Paladini

“Questo è il compito dei Paladini: proteggere i deboli, rendere giustizia agli ingiusti ed eliminare il male dagli angoli più oscuri del mondo.”

Così recita il dogma di ogni Paladino presente su Azeroth. Questi guerrieri sacri sono dotati di armatura a piastre in modo che possano affrontare i nemici più ostici, e la benedizione della Luce Sacra consente loro di guarire le ferite e, in alcuni casi, persino di restituire la vita ai morti. Sempre pronti a servire il prossimo, i Paladini possono difendere i loro alleati con la spada e lo scudo, oppure possono impugnare enormi armi a due mani contro i loro nemici. La Luce concede ai Paladini ulteriore potere contro i non morti ed i demoni, assicurando che questi esseri profani non corrompano più il mondo.

Tuttavia, i Paladini non sono solo zeloti, ma anche guardiani dei giusti, e donano benedizioni a coloro i quali hanno più bisogno del conforto della Luce .Quest’ultima si irradia dai paladini e dai degni alleati che stanno loro vicino, e rappresenta per essi una fonte di inesauribile coraggio.

I primi Paladini della Storia potrebbero essere stati i Draenei, i quali furono introdotti alla “via della Luce” dai Naaru, subito dopo la loro fuga dal pianeta Argus. E’ tuttavia ugualmente probabile, che i primi Paladini su Azeroth possano essere stati i Troll Zandalari che venerano ancora oggi il Loa Rezan.

Per quanto riguarda gli Umani invece, i dati storici sono ben più recenti: fondati all’inizio della Seconda Guerra, i Paladini furono concepiti come un Sacro Ordine di guerrieri il cui scopo era difendere e guidare la popolazione scossa dalla guerra a Lordaeron. L’Arcivescovo Alonsus Faol pensò che i devoti ecclesiastici dell’Abbazia di Northshire, che avevano sofferto molto durante la Prima Guerra, non fossero adatti ai pericoli del combattimento. Insieme a molti di questi ecclesiastici, l’Arcivescovo individuò coloro i quali, secondo lui, incarnavano le grandi virtù tra i cavalieri di Lordaeron e li istruì nei modi per invocare il potere della Luce. Guidati Uther, quest’ordine prese il nome di Silver Hand.

Ma come detto, il compito dei Paladini non si fermava al solo campo di battaglia. Essi erano anche conosciuti per aiutare le masse durante la guerra, radunandosi nelle chiese per nutrire la loro fede e guarire i feriti tramite i poteri della Luce che si manifestava attraverso loro.

Ma le cose per i Paladini non andarano sempre bene. Sebbene essi fossero un tempo amati e venerati in tutte le terre di Lordaeron, all’epoca della Terza Guerra il Sacro Ordine cadde in tempi difficili. L’intero Silver Hand venne sciolto per aver rifiutato di uccidere cittadini innocenti che si credeva fossero stati contaminati dalla temuta Piaga della Non-morte.

Molti paladini viaggiarono verso terre in quarantena per alleviare le sofferenze di coloro che erano rimasti nei focolai tormentati dalla Piaga, ma sebbene essi fossero immuni da malattie di qualsiasi tipo, furono perseguitati dalla popolazione, la quale credeva che anche i Paladini fossero stati infettati . Alcuni di questi paladini si recarono così a Northrend, e quando finalmente raggiunsero la gelida fortezza di Ner’zhul, amareggiati dalle prove che erano stati costretti a subire, divennero degli esseri oscuri e meditabondi. Il Re dei Lich offrì loro poteri inimmaginabili in cambio dei loro servigi e della loro lealtà. Questi paladini accettarono l’offerta, e diventarono così dei Cavalieri della Morte al servizio del Re dei Lich.

Paladini a Quel’Thalas – Illustrazione di Todor Hristov

Nonostante l’attraversamento di questo periodo buio, gli Umani di Stormwind continuarono ad addestrare i loro paladini, considerandosi ancora sotto l’ordine del Silver Hand, ordine che venne esteso anche ai paladini nani di Ironforge.

Intanto, a Lordaeron, i paladini rimasti in quelle terre continuarono a combattere contro il Flagello. Tra loro si formò un “ordine parallelo”, la “Crociata Scarlatta” una sorta di branca evoluta del Silver Hand che aveva posto la propria missione nell’eradicazione dei non morti dalle terre di Lordaeron, siano essi facenti parte dei Forsaken o del Flagello. Tuttavia, molti iniziarono a credere che la Crociata, un tempo zelante, si fosse allontanata dal proprio scopo originario, un tempo nobile, e che il fanatismo dilagasse ormai all’interno delle sue fila. Così, questo gruppo di paladini lasciarono la Crociata e andarono a formare un nuovo ordine a cui diedero il nome di Alba d’Argento.

Con il passare del tempo, diversi ordini di paladini sorsero in tutta Azeroth: nelle Isole Azuremyst, i Draeneri portarono con sé il proprio ordine, la Mano di Argus, mentre a Quel’Thalas, gli Elfi del Sangue costituirono anch’essi il proprio ordine, i Cavalieri del Sangue, i quali, tuttavia, a seguito della distruzione del Pozzo Solare durante la Terza Guerra, avevano non pochi problemi ad attingere al potere della Luce Sacra e, per questo motivo, ebbero bisogno per un certo periodo di “drenare” le energie vitali del Naaru M’uru per usare il potere sacro. Questa situazione venne risolta con la riattivazione del Pozzo Solare, possibile proprio grazie al sacrificio di M’uru, a seguito della quale i Cavalieri del Sangue poterono tornare ad attingere nuovamente i loro poteri dal Pozzo.

Anni dopo, Tirion Fordring ripristinò l’ordine originale del Silver Hand a Lordaeron, che successivamente si sarebbe fuso con l’Alba d’Argento per formare il potente ordine della Crociata d’Argento.

Come “guerrieri della Luce Sacra”, i paladini rappresentano tutto ciò che c’è di buono nel mondo e aborrano tutto ciò che, al contrario, è malvagio e sinistro, in modo particolare i Non Morti ed i demoni. Essi offrono assistenza agli assediati e colpiscono i loro nemici con un fervore sacro. Presenti in quasi ogni angolo di Azeroth impegnati a combattere le forze del male, questi coraggiosi e zelanti guerrieri mantengono incessantemente la loro veglia. I Paladini sono l’incarnazione di una dedizione buona e disinteressata alla protezione dei loro popoli, ma la loro passione e la loro, a volte, terribile risoluzione possono tuttavia portarli fuori dalla retta via. In particolare, la Crociata Scarlatta che, come abbiamo precedentemente detto, era una branca di paladini e sacerdoti che si staccò dal Silver Hand, prese presto la propria missione di sradicamento del Flagello in modo praticamente fanatico, fino ad arrivare al punto di rivoltarsi contro i loro ex alleati, e sospettando di chiunque potesse portare la “tentazione della non-morte”.

Ma come si pone la Luce Sacra in tutto ciò? I paladini non devono sempre operare all’interno di organizzazioni buone o neutrali, come visto proprio nella Crociata Scarlatta, ma, tuttavia, devono credere di star operando nel giusto, ed aver fede che la loro causa sia buona e giusta. Un paladino può inoltre essere malvagio (come nel caso di Renault Mograine e di Arthas Menethil prima di impugnare Frostmourne), ma finché essi credono che la loro causa sia giusta, la Luce continuerà a servirli perché riuscire ad usare i poteri della Luce è una questione di forza di volontà e fede nella propria capacità di farlo, e non di una distinzione obiettiva tra giusto e sbagliato. Nel caso di Arthas, dal momento che sentiva uno stato di conflitto interiore dentro di sé, la Luce cominciò ad “abbandonarlo”, o per meglio dire a non rispondere più alle sue invocazione, dopo l’epurazione di Stratholme. Arthas percepì quest’evento come se la Luce avesse scelto lei stessa di abbandonarlo, cosa che indebolì ulteriormente la sua fede in essa.

Allo stesso modo però, la Luce non può essere “strappata con la forza” da un paladino che conduce la propria vita in maniera onorevole e che non perde mai la convinzione nelle proprie azioni. Di questo caso ne fu esempio Tirion Fordring, che difese l’orco Eitrigg dai suoi simili, venne bandito dall’Ordine del Silver Hand ed una cerimonia fu eseguita da Uther per spogliarlo del suo potere. Tuttavia, la cerimonia fallì, e nonostante Tirion accettò la sua condanna all’esilio, egli mantenne tutti i suoi poteri da paladino.

Illustrazione in evidenza di Zach Fischer