Capitolo 2: Scintille

Il Regno di Stormwind si trovò così a dover fronteggiare una minaccia del tutto sconosciuta, di cui non aveva nessuna esperienza o anche solo informazioni. Non bisogna infatti dimenticare che fu il solo Regno di Stormwind a dover affrontare questa guerra, e che quindi non si poteva fare affidamento su una rete d’informazioni come quella di cui può disporre l’Alleanza di oggi. I Sette Regni erano ben lontani dal formare un fronte comune all’epoca, ognuno concentrato su se stesso.

Dall’altro lato invece, la neonata Orda degli Orchi arrivò paradossalmente più preparata alla guerra dal punta di vista militare. Sebbene composta da clan diversi con usanze e costumi diversi, gli Orchi erano comunque mossi da un desiderio comune, quello della battaglia. Ed i dissidenti verso la guerra furono prontamente allontanati, come il clan Frostwolf, che venne esiliato ancor prima dello scoppio delle ostilità sulle Montagne di Alterac. E così, quando iniziarono a circolare voci su dei mostri apparsi nella Palude Nera, quest’ultime vennero presto bollate dalle autorità come racconti o addirittura leggende.

Tuttavia, il sovrano di Stormwind, Llane Wrynn I, non si dimostrò così superficiale. Il Re inviò uno dei suoi più fidati cavalieri (nonché amico d’infanzia), Ser Anduin Lothar, a scoprire cosa fossero realmente queste nuove creature. Lothar guidò un piccolo gruppo ad esplorare la Palude Nera, e fu in quest’occasione che i Cavalieri di Stormwind si scontrarono con gli Orchi per la prima volta in una serie di sanguinose schermaglie. Lothar ed i suoi uomini riuscirono ad ottenere un certo numero di piccole vittorie, grazie anche ad un miglior equipaggiamento costituito da spesse corazze ed armi di ottima fattura, ma ben presto si accorsero che per ogni orco ucciso altri due sembravano prendere il suo posto.

Gli Umani si trovarono così costantemente in inferiorità numerica in ogni battaglia successiva, e Lothar alla fine fu costretto a ritirarsi senza addentrarsi abbastanza in profondità nella Palude Nera e questo fu un elemento chiave della guerra.

Lothar non poté infatti realizzare la vera potenza dell’Orda, la quale aveva mandato a combattere solo alcuni esploratori e soldati semplici, non rivelando ancora quella che era il vero punto di forza della Prima Orda, ovvero i suoi “generali”.

Gente come Killrogg Deadeye, Orgrim Doomhammer e gli stessi Blackhand e Gul’dan erano già allora dei veri e propri veterani di guerra, avendone combattuta una su vasta scala proprio nel loro pianeta, contro i Draenei. Ed inoltre potevano contare anche su valenti guerrieri come Varok Saurfang, fratello minore di una vera e propria leggenda quale era stata Broxigar il Rosso.

Ma soprattutto, Lothar non fu in grado di vedere ciò che permetteva agli Orchi di essere perennemente in vantaggio numerico: il Portale Oscuro.

Il cavaliere, di ritorno a Stormwind, informò così Re Llane che gli invasori non solo esistevano veramente, ma stavano ricevendo costantemente rinforzi da qualche parte e che il Regno doveva prepararsi per una guerra su larga scala.

Altrove intanto, gli Orchi riferirono al Warchief Blackhand che gli Umani erano ormai consapevoli della loro presenza. L’Orda cessò così le operazioni di esplorazione e studio del campo di battaglia, e si preparò ad affrontare i suoi nemici.

Un giorno, entrò in scena un altro, grande protagonista della guerra. Durante una delle loro missioni esplorative nella Palude Nera infatti, Lothar ed i suoi soldati incontrarono il Guardiano Medivh ed un giovane che era da poco diventato apprendista di quest’ultimo: Khadgar.

Medivh era il vero asso nella manica di Llane e del Regno di Stormwind. Un mago dal potere inconcepibile, che aveva vinto da solo l’ultima guerra combattuta dal Regno, quella contro i Troll Gurubashi. Medivh tuttavia agiva da “elemento indipendente”, vivendo segregato nella mistica Torre di Karazhan a sud-ovest dalla capitale.

In occasione di quest’incontro, Lothar incoraggiò Medivh (anch’egli suo amico d’infanzia) ad unirsi alla difesa di Stormwind, anche se il cavaliere capì che il mago si stava ancora lottando contro un potere oscuro che che sembrava tormentarlo da anni. In realtà, tuttavia, il Guardiano stava solo interpretando una parte, facendo finta di aver paura di attingere ai suoi poteri. La sua vera intenzione era in realtà quella di guadagnare tempo affinché l’Orda acquisisse potere ed avanzasse ancora e questo perché, in realtà, era proprio Medivh il responsabile dell’arrivo dell’Orda su Azeroth, come approfondiremo tra qualche capitolo.

Lothar parlò però anche con il giovane Khadgar, raccontandogli del passato travagliato di Medivh (il quale aveva trascorso anni in coma) e chiedendogli di agire non solo come apprendista, ma anche come “custode” del Guardiano. Le stranezze dette da Lothar furono ben presto verificate dallo stesso Khadgar. Medivh divenne infatti sempre più strano in seguito, scomparendo per interi giorni alla volta ed apparendo sempre più stanco.

Nel frattempo, Blackhand ordinò alle squadre di razziatori di addentrarsi nei territori del Regno di Stormwind per diffondere il panico tra popolazione umana. Interi villaggi a Brightwood, Westfall e nella parte meridionale delle Montagne Crestarossa caddero, con i loro abitanti che vennero brutalmente uccisi o costretti a fuggire. Quando le guarnigioni di Stormwind arrivarono per difendere i villaggi, l’Orda era già scomparsa. Gli Umani realizzarono di trovarsi davanti un nemico diverso da qualsiasi altro che essi avessero mai affrontato.

Nella capitale, Re Llane nominò Lothar il “Campione del Re”, il grado militare più alto del Regno. Decidendo di usare la strategia “mordi e fuggi” degli Orchi contro di loro, Lothar studiò i possibili obiettivi che l’Orda avrebbe potuto colpire da lì in avanti e tese imboscate lungo i loro percorsi di ritirata.

Il Comandante mobilitò ancora più forze per combattere la guerra, compresa quella costituita dai Chierci di Stormwind, guidata dall’Alta Chierica Lady Mara Fordragon. Ad fedele cavaliere di nome Gavinrad venne inoltre dato il comando di un gran numero di truppe. In questo modo, grazie alla strategia attuata da Lothar, in alcuni casi, piccole unità di cavalieri umani furono in grado di abbattere interi gruppi di razziatori orchi senza vittime. Quest’ultimi si resero presto conto, anche loro, che gli Umani non erano come i Draenei, ma erano molto più organizzati.

In cerca di aiuto, diversi messaggeri furono inviati da Re Llane nei restanti regni umani, avvertendo la presenza di misteriosi e temibili invasori dalla pelle verde. Ma, come abbiamo detto all’inizio, all’epoca i Sette Regni erano molto divisi tra loro, e gli avvertimenti di Llane Wrynn I non furono creduti ed il Regno di Stormwind non ricevette alcun aiuto né risposta. Nessuna, tranne che da un nobile.

Si trattava di Lord Daval Prestor, il quale si recò in visita a Stormwind dove prese apertamente in giro Re Llane, affermando che la minaccia era in realtà una ribellione di cittadini scontenti. Lord Prestor si dichiarò essere un nobile del Regno di Lordaeron che parlava in nome di quest’ultimo, ed augurò a Re Llane tutta la fortuna per il suo conflitto.

In passato, Stormwind si era vantata di non aver bisogno di nessuno e negli ultimi decenni, la dinastia Wrynn aveva sviluppato una politica di isolazionismo, che gli altri Regni avevano visto come un atteggiamento arrogante.

Re Llane avrebbe iniziato a maledire ben presto quell’isolazionismo…

Illustrazione in evidenza di Hua Lu