Ciò che è morto non muoia mai

La Valle degli Eroi è, appunto, una piccola valle situata prima dei cancelli di Stormwind. Un ponte di pietra attraversa lo stretto fossato ed è la prima panoramica vista da tutti coloro che entrano nella più importante capitale dell’Alleanza. Questa gloriosa e rigogliosa valle si trova a sud della città e molti visitatori l’attraversano in quanto è uno dei tre ingressi di Stormwind (altro è il Deeprun Tram di Ironforge ed il terzo è il porto). Statue commemorative dei grandi Eroi dell’allora Alleanza di Lordaeron si trovano su entrambi i lati della strada, accogliendo i visitatori e fornendo loro la più suggestiva ed impressionante vista delle capitali di Azeroth. Gli eroi rappresentati nelle statue raffigurano i membri della spedizione dell’Alleanza che viaggiò attraverso il Portale Oscuro verso Draenor per sigillare la spaccatura dimensionale nel mondo degli Orchi. Sulla sinistra ci sono Kurdran Wildhammer, Thane di Aerie Peak e l’Arcimago Khadgar del Kirin Tor; a destra il comandante Danath Trollbane e il Capitano Ranger Alleria Windrunner; alla fine della strada principale, poco prima che questa si divida in due per entrare a Stormwind, è rappresentato il Generale Turalyon, capo militare della spedizione.

È interessante notare però, come i cinque eroi che erano “presumibilmente deceduti”, nelle loro targhe commemorative fossero in verità, tutti ancora in vita e sopravvissuti alla colossale distruzione che trasformò Draenor nelle Outland.

All’inzio del Cataclisma tuttavia, la statua di Danath fu rovesciata dall’attacco alla città di Deathwing, che ha anche danneggiato le due torri che si affacciano sul ponte, lasciando segni di artigli infuocati su di loro. Nel corso degli anni comunque, tutti i danni provocati dall’Aspetto della Morte, furono riparati.

Dopo il Cataclisma e cedendo il posto nel Consiglio dei Tre Martelli a Falstad, Kurdran dichiarò che sarebbe andato a Stormwind per incontrare il Re Varian Wrynn e vedere la sua statua. Così, circa trent’anni dopo la loro edificazione. il nano fu il primo a vedere la propria statua nella Valle. Il secondo fu l’Arcimago Khadgar che vide la propria quando raggiunse Stormwind per avvertire Varian ed il Principe Anduin che la Legione Infuocata era tornata. Danatah non ha attualmente visto la propria poiché decise di rimanere nelle Outland a comandare i Figli di Lothar, ed infine, Alleria e Turalyon videro la loro dopo l’imprigionamento di Sargeras e il loro ritorno da Argus. Entrambi si sentirono turbati dalla vista delle proprie statue.

Per i più curiosi, ecco le incisioni sulle cinque targhe e gli autori:

(Kurdan): “Sentiremo le chiamate di Sky-Ree sui venti, sentiremo il tuo martello tuonare attraverso le cime delle montagne, cavalcare possente nell’aldilà, fratello, le sale dei nostri antenati ti aspettano”. -Falstad Wildhammer, Lord di Aerie Peak.-

(Danath): “Onoriamo la tua memoria, nipote ed il tuo sacrificio: dalla fondazione del nostro glorioso impero, la via del valore è sempre stata intrisa del sangue degli eroi”. -Thoras Trollbane, Lord di Stromgarde.-

(Khadgar): “Non ti sei mai immerso egoisticamente nel cuore oscuro della magia e della guerra. Ti auguriamo un buon viaggio, ovunque tu sia.” -Antonidas, Arcimago di Dalaran.-

(Alleria): “Il tuo cuore volava dritto come una freccia sul vento, sorella, tu eri la più brillante del nostro Ordine, tu eri la più amata della nostra gente.” -Sylvanas Windrunner, Generale Ranger di Quel’Thalas.-

(Turalyon): “Tu eri la mano destra della giustizia e della virtù, vecchio amico, il tuo nome sarà sempre onorato nelle nostre sale.” -Lord Uther the Lightbringer, Paladino del Silver Hand.-

Ai più attenti, non sarà sfuggito come ironicamente, mentre i “presunti deceduti” siano ancora tutti in vita, gli autori delle targhe commemorative siano al contrario tutti morti ad eccezione di Falstad, con Thoras che è diventato uno dei Quattro Cavalieri e Sylvanas che è l’attuale Warchief dell’Orda.

Illustrazione in evidenza ufficiale Blizzard