Catene del Dominio: Le Shadowlands rivelano la vera origine dell’universo?

Ragazzi e ragazze, bentrovati! Eccoci qui ad un nuovo approfondimento sulla lore di Shadowlands e della patch 9.1 Catene del Dominio (che ricordiamo sarà live il 30 Giugno). Per la precisione in quest’articolo andremo ad approfondire una situazione che abbiamo già visto. Ovvero un libro (in questo caso delle note) inserite in game che rischiano di sconvolgere l’intera storia di Warcraft. Ricorderete ed avrete visto tutti il libro “Infiltrazione Nemica: Prefazione” che si trova a Revendreth, il quale ci da una visione totalmente diversa sulle forze cosmiche. Ebbene, questa situazione torna a ripetersi in Catene del Dominio, questa volta nel nuovo mega-dungeon di Tazavesh, the Veiled Market.

Tutto ciò che stiamo per trattare è venuto alla luce grazie all’utente di Twitter Portergauge, che ha posto l’attenzione su delle note che si possono trovare all’interno di Tazavesh. Com’è stato per il tomo di Revendreth, queste note potrebbero avere una incredibile importanza a livello di lore non solo per Shadowlands, ma per tutto l’universo di Warcraft. Ma di cosa si tratta nello specifico? Mettetevi comodi, ragazzi, perché ci aspetta un lungo viaggio! Come al solito in queste occasioni, seguiranno SPOILER!

Le note in questione sono una serie di “Rapporti di Spedizione” scritti da un alienatore di nome Al’firim, il quale desiderava accedere al fantomatico Sepolcro dei Primi nell’ottica delle sue ricerche per determinare le origini dell’universo conosciuto. Prima di iniziare, notiamo che dovrebbero esserci 6 rapporti in tutto, ma alcuni non si trovano, come, soprattutto, la parte finale, il “Rapporto sulla spedizione A37J – Parte 4”. In quest’articolo quindi leggeremo ed analizzeremo quello che Tazavesh ci offre, ovvero la parte chiamata “Avanti” e le prime 3 del rapporto.

Prima di iniziare a leggere il rapporto, una piccola analogia che i più attenti avranno già colto. L’intento del misterioso Al’firim coincide con l’attuale scopo del Carceriere, ovvero impossessarsi della conoscenza del Sepolcro dei Primi. Fino ad oggi non abbiamo saputo praticamente nulla su questo luogo, ma oggi, grazie a questo rapporto potremo avere qualche nozione in più…. e vi assicuro che sarà molto interessante! Iniziamo quindi con la prima parte del Rapporto.

“Avanti”

“Non ho mezzi per comunicare la durata del mio lavoro in questa ricerca. Perché come si può misurare il tempo alla ricerca di un luogo simile? Sicuramente il Sepolcro dei Primi esiste al di là di ogni misura che io possa sperare di comprendere, e possiedo molta più conoscenza di questi argomenti rispetto alla maggioranza. Perdonatemi. Il loro scherno mi ha amareggiato. Devo ricordare a me stesso di ignorare le meschine invidie dei miei sottoposti. Quando finalmente abbiamo scoperto un indizio tangibile sull’ubicazione di quel luogo sacro dopo tante ere di speculazioni, ho iniziato il mio lavoro con la loro piena fiducia. Le mie abilità per decifrare l’imperscrutabile mi avevano meritatamente fatto guadagnare una certa reputazione. Quanti codici antichi avevo infranto? Quante lingue perdute avevo tradotto? Nessun segreto era al di là della mia portata. Lo sapevano tutti ed hanno raccolto i frutti del mio genio. E qui, così vicino al raggiungimento dei nostri obiettivi, ho vacillato. Sì, lo ammetto, per la prima volta ho affrontato una sfida così ardua che ho dubitato della mia capacità di superarla. Al’firim il Fallibile, ridacchiarono in malcelati sussurri. Ma quanti tra loro avevano fatto meglio? Nessuno, ve lo assicuro. La sola complessità dei glifi era… beh, lasciatemi dire che mi è sembrato che fosse passata un’eternità prima che riuscissi a cogliere il primo sentore di ciò che rappresentavano. Altri andavano e venivano. Hanno portato “aiutanti” e “apprendisti” che sostenevano mi avrebbero aiutato. Nessuno di loro è durato molto. Nessuno si è dimostrato degno. Hanno cercato di dirmi che dovevo smettere, che avevano trovato un altro che si occupasse del lavoro. Ma mi sono rifiutato di andarmene. Sapevo chi avevano intenzione di mandare e avevo giurato che non avrebbe mai più usurpato la mia posizione. Ero perso nei glifi. La geometria. Ogni sentiero sembrava incurvarsi su se stesso. Niente aveva senso. Fino a quando non l’ho fatto. Quando finalmente non realizzai. Vi giuro che la realtà stessa sembrava dissolversi. Ho avuto visioni di luoghi inimmaginabili che non avrei mai potuto sperare di trasmettere con semplici parole. Quando ho ripreso coscienza di ciò che mi circondava, ho visto gli altri che fissavano in basso, deridendo le mie membra scomposte. Non importava. Avevo finalmente trovato la verità. Comprendete: nonostante questa sia la rivelazione più meravigliosa della mia straordinaria carriera, mi trovo sull’orlo del precipizio della comprensione. Il linguaggio dei Primi sembra cambiare e crescere man mano che trovo al suo interno maggiore profondità. Non ho dubbi che ulteriori significati si riveleranno man mano che i glifi e la geometria di questa lingua frattale mi diventeranno più chiari, quindi per favore, considerate i capitoli a venire come lavori in corso. Non è che ci potrebbe essere una possibilità che cambino: c’è la certezza. Ma basta preamboli. Leggete ora la più grande scoperta del nostro tempo.”

Questa prima parte è a tutti gli effetti un’introduzione ad una rivelazione, che qui viene addirittura etichettata come la più grande scoperta del nostro tempo. Inoltre si evince che la ricerca del nostro alienatore è durata ere, quindi presumibilmente interi millenni. Andiamo avanti.

Parte 1: L’Alba di tutte le cose

“Non faccio ironia quando dico che i primi frammenti della loro lingua rimangano per lo più imperscrutabili. Forse è questo che ha ostacolato i miei progressi per così tanto tempo. Indipendentemente da ciò, i particolari vanno oltre la mia attuale capacità di decifrazione. Con il tempo, sono certo che ci riuscirò. Ma non ancora. Ci sono riferimenti a forze così primordiali che non abbiamo alcun quadro di riferimento per loro. Qualcosa di casuale, o voluto? Le parole qui hanno molteplici significati, devo metterle da parte per il momento. Ciò che è chiaro è che le grandi potenze hanno preso forma. Quante? Ci sono numeri nei numeri, amici miei. Dapprima ne pensai solo due, finché non percepii una schiera infinita – Oh, che terrore! — ma ultimamente mi sono convinto che siano sei. Forse sette, ma l’ultima potrebbe essere un artefatto della geometria. Un frattale. Vi dirò quello che so. Queste sei forze esistevano già ed erano in conflitto. Beh, non un conflitto nel modo in cui lo vedremmo voi ed io. Sicuramente d’opposizione, ma non è chiaro se essa fosse maligna o benigna. C’era squilibrio, finché non ci fu bisogno di qualcosa in più. Si sono unite (o sono state unite, a seconda di come si interpreta il frattale) e hanno dato forma al loro disegno. Forgiato? Scritto? A forma di? La parola esatta è sfuggente. Ogni architetto ha dato una parte di sé, e così il modello ha preso forma. È da qui che il linguaggio diventa più chiaro. Con questa struttura, tutto ciò che ora comprendiamo è diventato realtà. Come se la realtà non fosse altro che un fungo che cresce sulla cornice. Sei forze ora in equilibrio, e dalle loro intersezioni ne nacquero altre. Una struttura semplice che diventa infinitamente più complessa. Ora capite perché le mie traduzioni hanno impiegato così tanto tempo? Perché ancora mi sfuggono? Cresce! Cambia! Glifi, geometria e frattali ovunque! Perdonatemi. Man mano che ogni vuoto si colmava e diventava più pieno, lo schema da solo non era più sufficiente. Forme sorsero all’interno di altre forme, generate dalle sei per generarne di più. Ora diventa più chiaro. Più sicuro. Ogni strato più comprensibile per una mente povera come la vostra. Sei regni. Molti incroci. Innumerevoli frattali. In equilibrio? Possibile. Ma potrebbe essere sbagliato. Se sei è uguale ad uno, allora qual è l’altra? Quella fuori dallo schema. (Nota: devo tornare su questo capitolo in seguito per fornire maggiore chiarezza.)”

Come avrete capito, l’argomento di questa prima parte è la cosmologia che forma l’universo di Warcraft. In questo rapporto Al’firim parla di sei forze primordiali che un tempo esistevano in conflitto. Ma la parte più interessante è sicuramente quando si fa riferimento ad una possibile settima forza, che però viene descritta come “un artefatto della geometria. Un frattale“. Il nostro alienatore suggerisce che questo “frattale” abbia unito le sei forze, creando lo “schema” delle stesse in uno stato di equilibrio piuttosto che di conflitto. Successivamente, una volta che la “struttura” si era definita, Al’firim rivendica come la realtà come la conosciamo oggi sia stata aggiunta a questa struttura a strati, “come se la realtà non fosse altro che un fungo che cresce sulla struttura”. Tutta questa descrizione collima perfettamente con la cosmologia che noi conosciamo dalla Cronache e che potete vedere qua sotto, la quale ci mostra sei forze cosmiche principali: Luce, Ombra, Ordine, Disordine, Vita e Morte. Altre forze minori, come “Arcano, Decadimento, Dei Selvaggi, Fuoco, Terra”, ecc., sembrano davvero essere “cresciute” o per meglio dire essersi sviluppate da questa struttura delle sei.

La cosmologia dell’universo di Warcraft. Illustrazione di AJT2k19.

Ma torniamo per attimo al punto focale di questa prima parte, la settima forza. Secondo il rapporto di Al’firim è implicito che queste sei forze siano state messe in stato di equilibrio da questa settima, al momento totalmente nuova e senza nome. Nelle Cronache ci viene suggerito che tutta la realtà sia stata creata dallo scontro tra Luce ed Oscurità e dall’esplosione che ne seguì, nacquero tutte le altre forze cosmiche. Al’firim, tuttavia, sembra raccontare una storia diversa. Le sei forze cosmiche primordiali sono sempre esistite e fu solo l’intervento ordinatore della settima forza a creare il resto della realtà. Ovviamente a questo punto sorge una domanda: qual è questa settima forza?

Secondo Portergauge (e anche noi troviamo questa teoria plausibile) la misteriosa settima forza potrebbe essere nient’altro che i Primi, che avrebbero in qualche modo pianificato il conflitto tra Luce e Oscurità, rendendoli in questo le entità mastermind delle Shadowlands, ma dell’intero universo. Elementi a supporto di questa teoria potrebbe essere la parzialità delle Cronache, che sappiamo essere scritte “dal punto di vista dei Titatni”, ed il fatto che il Sepolcro dei Primi sembri contenere “frattali”, la parola esatta che Al’firim usa più volte per descrivere la settima forza.

Passiamo ora alla parte 2 del resoconto.

Parte 2: Ciò che è noto.

“Prima di approfondire i grandi misteri, vale la pena inquadrare la loro meraviglia nel contesto della nostra stessa esistenza. Quello che ne sappiamo, almeno. Mi riempie di dolore il fatto che, dei molti esseri che ho incontrato durante i miei viaggi attraverso il nimbo, così pochi possedessero un sincero interesse al di là del loro senso del dovere. Ho cercato studiosi, filosofi, esploratori; ho trovato solo sempliciotti e servitori. Questo viaggio è durato secoli e molte volte lungo il percorso ho avuto la sensazione che fosse infruttuoso. Se solo avessi saputo dell’esistenza del Sepolcro! Ma ovviamente non avrei saputo delle sue meraviglie se non molto più tardi, e così ho proseguito nell’unico modo possibile. A volte sono andato vicino a trovare la saggezza. Partecipando a una spedizione commerciale a Bastione, ho incontrato un aspirante disponibile che mi ha parlato di un grande archivio di conoscenze. Innumerevoli registrazioni delle anime che i Kyrian hanno trasportato dal regno dei mortali, nonché raccolte dei loro ricordi a lungo perduti. L’aspirante era persino disposto a portarmi in questo deposito, finché uno steward ficcanaso non ha avvertito uno degli Ascesi. La mia spedizione è stata scortata al Cancello dell’Anima, e ci hanno intimato di non tornare mai più. Qualche tempo dopo, mi sono assicurato un invito ad un torneo nell’arena di Maldraxxus. Mentre i miei compagni si divertivano, mi diressi verso un’antica biblioteca incastonata tra le grandi Casate. Lo chiamavano “sepolcro”, ma vi assicuro che non era quello che cerchiamo! Gli orrori che ho incontrato durante il mio viaggio mi perseguitano ancora oggi, ma ero così fissato sul mio obiettivo che ho sfidato costrutti da incubo e rivoli di piaga tossica. Quando sono arrivato, i lich hanno accettato di tollerare la mia presenza per un po’, quindi ho cercato i loro testi più antichi per qualsiasi storia riuscissi a trovare. Oh, ho trovato storie — di grandi battaglie combattute contro i piani esterni, dell’ascesa e della caduta di combattenti leggendari, di potenti armi forgiate e perdute. Quando ho chiesto se c’erano dei tomi più antichi, gli implacabili lich mi hanno detto che essi erano solo per gli occhi del Primus, e mi è stato ordinato di andarmene subito. Solo quando sono arrivato ad Oribos ho finalmente trovato altri che condividevano la mia curiosità. Tra gli assistenti dell’Arbiter c’era un tipo ben informato di nome Kah-Sher, che aveva visto passare molte ere nel corso delle sue mansioni. Sebbene fosse ciecamente obbediente alla sua padrona come il resto della sua gente, ammetto che, stando nella grandezza della favolosa Città Eterna, potevo capire la sua devozione. Kah-Sher si divertiva a conversare con me, condividendo tutto ciò che aveva visto e le conoscenze tramandate dai suoi predecessori. Eppure, in tutte le sue parole e nei rituali di servizio che mi ha permesso di osservare, ho trovato poco di vero valore. Mi disse che la loro città sarebbe rimasta in piedi per sempre. Mi disse che l’Arbiter era sempre saggia e giusta. Mi disse che il nostro compito non era quello di interrogare coloro che venivano da oltre il Velo, ma di facilitare il loro viaggio. Fu quando Kah-Sher si lasciò sfuggire di aver condiviso conversazioni simili con una mia vecchia rivale: giurai che non mi avrebbe mai più ostacolato! Capì che questa via era ormai inutile. Lasciai Kah-Sher al suo blaterare.”

Questa parte 2 si focalizza molto sulla ricerca di Al’firim. Da queste righe possiamo evincere alcune interessanti informazioni. Come ad esempio che i Primi sembra che non volessero che vengano acquisite delle conoscenze troppo specifiche sulle origini dell’universo. Ed una prova di ciò l’abbiamo quando il nostro alienatore cerca di accedere agli archivi dei Kyrian contenenti documenti e memorie dei regni mortali, ma vengono malamente cacciati da Bastione. Al’firim riprova quindi al Sepolcro della Conoscenza di Maldraxxus, che lo studioso chiarisce non essere il Sepolcro dei Primi, e nonostante riesca ad accedervi, egli non riceve l’autorizzazione a visionare i “tomi più antichi”, che presumibilmente contengono informazioni specifiche sulle origini dell’universo e che viene esplicitamente detto essere “solo per gli occhi del Primus”.

Leggiamo infine la parte 3 del resoconto di Al’firim.

Parte 3: I cento occhi di Irik-tu

“Fu quando fuggii dalla presenza dell’inserviente che mi imbattei in una vera scoperta! Lì, passando per Oribos sulla strada per un’altra destinazione, incontrai un’anima trascendente. Aveva una forma che non riconobbi, perché riprendeva una simile a quella che aveva nel piano mortale. Lo implorai di parlare con me e acconsentì. Disse che il suo nome era Irik-tu, e sebbene io abbia chiesto tre volte da dove venisse, il nome della sua casa era uno che riuscì a malapena a capire, (sembrava che Irik-tu parlasse in quattro lingue contemporaneamente, e in concerto con il ticchettio di molte gambe, a volte ebbi difficoltà a cogliere ogni dettaglio). Irik-tu sosteneva che il luogo oltre il velo fosse popolato da innumerevoli mondi, molti dei quali abitati da ogni sorta di esseri molto diversi dalla sua stessa gente. Quando ho chiesto se questo suo mondo fosse ricco di animum, Irik-tu ha assunto un’espressione che ho preso come perplessa (anche se i cento occhi di Irik-tu erano certamente difficili da leggere). I vivi non commerciavano in animum, mi disse, una frase che gli chiesi di ripetere più volte per essere sicuro di aver sentito bene. Niente animum! Com’è possibile? La loro esistenza potrebbe essere davvero così diversa dalla nostra? Lo era davvero, mi assicurò Irik-tu. Mi parlò di questo regno dei mortali, dove la loro esistenza senza animum cessava al capolinea delle loro fragili forme. Irik-tu incontrò la sua fine in una terribile guerra, affermò, la sua casa devastata dai demoni del Twisting Nether. Annuii con solennemente, perché tutti ricordiamo la storia dell’assalto della Legione Infuocata a Maldraxxus e il terribile costo della vittoria dei Necrosignori. Irik-tu si illuminò quando ricordò la gentilezza dell’Arbiter nel mandarlo insieme ad altri della sua specie specie a condividere una lunga e piacevole convivenza. Dopo molte ere a prendersi cura della sua gente, Irik-tu era pronto ad avventurarsi di nuovo, tornando a Oribos per ammirare il suo splendore. Ovviamente chiesi ad Irik-tu cosa sapesse delle origini del regno dei mortali, ma quello che mi disse aveva poco senso. Ogni mortale crede ad una diversa storia di fantasia? Annuii mentre parlava del suo dio dalle mille gambe le cui uova hanno generato tutta l’esistenza, ma presto mi sono stancai delle sue bizzarre favole ed augurai a Irik-tu buon viaggio. Quindi sembrava che nemmeno le sale di Oribos potessero concedermi le verità che cercavo. Le anime mortali credevano in una miriade di miti che parlavano di falsi dei, mentre noi ci crogiolavamo nello splendore di esseri di vera potenza. Siamo stati benedetti alla presenza dell’Arbiter, dell’Arconte, della Regina d’Inverno, del Sire e del Primus. Questo finché non trovai una verità più profonda sulla mia strada verso il Sepolcro, e la mia mente si frantumò davanti ai frattali.”

Anche quest’ultima parte offre delle notizie molto interessanti. Prima fra tutte e più lampante ci da la conferma di un’invasione della Legione Infuocata nelle Shadowlands e precisamente a Maldraxxus, come si era ipotizzato nel corto animato di Aldilà riguardante questa Congrega. Interessante inoltre come l’approccio che qui viene descritto quasi come religioso dei regni mortali all’esistenza (quindi possiamo pensare alla Luce o a Elune), vengano pensati da Al’firim come delle sciocche credenze. In quest’ottica anche questa parte del resoconto può essere interpretata come un ulteriore elemento a sostegno della teoria dei “Primi creatori”. Infine, torniamo per attimo all’introduzione ed alla parte 1 di queste note. Negli appunti del nostro alienatore degli appunti una non meglio precisata rivale, una di cui Al’afirm sembra serbare del raconcore. Più di una volta, il ricercatore giura che “lei non usurperà mai più la sua posizione”, e scoprire semplicemente che Kah-Sher ha parlato con questa rivale in precedenza è sufficiente per inasprire completamente Al’afirm con il soprintendente di Oribos. Ma possiamo sapere chi sia questa rivale? La candidata più ovvia per questo ruolo è Ve’nari, la quale sappiamo bene essere braccata sia dal Carceriere che da alcuni altri Alienatori per le sue conoscenze. Oppure un’altra possibilità sia che la rivale possa essere So’leah, il boss finale di questo nuovo mega-dungeon, che ci è stata presentata come nota “per raccogliere artefatti e conoscenze proprio a causa della sua sete di potere.”

Qui, ragazzi e ragazze, si conclude la nostra lettura ed analisi del “Rapporto di Spedizione” di Al’firim. Le cose dette all’interno di queste note potrebbe sconvolgere le conoscenze che abbiamo finora avuto, ed ora siamo davvero curiosi di vedere come tutto questo evolverà, ma soprattutto di sapere il vostro pensiero a riguardo!

Illustrazione in evidenza di Bayard Wu.