Capitolo 15: I resti dell’Orda

All’indomani della Seconda Guerra, l’Orda rimase frammentata e pressoché distrutta. Kilrogg Deadeye e il suo clan Guerci Sanguinari arrivarono al Portale Oscuro solo diversi giorni dopo la fine del conflitto venendo bloccati dalle forze dell’Alleanza ancora presenti sul luogo. Non essendo riuscito ad arrivare in tempo per prendere parte alla battaglia del Massiccio Roccianera, il clan decise di “scomparire” nelle terre selvagge vicine e pianificare la prossima mossa piuttosto che rischiare la distruzione attaccando gli Umani.

Allo stesso modo, anche il clan delle Fauci del Drago non era riuscito a prendere parte alla battaglia finale. Vedendo l’Alleanza vittoriosa e non venendo scoperti, i Fauci del Drago decisero invece di ritirarsi all’interno della loro fortezza a Grim Batol. Lì, continuarono per qualche tempo a schiavizzare lo Stormo Rosso.

Tuttavia questa situazione non sarebbe durata ancora molto. Non passò molto tempo infatti prima che Alexstrasza venisse liberata e scatenasse la sua ira sugli Orchi. Molti degli orchi lì presenti vennero arsi dal fuoco della Regina dei Draghi in persona, compreso Nekros Skullcrusher (per approfondire clicca qui).

Intanto, anche i figli di Blackhand – Dal’rend e Maim – ed il clan Black Tooth Grin erano sopravvissuti alla guerra. Essi avevano continuato il loro viaggio per mare di ritorno nel territorio dell’Orda, ed arrivarono ​​al Massiccio Roccianera qualche tempo dopo la battaglia. Nascondendo la loro presenza, riuscirono a radunare altri sopravvissuti dell’Orda (principalmente dal clan Roccianera) e rioccuparono quella che era stata la principale roccaforte dell’Orda quando l’Alleanza alla fine si ritirò dalla regione. I due figli di Blackhand decisero di formare quella che consideravano la “Vera Orda”, rinunciando alla fallimentare leadership del precedente Warchief e governando la loro nuova fazione come meglio ritenevano. Così, nel tentativo di “riforgiare l’Orda degli Orchi” un tempo potente, Dal’rend e Maim contattarono diversi altri gruppi di Orchi, come appunto i clan Guerci Sanguinari e Fauci del Drago. I due figli di Blackhand ricevettero tuttavia risposte diverse. I Fauci del Drago accettarono di impegnarsi a dare il loro sostegno, mentre i Kilrogg Deadeye rifiutò categoricamente di unirsi alla causa, bollando quella di Dal’rend e Maim come una “falsa orda”.

Il leader dei Guerci Sanguinari, Kilrogg Deadeye. Illustrazione di Lotsmanov.

Altri piccoli gruppi isolati dell’Orda rimasero poi sparsi per i Regni Orientali, con alcuni orchi che rimasero da soli mentre altri formarono dei piccoli clan. I membri dell’Alleanza, spesso in gruppi, dedicarono a seguito della guerra diverso tempo alla caccia di questi individui. Tra di essi ovviamente si distinse l’abile ranger elfica Alleria Windrunner che ne uccise diversi nelle foreste di Quel’Thalas. Ma tutta l’Alleanza aveva sviluppato, in quei 7 anni di conflitto tra Prima e Seconda Guerra un vero e proprio odio nei confronti degli Orchi, con molti di quest’ultimi che vennero uccisi a vista. Anche se a non tutti toccò questa macabra sorte. Alcuni orchi vennero infatti semplicemente catturati e portati nei campi di internamento in cui l’Alleanza pose gli sconfitti.

La vita degli orchi sul pianeta Draenor, nel frattempo, rimaneva desolata. Coloro che riuscirono a fuggire lì alla fine del conflitto fecero ritorno in un mondo morente, ormai corrotto dalle energie demoniache, dove tutta la vita naturale si trovava sull’orlo dell’estinzione. Sebbene molti di questi orchi si sentissero solo che disperati in quel momento, uno tra loro, il cavaliere della morte Teron Gorefiend, rimase fiducioso verso il futuro. Egli iniziò a pensare ad un piano avrebbe portato, secondo lui, alla salvezza dell’Orda e presto trovò colui che avrebbe messo in atto quel piano: il vecchia sciamano Ner’zhul.

Alleria Windrunner uccide orchi nelle foreste di Quel’Thalas. Illustrazione ufficiale Blizzard.

IN ALTO: La fine di Nekros Skullcrusher. Illustrazione di Bayard Wu.