Battaglia di Bladespire

La Battaglia di Bladespire avvenne undici anni prima dell’apertura del Portale Oscuro ed ebbe come palcoscenico il pianeta Draenor. I protagonisti di questa battaglia furono due clan di Orchi, i Frostwolf ed i Whiteclaw contrapposti agli Ogre, precisamente ai Bladespire.

Per diversi mesi, le tensioni tra questi clan orcheschi e gli Ogre aumentarono sempre di più nella regione della Landa di Fuocogelo. Nel sud, Highmaul, la capitale dell’Impero Ogre, faticava molto a rirpendersi dalle battaglie contro i clan Warsong e Shattered Hand, portando così la presa degli Ogre sulla regione di Nagrand ad essere distrutta per sempre e di conseguenza l’influenza degli Ogre su Draenor a diminuire.

Il leader dei Bladespire, l’Imperatore Kelgrok, era molto turbato da questi eventi ma assolutamente determinato a mantenere la sua presa sulla Landa di Fuocogelo. Per compensare la bassa popolazione degli Ogre, gli stregoni Bladespire avevano condotto esperimenti crudeli per creare nuove creature da mettere al loro servizio, ed i risultati più promettenti arrivarono dai Mok’nathal, il risultato di una combinazione selettiva tra gli Orchi e gli Ogre. Per mantenere la lealtà di questi mezzosangue, gli Ogre minacciarono di uccidere intere famiglie se anche uno solo dei loro membri si fosse ribellato. Kelgrok liberò quindi molti dei mezzosangue e ordinò loro di fare la guerra agli Orchi come rappresentanti dell’esercito dei Bladespire. Quest’ultimi imperversarono così attraverso la Landa, impossessandosi di ampi tratti di terra ricca di risorse sottraendole agli Orchi.

Intanto, il capo tribù Garad del clan Frostwolf chiamò i vicini clan Whiteclaw e Thunderlord affinché si unissero a loro nella lotta ai Bladespire, ma i Thunderlord (guidati dal figlio di Garad, Fenris Wolfbrother), rifiutarono l’offerta, scegliendo invece di razziare gli insediamenti di Bladespire nottetempo. Il clan Whiteclaw si unì invece ai Frostwolf, per i quali sentivano un’affinità dovuta ai molti costumi e tradizioni condivisi tra i due clan.

Garad fu dichiarato capo dell’esercito congiunto dei Frostwolf e dei Whiteclaw, e nominò suoi luogotenenti i suoi figli Ga’nar e Durotan. L’esercito colpì duramente i Bladespire e, sebbene non ottenero nell’immediato vittorie decisive, catturarono un certo numero di Mok’nathal, incluso il loro leader, Leoroxx. Garad fu sorpreso di apprendere che quest’ultimo e gli altri mezzosangue non erano servi consenzienti ma schiavi. Così, Garad e Leoroxx raggiunsero un accordo per aiutarsi a vicenda a distruggere per sempre il clan Bladespire.

Successivamente, Leoroxx tornò alla Fortezza di Bladespire ed incitò un’aperta ribellione tra i Mok’nathal. Quest’ultimi si ribellarono contro i loro oppressori e diedero la Fortezza alle fiamme mentre Garad e il suo esercito si schiantavano contro le difese esterne di Bladespire.

La Battaglia di Bladespire si trascinò per un’intera, sanguinosa giornata prima che gli orchi e i Mok’nathal riuscissero ad avere la meglio sugli Ogre. Nel cuore della roccaforte in fiamme, Leoroxx strangolò l’Imperatore Kelgrok con le catene che aveva indossato per gran parte della sua vita.

Gli Orchi avevano vinto, ma a caro prezzo. Centinaia di Frostwolf e Whiteclaw morirono nella battaglia, incluso lo stesso Ga’nar, che sacrificò la sua vita per aiutare molti giovani Mok’nathal a fuggire dalla fortezza assediata. La morte di Ga’nar spezzò il cuore di suo padre e, sebbene Durotan succedette a quest’ultimo alla leadership del clan, Garad non si riprese mai dalla perdita del suo secondo figlio.

Dopo la battaglia, il capo dei Frostwolf offrì a Leoroxx e alla sua gente di restare a Fuocogelo per costruire una nuova casa, ma l’anziano Mok’nathal rifiutò, sapendo che gli Orchi non avrebbero mai accettato veramente i mezzosangue tra di loro. Invece, i mok’nathal si stabilirono in un angolo remoto e con poche risorse di Gorgrond dove poterono vivere in pace, imbracciando le armi solo per difendere le loro magre terre dalle minacce esterne.

Illustrazione in evidenza ufficiale Blizzard