era che Medivh sotto mentite spoglie, che lo esortò a lasciare Lordaeron . Tuttavia, Antonidas non riconobbe il grande mago, e, convinto che fosse un folle, lo allontanò. Successivamente, una misteriosa Piaga si manifestò nelle regioni settentrionali del Regno di Lordaeron e così, l’Arcimago Antonidas, inviò la sua apprendista prediletta, la giovane Jaina Proudmoore, ad investigare. Per l’occasione, Antonidas rivelò a Jaina che sarebbe stata aiutata dal Principe di Lordaeron Arthas Menethil, figlio del suo amico il Re Teranas. Antonidas intanto, in attesa di capirne di più riguardo alla piaga, aveva consigliato lo stesso Terenas di mettere in quarantena le aree colpite, ma il Re di Lordaeron si rifiutò categoricamente di mettere in atto il consiglio dell’amico.

Passarono i mesi, e un giorno, Antonidas fu raggiunto da una terribile notizia: il suo amico Terenas, era stato assassinato proprio dal Principe Arthas, che era tornato da una missione nel continente artico di Northrend, completamente cambiato. Ma non solo, lo stesso Arthas adesso era a capo di un’armata di non-morti, che stava marciando proprio verso Dalaran, in cerca del Libro degli Incantesimi di Medivh, custodito nella città. Sebbene incredulo e sconvolto da quelle notizie, Antonidas preparò immediatamente le difese delle città; radunò i più potenti maghi di Dalaran e con loro pianificò l’erezione di una barriera magica che danneggiasse qualsiasi non-morto si trovasse al suo interno, e Antonidas stesso, insieme ad altri due arcimaghi, si prestò a mantenere attiva la barriera. L’esercito di Arthas, tuttavia (anche grazie ai consigli di Kel’Thuzad, che in vita era stato un membro del Kirin Tor), si dimostrò troppo potente per essere arrestato. I non-morti uccisero i primi due arcimaghi, e così, Antonidas si ritrovò faccia a faccia con il figlio del suo vecchio amico. L’Arcimago tentò strenuamente di resistere, ma alla fine non poté nulla e fu ferito a morte.

“Mi addolora persino guardarti, Arthas” disse Antonidas a quello che ormai era diventato il primo Cavaliere della Morte del Re dei Lich, ma Arthas era ormai freddo e spietato:

“Felice di porre fine al tuo tormento, vecchio” rispose.

Tuttavia, il suo spirito non riuscì a trovare pace, e vagò per mesi nei sotterranei di Dalaran dopo la sua distruzione insieme a quello degl’altri Arcimaghi caduti per mano del Flagello dei non-morti, fino a che, il Principe degli Elfi del Sangue, Kael’thas, insieme alla Naga Lady Vashj, provvidero a dare loro una meritata pace.

Alla sua morte, l’Arcimago Antonidas aveva 72 anni. In suo onore fu eretta una statua nella ricostruita città di Dalaran, per desiderio della sua vecchia apprendista, Jaina Proudmoore. la cui iscrizione recita:

L’Arcimago Antonidas, Gran Magus del Kirin Tor

La Grande città di Dalaran si erge ancora una volta, a memoria della tenacità e della volontà del suo più grande figlio.

Il tuo sacrificio non sarà stato invano, carissimo amico.

Con onore e amore

Jaina Proudmoore

Illustrazione in evidenza di Sergey Markelov