Thaddius: il dolore di centinaia di innocenti

Anni fa, Anub’arak condusse un’orda di guerrieri non morti dentro la ziggurat nerubiana chiamata Naxxramas e la conquistò con facilità nel nome del Re dei Lich, che la trasformò in una macchina da guerra per il Flagello. La magia oscura riempì la fortezza nascosta nelle caverne dell’impero nerubiano e la spinse in volo. Qui, i luogotenenti di Arthas hanno prosperato e tramato per anni, guidati dal lich Kel’thuzad, e infestato le terre dei vivi. Nel fumetto ‘Ashbringer’ Darion Mograine, nel tentativo di salvare l’anima del padre imprigionato nella cittadella, formò un gruppo di avventurieri per infiltrarvisi. Le forze del Flagello si radunarono per fermarli, e nonostante i loro sforzi, Darion e gli altri risvegliarono il gigantesco Thaddius, un enorme non-morto costruito con quello che sembrano parti di giganti – il cui design è ispirato a Frankenstein – dall’incommensurabile potere, rianimato grazie a grosse bobine elettriche. Darion riuscì a sconfiggerlo, ma già pochi anni dopo le forze dei non-morti si rinfoltirono e anche questo terribile essere fu ricostruito e riportato alla non vita.

Nella versione classica di Naxxramas, gli avventurieri che osano entrare nelle sale oscure possono sentire delle terribili, agonizzanti eco, voci di anime torturate… Che urlano, implorano pietà… Una spiegazione ci viene data dal comandante Eligor Dawnbringer al Forte Wintergarde. Thaddius non è costruito da parti di giganti, bensì da pelle, ossa e organi raccattati dai cadaveri delle donne e dei bambini sterminati dal Flagello. Le loro anime tormentate sono fuse insieme per l’eternità, imprigionate in questa tremenda gabbia di carne. L’opera immonda, molto probabilmente, è stata compiuta da Kel’thuzad in persona. Troviamo Thaddius nella Sala dei Costrutti, e il suo dolore eterno, annullato nella volontà distruttiva e perversa del Re dei Lich. Una volta ucciso, il suo grido si trasforma in un fiato di gratitudine, e raggiunte le Sale della Rianimazione, l’urlo di centinaia di anime innocenti non è che un ricordo rimasto a tenerci svegli la notte…