Boschi di Cantoeterno

I Boschi di Cantoeterno erano una volta visivamente indistinguibili dalla loro parte meridionale, la regione attualmente nota con il nome di Terre Spettrali, e insieme ad essa formava quella che era la Foresta di Cantoeterno. Migliaia di anni fa, le foreste furono rivendicate dagli esiliati Elfi della Notte di Kalimdor, i quali si rinominarono Alti Elfi e combatterono contro la popolazione dei Troll Amani, allora residente in queste zone, riuscendo infine a prendere possesso del territorio.

Gli Elfi, guidati da Dath’remar Sunstrider, fondarono quindi il Regno di Quel’Thalas ed il nord di questi Boschi venne scelto come cuore del loro impero per millenni; la capitale di Silvermoon venne fondata sulla punta più settentrionale della foresta, vicino all’oceano. Gli Elfi decisero inoltre di intrecciare la loro architettura per completare il paesaggio naturale di Cantoeterno, fondendo insieme le strutture naturali ai loro meravigliosi edifici di natura arcana.

I nuovi arrivati vissero in relativa armonia con le creature dei boschi, nonostante i maghi elfici avessero eretto numerose pietre runiche in tutta la regione per fungere da campo smorzante che avrebbe limitato la potenza di tutta la magia non elfica. Come tocco finale, Dath’remar decise di incantare l’intera regione, in modo che essa apparisse sempre in uno stato di perenne primavera.

Poco dopo la fondazione di Quel’Thalas, gli Alti Elfi crearono un arco leggendario chiamato Thas’dorah, scolpito dalla corteccia dell’albero madre di Cantoeterno. Chiamato Thas’alah, o “Luce della Foresta”, quest’albero era il più antico di tutti i boschi di Quel’Thalas e le sue radici assorbivano l’energia del Pozzo Solare. Secondo le leggende, dai suoi rami incantati, l’intera regione sembrava essere immersa in un bagliore oro-arancione che donava alla Foresta un vero e proprio aspetto magico.

Quella che era la Foresta di Cantoeterno però, non venne certamente risparmiata dai conflitti della Storia di Azeroth, sebbene Quel’Thalas rimase inespugnata per ben 7000 anni. Le difese del regno elfico furono messe alla prova durante la Seconda Guerra, quando l’Orda bruciò la parte più esterna della Foresta. Tuttavia, gli invasori non furono in grado di superare le grandi difese di Silvermoon e furono così costretti alla ritirata.

Ben più gravi furono invece i fatti della Terza Guerra. La Foresta di Cantoeterno venne letteralmente lacerata dall’avanzata del Flagello dei Non-Morti, guidati dal Cavaliere della Morte Arthas Menethil. L’invasione del Flagello fu una vera e propria catastrofe non solo per la Foresta di Cantoeterno ma per tutta Quel’Thalas. Ben il 90% della popolazione elfica venne infatti sterminato. Quegli infausti eventi sono ancora oggi visibili nel magico regno, dove la Fenditura Morta, una lunghissima striscia di terra morente, è attualmente il più vivido ricordo di quel massacro.

L’attacco del Flagello distrusse e contaminò irrimediabilmente la parte meridionale della Foresta, proprio nel punto in cui il fiume Elrendal separava la terra. Nemmeno Silvermoon venne risparmiata dall’attacco, venendo quasi del tutto distrutta. Gli elfi superstiti, che si diedero il nome di Elfi del Sangue, sono nel tempo riusciti a ricostruire metà di quella che era la loro capitale originale.

Illustrazione in evidenza di Robin Hang