Perché Medivh è quello che Tyrande avrebbe dovuto essere

Questo pomeriggio voglio parlarvi di un personaggio che, secondo i miei gusti personali, si trova assolutamente nella top 3 dei migliori personaggi creati dalla Blizzard: Medivh.

Più nello specifico, voglio parlarvi di come, secondo me, Medivh sia stato quello che Tyrande avrebbe dovuto essere oggi. Ora, il problema di Tyrande e Malfurion lo abbiamo già affrontato su queste pagine e quindi non starò qui a riparlare di cose già dette mille volte. Ma veniamo a noi, vediamo al nostro mago più famoso della storia di Azeroth.

Per fare questo confronto dobbiamo innanzitutto avere ben presente qual è il tema centrale che secondo me differenzia i due personaggi: l’umanità.

In game di Medivh ci viene detto ben poco. Sappiamo che è stato questo grande mago del passato, una figura importantissima nella storia, circondato perennemente da un’aura di leggenda. La storia di Medivh è trattata molto più nello specifico in libri ed altro materiale esterno al gioco ed è solo lì che si può capire quanto questo personaggio sia stupendo. Medivh si è trovato in una situazione molto simile a quella che vediamo oggi su Tyrande, ma attenzione! Non stiamo parlando di situazioni storiche del momento, ma di peso e potere degli stessi personaggi. Mi spiego.

Sia Tyrande che Medivh posseggono un potere fuori scala, non paragonabili tra loro, ma comunque fuori scala rispetto al contesto in cui sono inseriti, ma cosa li differenzia? Come dicevo prima, proprio l’umanità.

Medivh ha una costante lotta interna con lo spirito di Sargeras ed è proprio questo conflitto che riesce a far vedere a noi “spettatori” le sfaccettature del personaggio, che non è più quindi un’arma di distruzione di massa vivente, un qualcosa di irraggiungibile e sovrannaturale, ma un uomo. Medivh cessa di essere una linea retta, un potere personificato freddo e con cui è impossibile empatizzare, iniziando ad avere tante deviazioni. Deviazioni che sono rappresentate dal rapporto con Moroes, dal sentimento di affezione che piano piano si instaura con Khadgar e da quel terribile dolore quando rivede se stesso, posseduto da Sargeras, combattere contro la madre Aegwynn.

Tutto questo ha il suo culmine proprio alla fine della vita di Medivh (o almeno intesa come quella “terrena”). In quell’occasione, un quasi completamente posseduto Medivh viene ucciso da Khadgar che gli pianta una spada nel petto. Vediamo Medivh ringraziare Khadgar per averlo liberato dicendo “l’ho combattuto finché ho potuto.”

Ed è incredibile come fino a due righe prima tu vedessi praticamente un demone mentre due righe dopo leggi di un uomo distrutto e grato per la fine di quella sofferenza. Eppure stiamo parlando dello stesso personaggio!

È stato tutto questo, secondo me, a rendere Medivh un personaggio leggendario, non la sua capacità di vincere da solo una guerra.

Ovviamente non si può pretendere che Blizzard rendesse Tyrande una copia di Medivh, ma quel tipo di lavoro all’INTERNO ed INTORNO al personaggio avrei tanto voluto vederlo anche nella Guerriera della Notte.

È troppo tardi ormai? Forse si, forse no. Dobbiamo ancora vedere cosa porterà Shadowlands nello sviluppo di Tyrande, ma personalmente, credo che quel lavoro fatto con Medivh sia difficilmente ripetibile adesso.

Illustrazione in evidenza ufficiale Blizzard