Algalon: Il Guardiano Invisibile

Subito dopo la creazione di Azeroth, il Pantheon si preparò a partire e continuare la ricerca di nuove “anime del mondo.” Prima di andarsene, essi nominarono una creatura composta da stelle di nome Algalon, come custode celeste e osservatore del mondo.

Il più potente dei Titani, Aman’Thul, consapevole che un giorno gli Old Gods avrebbero causato una catastrofe potenzialmente in grado di spazzare via tutta la vita su Azeroth, decise di mettere in atto un sistema per prevenire il terribile cataclisma: se la corruzione avesse iniziato a diffondersi largamente su tutto il pianeta, Algalon sarebbe sceso su Azeroth per eseguire un’analisi delle condizioni del pianeta. A seconda del risultato dell’analisi, il Contestellar avrebbe trasmesso il codice di risposta Alpha (se la corruzione non fosse stata presente) o Omega (in caso contrario). Il codice Omega avrebbe attivato la cosiddetta “Forgia dell’Origine”, purificando Azeroth da ogni forma di vita e da ogni corruzione presente in esso. Anche se il pianeta sarebbe stato devastato e reso senza vita, l’anima del mondo sarebbe stata così preservata.

Precisamente, Algalon sarebbe sceso sulla superficie di Azeroth se si fosse verificato uno di due scenari:

1) Algalon fosse stato direttamente contattato tramite i macchinari titanici presenti ad Ulduar.,

2) il “Primo Designato”, cioè il campione del Pantheon incaricato della protezione del pianeta e nominato capocarceriere della prigione dell’Old God Yogg-Saron, fosse stato ucciso.

Per evitare che chiunque potesse accedere ai macchinari titanici, il capocarceriere, di nome Loken, decise di affidare i quattro sigilli che aprivano la porta all’interno della quale i macchinari erano situati ai 4 Custodi della prigione di Yogg-Saron di nome Freya, Mimiron, Thorim ed Hodir.

Tuttavia, durante la guerra contro il Re dei Lich, Loken, ormai completamente corrotto dai sussurri di Yogg-Saron, ed i suoi eserciti furono percepiti come una minaccia per la stabilità del mondo, e così egli venne ucciso nelle Halls of Lightning dai campioni dell’Alleanza e dell’Orda. Essendo il “Primo designato”, la morte di Loken venne immediatamente percepita da Algalon che, in risposta all’evento, scese su Azeroth per analizzare i livelli di corruzione del pianeta.

Dopo aver sconfitto Yogg-Saron, gli eroi guidati da Brann Bronzebeard, raggiunsero il Planetario Celeste e lì, assistettero all’arrivo di Algalon, che immediatamente iniziò la sua analisi. L’Osservatore avvisò i presenti che qualora la sua analisi avesse rivelato una corruzione dilagante sul pianeta, sarebbe stato costretto ad attivare il processo di ri-originazione, affermando che tale atto sarebbe stato nell’interesse dell’intero universo.

Così, mentre Brann tentava di bloccare il segnale dell’Osservatore, i suoi alleati combatterono contro quest’ultimo in modo da impedirgli di inviare il segnale che avrebbe dato inizio al processo di ri-originazione. Nonostante avesse dichiarato di aver calcolato ogni possibile risultato del combattimento affermando che i mortali avrebbero perso, Algalon fu infine sconfitto dopo una accesa battaglia. Così, l’Osservatore si trovò in difficoltà, riesaminando le sue opinioni sulla natura delle imperfezioni dei mortali.

Algalon concluse così che i suoi calcoli non erano affidabili, essendo stati smentiti dalla sua stessa sconfitta. Egli cambiò quindi il codice per annullare la ri-originazione e lo diede a Brann ed suoi alleati, avvertendoli però che se il codice non fosse stato trasmesso in tempo, il processo sarebbe stato irreversibile. Raccomandò inoltre al nano di trasmettere il segnale da un qualche luogo vicino al cielo, portando così l’esploratore a scegliere la città fluttuante di Dalaran come il posto perfetto.

Precipitandosi per trasmettere il codice in tempo, il gruppo partì da Ulduar e si affrettò verso la città dei maghi, dando il codice al leader del Kirin Tor, Rhonin. Quest’ultimo pronunciò un discorso appassionato mentre trasmetteva il messaggio, creando uno sfolgorante gioco di colori e luci e, cosa ancora più importante, salvando Azeroth dalla cancellazione della vita. Queste furono le parole dell’Arcimago:

«Cittadini di Dalaran! Alzate gli occhi al cielo e osservate! Oggi la distruzione del nostro mondo è stata scongiurata in barba ai nostri stessi creatori! Algalon l’Osservatore, araldo dei titani, è stato sconfitto dai nostri coraggiosi compagni nelle profondità della prigione titanica di Ulduar. Egli era stato inviato qui per giudicare il destino del nostro mondo. Trovò un pianeta le cui razze si erano allontanate dai progetti dei titani. Un pianeta dove non tutto era andato secondo i piani. La fredda logica considerava il nostro mondo non degno di essere salvato. La fredda logica, tuttavia, non tiene conto del potere del libero arbitrio. Sta a ciascuno di noi dimostrare che questo è un mondo che vale la pena salvare. Che le nostre vite … le nostre vite valgono la pena di essere vissute.»

A seguito di questi eventi, e dopo la sua sconfitta, Algalon rimase a Ulduar per monitorare le attività delle razze mortali su Azeroth. La sua visione della vita e i piani dei titani erano stati messi in discussione proprio dai mortali, e da allora, cerca di capire cosa li rendesse così diversi dagli innumerevoli mondi che aveva osservato prima.

Illustrazione immagine in evidenza di Glenn Rane